VI­SIO­NI CREATIVE

VOGUE Sposa - - CONTENTS - Lau­ra San­tam­bro­gio

di Lau­ra San­tam­bro­gio

Ri­ser­va­to, crea­ti­vo, vi­sio­na­rio. Fa­bri­zio Fi­lip­pi­ni - cuo­re di Collezioni La Spo­sa e Re­ven­ge, a Bre­scia - ci rac­con­ta co­me è na­ta la sua pas­sio­ne per il ma­tri­mo­nio, del suo amo­re per l’ar­te e per il cinema in bian­co e ne­ro

Co­me è na­ta la sua pas­sio­ne per la spo­sa? Tut­to ha avu­to ini­zio mol­to tem­po fa, da quan­do ero bam­bi­no e do­po la scuo­la cor­re­vo in sar­to­ria. Gio­ca­vo con tut­to ciò che era tes­su­to, for­bi­ci, bot­to­ni e le no­stre sar­te mi coc­co­la­va­no e mi ospi­ta­va­no con af­fet­to. Col tem­po ho in­co­min­cia­to a nu­tri­re cu­rio­si­tà per tut­to ciò che è un po’ fuo­ri dal co­ro, sti­li­sti al­le pri­me ar­mi, gio­va­ni pio­nie­ri e ca­se di mo­da di nic­chia. Re­ven­ge e Collezioni La Spo­sa: co­sa li uni­sce e co­sa li dif­fe­ren­zia? Il mon­do su­bli­me di Re­ven­ge (so­lo su invito) è un’evo­lu­zio­ne in fat­to di per­so­na­liz­za­zio­ne dell’ate­lier Collezioni La Spo­sa. Non so­lo cap­su­le col­lec­tion crea­te ad hoc, ma un ve­ro e pro­prio coin­vol­gi­men­to dei no­stri sti­li­sti che se­guo­no tut­ta l’evo­lu­zio­ne dell’abi­to, ri­go­ro­sa­men­te esclu­si­vo. Il ser­vi­zio con­cier­ge Re­ven­ge pre­ve­de poi una re­te di as­si­sten­za (au­ti­sta, con­se­gna a do­mi­ci­lio, as­si­sten­za al­la ve­sti­zio­ne e pre­sen­za del­lo staff il gior­no del sì). Lei è sem­pre al­la ri­cer­ca del nuo­vo. Gli sti­li­sti da te­ne­re d’oc­chio? Amo tut­to ciò che non ap­par­tie­ne ai per­cor­si clas­si­ci del­la mo­da, co­sì co­me nel­la vi­ta tut­to ciò che non è esplo­ra­to, trop­po fa­mo­so o ce­le­bra­to. Re­qui­si­to es­sen­zia­le è la ma­gia che si crea quan­do mi emo­zio­no, an­che so­lo per un det­ta­glio. Tra i miei pre­fe­ri­ti ci­te­rei sen­za dub­bio To­ni Ma­ti­ce­v­ski e Oti­lia Brai­lo­iu. La sua pas­sio­ne per l’ar­te si re­spi­ra. Nuo­vi pro­get­ti? La mia è un’ere­di­tà ge­ne­ti­ca, in que­sto non ho me­ri­ti! Mio non­no pa­ter­no è sta­to un pit­to­re, non l’ho co­no­sciu­to per­so­nal­men­te, ma so­lo at­tra­ver­so le sue ope­re. Que­sto per­cor­so mi ha fat­to poi in­na­mo­ra­re di ar­ti­sti in mol­ti cam­pi: fi­gu­ra­ti­vo, scul­to­reo, ma an­che tes­si­le. Pro­prio co­me un sar­to può es­se­re crea­ti­vo e ar­ti­sta al­lo stes­so tem­po. Il pro­get­to a cui stia­mo la­vo­ran­do è una nuo­va Mo­no­gra­fi­ca. Chi è Fa­bri­zio Fi­lip­pi­ni fuo­ri dai suoi ate­lier? Un uo­mo estre­ma­men­te schi­vo ed in­tro­ver­so, un uo­mo ‘an­ti­co’ in un’epo­ca che gli è un po’ estra­nea. A par­te ciò, amo nuo­ta­re, so­no un cam­mi­na­to­re e un ap­pas­sio­na­to di cinema in bian­co e ne­ro.

Da si­ni­stra in sen­so ora­rio: al­cu­ne crea­zio­ni in bian­co e ne­ro di To­ni Ma­ti­ce­v­ski, con cor­pi­no in tra­spa­ren­za di Oti­lia Brai­lo­iu e in piz­zo ri­ca­ma­to di Mar­co & Ma­ría.

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