PAPA FRANCESCO "be­ne­di­ce" la linea del go­ver­no ita­lia­no su mi­gran­ti e Li­bia

La Gente d'Italia - - DA PRIMA PAGINA -

"Un go­ver­no de­ve ge­sti­re ta­le pro­ble­ma con la vir­tù pro­pria del go­ver­nan­te, la pru­den­za. Co­sa si­gni­fi­ca? Pri­mo: quanti po­sti ho. Se­con­do: non so­lo ri­ce­ve­re, ma in­te­gra­re", ri­spon­de il Pon­te­fi­ce ai gior­na­li­sti in vo­lo dal­la Co­lom­bia. E sul­le con­di­zio­ni dei mi­gran­ti che re­sta­no in Li­bia, "ho l'im­pres­sio­ne che il go­ver­no ita­lia­no stia fa­cen­do di tut­to, per la­vo­ri uma­ni­ta­ri, di ri­sol­ve­re an­che pro­ble­mi che non può as­su­me­re". Inoltre, se in re­la­zio­ne all'aper­tu­ra del­la Chie­sa italiana ver­so la po­li­ti­ca del go­ver­no sul bloc­co dei mi­gran­ti si po­tes­se met­te­re an­che un suo pran­zo in Va­ti­ca­no con Gen­ti­lo­ni, che si è te­nu­to in mo­do ri­ser­va­to nei pri­mi gior­ni di ago­sto, re­pli­ca: "l'in­con­tro con il pri­mo mi­ni­stro è sta­to un in­con­tro per­so­na­le e non su que­sto ar­go­men­to: è sta­to pri­ma di que­sto pro­ble­ma, che è ve­nu­to fuo­ri al­cu­ne set­ti­ma­ne do­po".

"Io sen­to il do­ve­re di gra­ti­tu­di­ne per l'Ita­lia e la Gre­cia, per­ché han­no aper­to il cuo­re sui mi­gran­ti", di­ce il Pon­te­fi­ce.

"Ma non ba­sta apri­re il cuo­re - spie­ga -. Il pro­ble­ma dei mi­gran­ti è: pri­mo, un cuo­re aper­to, sem­pre, an­che per un co­man­da­men­to di Dio, ri­ce­ve­re, per­ché 'tu sei sta­to schia­vo', mi­gran­te, in Egit­to. Ma un go­ver­no de­ve ge­sti­re que­sto pro­ble­ma con la vir­tù pro­pria del go­ver­nan­te, cioè la pru­den­za. Co­sa si­gni­fi­ca? Pri­mo: quanti po­sti ho. Se­con­do: non so­lo ri­ce­ve­re, ma in­te­gra­re".

"Ho vi­sto esem­pi qui in Ita­lia di in­te­gra­zio­ne bel­lis­si­ma - ri­cor­da -. So­no andato all'Uni­ver­si­tà Ro­ma Tre, mi han­no fat­to do­man­de quat­tro stu­den­ti. Una, era l'ul­ti­ma, la guar­da­vo: ma que­sta fac­cia la co­no­sco. Era una che me­no di un an­no pri­ma è ve­nu­ta da Le­sbo con me in aereo, ha imparato la lin­gua, stu­dia­va bio­lo­gia nel­la sua pa­tria, ha fat­to l'equi­pa­ra­zio­ne e ora con­ti­nua. Que­sto si chia­ma in­te­gra­re". "In un al­tro vo­lo - di­ce an­co­ra -, tor­na­va­mo dal­la Sve­zia, ho par­la­to del­la po­li­ti­ca di in­te­gra­zio­ne di quel Pae­se co­me un mo­del­lo. Ma an­che la Sve­zia ha det­to con pru­den­za, il nu­me­ro è que­sto, più non pos­so, per­ché c'è pe­ri­co­lo di un ec­ces­so". In Li­bia, pe­rò, sul­le con­di­zio­ni di­su­ma­ne in cui per­man­go­no i mi­gran­ti, ri­co­no­sce che "c'è un pro­ble­ma uma­ni­ta­rio. L'uma­ni­tà pren­de co­scien­za di que­sti la­ger, del­le con­di­zio­ni in Li­bia, nel de­ser­to... Ho vi­sto del­le fo­to­gra­fie... gli sfrut­ta­to­ri...".

"Cre­do, ho l'im­pres­sio­ne - sot­to­li­nea co­mun­que -, che il go­ver­no ita­lia­no stia fa­cen­do di tut­to, per la­vo­ri uma­ni­ta­ri, di ri­sol­ve­re an­che pro­ble­mi che non può as­su­me­re. Ma: il cuo­re sem­pre aper­to, pru­den­za e in­te­gra­zio­ne, e vi­ci­nan­za uma­ni­ta­ria".

"E c'è un'ul­ti­ma co­sa che vo­glio di­re e che va­le so­prat­tut­to per l'Afri­ca - ag­giun­ge Francesco -. C'è nel no­stro in­con­scio col­let­ti­vo un mot­to, un principio: l'Afri­ca va sfrut­ta­ta. Un ca­po di go­ver­no su que­sto ha det­to una bel­la ve­ri­tà: quel­li che fug­go­no dal­la guer­ra è un al­tro pro­ble­ma; ma tan­ti che fug­go­no dal­la fa­me, fac­cia­mo in­ve­sti­men­ti lì per­ché cre­sca­no. Ma nell'in­con­scio col­let­ti­vo c'è che ogni vol­ta che tan­ti Pae­si svi­lup­pa­ti van­no inA­fri­ca, è per sfrut­ta­re. Dob­bia­mo ca­po­vol­ge­re que­sto. L'Afri­ca è ami­ca e va aiu­ta­ta a cre­sce­re".

Nel re­sto del­la con­fe­ren­za stam­pa, po­co più di mezz'ora, di­ce tra l'al­tro che "un pre­si­den­te pro-li­fe" co­me Trump non può "di­vi­de­re le famiglie" con una leg­ge co­me quel­la sui baby-mi­gran­ti, che se non si pren­de co­scien­za dei mu­ta­men­ti cli­ma­ti­ci è per­ché "l'uo­mo è stu­pi­do, co­me di­ce l'An­ti­co Te­sta­men­to", che sul Ve­ne­zue­la la San­ta Se­de ha par­la­to "for­te e chia­ro", e che è "ri­ma­sto com­mos­so dal­la gio­ia, dal­la te­ne­rez­za, dal­la gio­ven­tù, dal­la no­bil­tà del po­po­lo co­lom­bia­no".

E il pic­co­lo in­ci­den­te a Car­ta­ge­na, che ora lo mo­stra col ta­glio al so­prac­ci­glio e l'ema­to­ma sot­to l'oc­chio de­stro?. "Mi so­no spor­to per sa­lu­ta­re i bam­bi­ni, non ho vi­sto il ve­tro e Pum!", sin­te­tiz­za su­sci­tan­do i sorrisi dei cro­ni­sti al se­gui­to.

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