Tem­po di un caf­fè

Pic­co­le curiosità dal­la taz­zi­na

laRegione - Ticino 7 - - Come Dove Quando -

Vi sen­ti­te dei caf­fè-di­pen­den­ti e guai a chi vi vuo­le to­glie­re que­sto pia­ce­re quo­ti­dia­no? Con­so­la­te­vi: nel ’700 il con­su­mo di caf­fè in Eu­ro­pa ave­va rag­giun­to li­vel­li tal­men­te ele­va­ti da di­ven­ta­re una pia­ga so­cia­le, che af­flig­ge­va so­prat­tut­to le fa­sce più ab­bien­ti del­la po­po­la­zio­ne. Giun­to dal Me­dio Orien­te gra­zie com­mer­cian­ti ve­ne­zia­ni ( Ve­ne­zia fu la pri­ma cit­tà ita­lia­na che co­nob­be l’aro­ma del caf­fè), già nel ’600 in In­ghil­ter­ra il suc­ces­so ri­scos­so dal­la ne­ra be­van­da in­ne­scò un’on­da­ta di pro­te­ste da par­te di osti e bir­rai, che te­me­va­no un ca­lo dei pro­pri pro­fit­ti a cau­sa del­la con­cor­ren­za. Co­sì Car­lo II or­di­nò la chiu­su­ra del­le «cof­fee hou­ses». Ma la po­po­la­zio­ne si adi­rò a tal pun­to che fu co­stret­to a ria­prir­le nel gen­na­io 1675 per ti­mo­re di in­sur- re­zio­ni. Gli in­gle­si non era­no so­li: Bee­tho­ven, per esem­pio, ave­va svi­lup­pa­to una ve­ra e pro­pria ma­nia nei con­fron­ti del caf­fè, tan­to che per la sua pre­pa­ra­zio­ne il com­po­si­to­re te­de­sco esi­ge­va l’im­pie­go di 60 chic­chi, né uno di più, né uno di me­no. In ge­ne­ra­le, oc­cor­ro­no cir­ca 40/42 chic­chi di caf­fè per ot­te­ne­re un espres­so fu­man­te, e ve ne so­no più di 8.000 in un chi­lo di ma­ci­na­to. Og­gi la più gran­de ca­te­na mon­dia­le di ne­go­zi di caf­fè è Star­bucks. E che gli ame­ri­ca­ni ci sap­pia­no fa­re lo te­sti­mo­nia­no le cu­rio­se mo­da­li­tà che i co­w­boy, lon­ta­ni dai lo­ro ran­ch, uti­liz­za­va­no per pre­pa­rar­se­lo: met­te­va­no dei chic­chi ma­ci­na­ti in un cal­zi­no, lo in­tin­ge­va­no nell’ac­qua e lo fa­ce­va­no scal­da­re sul fuo­co. Striz­za­va­no il cal­zi­no e... «Ra­gaz­zi, è pron­to il caf­fè». Ot­ti­mo.

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