L’abito poe­sia

VOGUE Sposa - - INCONTRI -

Nel­le foto del­le sue cam­pa­gne gli abi­ti so­no sem­pre in­se­ri­ti in un con­te­sto na­tu­ra­le, ab­brac­cia­ti da un pa­no­ra­ma in cui si re­spi­ra un’aria lim­pi­da, lu­mi­no­sa, friz­zan­te, a sot­to­li­nea­re il suo bi­so­gno di con­te­sto e un mes­sag­gio che va ben ol­tre un sem­pli­ce gio­co di vo­lu­mi. È un po’ come se di­se­gnas­se in­tor­no al­le sue crea­zio­ni uno sguar­do poe­ti­co che ri­cor­da i qua­dri di Pe­der Bal­ke, il ro­man­ti­co pae­sag­gi­sta nor­di­co. Il suo è un abito spe­cia­le, emo­zio­nan­te, evo­ca­ti­vo che nasce da sa­pien­ze ar­ti­gia­na­li fem­mi­ni­li an­ti­che, au­ten­ti­che e af­fa­sci­nan­ti, come è af­fa­sci­nan­te il fat­to che Lei­la pen­si i suoi ve­sti­ti in una ‘cabin’ fra le mon­ta­gne, mentre gli amici scia­no. “Ho bi­so­gno del­la na­tu­ra, dei suoi si­len­zi, del suo ci­clo, del­la sua pu­rez­za. Cre­do che se non aves­si fat­to que­sto la­vo­ro sa­rei sta­ta una con­ta­di­na, ado­ro la vi­ta sem­pli­ce, os­ser­va­re il pas­sag­gio del­le stagioni”. E do­po que­sto buen re­ti­ro par­te per cin­que me­si e va in Nepal, do­ve gli abi­ti ven­go­no con­fe­zio­na­ti, do­ve può con­ta­re su una spi­ri­tua­li­tà spe­cia­le e una mae­stria uni­ca.“So­no ca­ta­liz­za­ta dal fat­to a ma­no, dal­la cultura del­le don­ne, dal lo­ro la­vo­ro tra­man­da­to, è quel­lo il pun­to di ini­zio, l’em­brio­ne da cui nasce tut­to”. E i suoi ve­sti­ti lo san­no e lo di­co­no.

La sti­li­sta nor­ve­ge­se, cir­con­da le sue col­le­zio­ni di tut­ta la ma­gia del­le mon­ta­gne

di Giu­lia­na Pa­ra­bia­go

Lei­la Ha­f­zi

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