Wor­kin­pairs, la piat­ta­for­ma per i do­po­scuo­la scon­fi­na ol­tre Got­tar­do

laRegione - - Bellinzona E Valli - KAT

Da un pa­io di me­si è di­spo­ni­bi­le un’al­tra applicazione idea­ta da Simone Con­ti, si trat­ta di Wor­kin­pairs (let­te­ral­men­te ‘la­vo­ra­re in cop­pia’). La piat­ta­for­ma con­sen­te agli studenti del­le scuole di tut­to il can­to­ne di tro­va­re velocemente un do­cen­te per le­zio­ni di re­cu­pe­ro o per­fe­zio­na­men­to. Al­lo stes­so tem­po, i do­cen­ti che de­si­de­ra­no met­te­re a di­spo­si­zio­ne il lo­ro sa­pe­re pos­so­no iscri­ver­si sul­la piat­ta­for­ma (www.wor­kin­pairs.ch) do­ve co­mu­ni­ca­no la lo­ro di­spo­ni­bi­li­tà. In po­co tem­po so­no già cir­ca 450 gli uten­ti che ne fan­no uso, per una me­dia in­di­ca­ti­va di due le­zio­ni al gior­no. Vi­sto il no­te­vo­le in­te­res­se su­sci­ta­to in Ti­ci­no, dal prossimo me­se l’app scon­fi­ne­rà ol­tre Got­tar­do, do­ve sa­rà di­spo­ni­bi­le in te­de­sco e fran­ce­se. An­che Wor­kin­pairs, co­me In-si­de, è na­ta da un’esi­gen­za. «Ho pen­sa­to di col­ma­re un vuo­to, per­ché ve­de­vo che di­ver­si miei com­pa­gni di clas­se del­la Com­mer­cio e del Li­ceo fa­ce­va­no fa­ti­ca a tro­va­re un in­se­gnan­te in bre­ve tem­po», spie­ga Con­ti. Il gio­va­ne si era re­so con­to che c’era­no dif­fi­col­tà a re­pe­ri­re il do­cen­te più in­di­ca­to a se­con­da dell’esi­gen­za e in gra­do di in­se­gna­re in ma­nie­ra pro­fes­sio­na­le. In una sem­pli­ce ri­cer­ca su si­ti di an­nun­ci on­li­ne – spie­ga il gio­va­ne – ci si im­bat­te fa­cil­men­te in pro­fes­so­ri di­spo­ni­bi­li, che pe­rò spes­so non so­no all’al­tez­za dell’in­se­gna­men­to me­dio su­pe­rio­re. Se­con­do quan­to pre­vi­sto da Wor­kin­pairs in­ve­ce, a ogni do­cen­te che si met­te a di­spo­si­zio­ne vie­ne ri­chie­sto di pre­sen­ta­re i pro­pri di­plo­mi, in mo­do da sta­bi­lir­ne il li­vel­lo. L’app ha una so­la scher­ma­ta ma die­tro c’è un si­ste­ma di al­go­rit­mi mol­to com­ples­so. Con­ti ha se­gui­to tut­to il pro­ces­so di la­vo­ra­zio­ne, dall’idea­zio­ne al­la rea­liz­za­zio­ne, in­gag­gian­do un grup­po di in­ge­gne­ri in­for­ma­ti­ci che han­no svi­lup­pa­to il pro­get­to. Per quan­to ri­guar­da le ma­te­rie, per ora so­no pre­se in con­si­de­ra­zio­ne le più ri­chie­ste: ma­te­ma­ti­ca, fi­si­ca, chi­mi­ca, te­de­sco e in­gle­se. Dall’an­no prossimo ci sa­ran­no an­che in­for­ma­ti­ca, con­ta­bi­li­tà ed economia. An­che per que­st’app l’idea­to­re ha avu­to un oc­chio di ri­guar­do per l’am­bien­te: vi­sto che si trat­ta di le­zio­ni a do­mi­ci­lio, è sta­ta pre­sa in con­si­de­ra­zio­ne an­che la geo­lo­ca­liz­za­zio­ne, in mo­do da evi­ta­re di far per­cor­re­re trop­pi chi­lo­me­tri a un do­cen­te per im­par­ti­re una so­la le­zio­ne privata.

Uti­liz­za­ta da cir­ca 450 uten­ti

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