Ren­zi, è ora di tor­na­re al­la scuo­la

Wired (Italy) - - NOW - Ja­co­po ton­del­li

Era dal­la scuo­la che Mat­teo Ren­zi, in­se­dia­to­si a Pa­laz­zo Chi­gi esat­ta­men­te un an­no fa, ave­va de­ci­so di par­ti­re. «Vi­si­te­re­mo una scuo­la la settimana», pro­mi­se so­len­ne­men­te. Il ri­to set­ti­ma­na­le du­rò po­che settimane, come ca­pi­ta al­le pro­mes­se non rea­liz­za­bi­li. Non ci scan­da­liz­zia­mo. Ci scan­da­liz­ze­rem­mo ec­co­me, in­ve­ce, se ve­nis­se­ro tra­di­ti i prin­ci­pi che de­vo­no ani­ma­re i cam­bia­men­ti da me­si in via di ela­bo­ra­zio­ne. La ri­for­ma del­la buo­na scuo­la (co­sì come è sta­ta def­ni­ta dall’ese­cu­ti­vo) si pro­po­ne di ri­co­strui­re il si­ste­ma for­ma­ti­vo na­zio­na­le ri­par­ten­do da chi la scuo­la la fa, cioè gli in­se­gnan­ti. Da un la­to, az­ze­ran­do le gra­dua­to­rie dei do­cen­ti, frut­to di pa­stic­ci, clien­te­le e ma­la­po­li­ti­ca di tre Re­pub­bli­che, e ac­cet­tan­do di as­su­me­re tutti quan­ti in gra­dua­to­ria c’era­no già. Dall’al­tro, met­ten­do al cen­tro, per il fu­tu­ro, il cri­te­rio del me­ri­to ve­ro e cer­ti­f­ca­to. En­tro il 28 feb­bra­io il governo do­vreb­be pre­sen­ta­re in Parlamento il te­sto del­la ri­for­ma. Re­si­ste­ran­no i no­stri eroi al­la ten­ta­zio­ne del pas­sa­to? È il mo­men­to di di­mo­strar­lo dav­ve­ro.

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