Kim-Do­nald Trump: mez­zo­gior­no di fuo­co

La Gente d'Italia - - DA PRIMA PAGINA -

Si in­sul­ta­no a vi­cen­da, mi­nac­cia­no di di­strug­ger­si, ten­go­no il mon­do con il fia­to so­spe­so a suon di bot­ta e ri­spo­sta al ve­trio­lo.

Trump con­tro Kim, Kim con­tro Trump: sem­bra­no to­ni da film we­stern quel­li usa­ti dai due lea­der nel­la fan­ta­guer­ra che ogni gior­no com­bat­to­no a col­pi di pa­ro­le.

E se per il presidente sta­tu­ni­ten­se Roc­ket Man-Kim è "in mis­sio­ne sui­ci­da", il Ri­spet­ta­to Ma­re­scial­lo non si fa cer­to co­glie­re di sor­pre­sa, e li­qui­da l'in­qui­li­no del­la Ca­sa Bian­ca co­me 'do­tard', 'un rim­bam­bi­to'. Mi­tra­glia­te di pa­ro­le che con­ti­nua­no a in­cen­dia­re il ter­re­no di scon­tro. Cer­to non im­pu­gne­ran­no la ri­vol­tel­la, ma tra mis­si­li, bom­be all'idro­ge­no ed eser­ci­ta­zio­ni mi­li­ta­ri, i due ten­go­no in ma­no le sor­ti del mon­do.

Sti­le da com­bat­ten­te, epi­te­ti ef­fi­ca­ci e con­ci­si. Po­chi ap­pel­la­ti­vi ma in­ci­si­vi, sven­ta­glia­ti il più del­le vol­te via Twit­ter.

Quan­do par­la del dit­ta­to­re nor­d­co­rea­no Do­nald Trump non usa mez­zi ter­mi­ni. Pri­ma è 'un bi­scot­ti­no in­tel­li­gen­te', 'un ra­gaz­zo sve­glio'. E poi 'pa­ra­noi­co', 'l'uo­mo raz­zo', 'un paz­zo con le ar­mi nu­clea­ri'.

Cer­to all'ini­zio del­lo scon­tro i to­ni usa­ti dal presidente sta­tu­ni­ten­se ap­pa­ri­va­no più mo­de­ra­ti. Ad apri­le, quan­do Kim Jong-un ap­pa­ri­va pron­to al dia­lo­go, Trump non ave­va na­sco­sto le sue buo­ne in­ten­zio­ni, di­cen­do­si pron­to a in­con­tra­re il Ma­re­scial­lo "a de­ter­mi­na­te con­di­zio­ni". Un se­co­lo fa, se si pen­sa alle ul­ti­me, fe­ro­ci, in­ti­mi­da­zio­ni: "Di­strug­ge­re­mo la Co­rea se mi­nac­cia­ti", ha det­to Trump all'As­sem­blea ge­ne­ra­le dell'Onu, do­po aver giu­ra­to 'fiam­me e fu­ria' con­tro il re­gno ere­mi­ta, "un re­gi­me de­pra­va­to”.

Quan­do ri­spon­de alle ester­na­zio­ni di Trump, Kim Jong-un ap­pa­re più ra­zio­na­le e me­no im­pul­si­vo del presidente ame­ri­ca­no. Le stoc­ca­te di Trump non sem­bra­no mi­ni­ma­men­te sfio­rar­lo. The Do­nald lo chia­ma 'Roc­ket Man'? Lui non si scom­po­ne. An­zi ri­lan­cia, chia­man­do il presidente ame­ri­ca­no "un ca­ne che ab­ba­ia", "un rim­bam­bi­to", "uno squi­li­bra­to".

Gli Sta­ti Uni­ti? Il dit­ta­to­re li di­pin­ge co­me "im­pe­ria­li­sti", "yan­kee" che "la pa­ghe­ran­no ca­ra". A vol­te pe­rò le sue di­chia­ra­zio­ni fan­no ve­ni­re­la pel­le d'oca. Co­me quan­do, com­men­tan­do il vi­deo del lan­cio del mis­si­le ba­li­sti­co Puk­guk­song-2 a mag­gio, il dit­ta­to­re si la­sciò sfug­gi­re: "Vi­sto dal­la te­sta­ta di un mis­si­le il mon­do ap­pa­re bel­lis­si­mo".

Tat­ti­che, sce­na­ri apo­ca­lit­ti­ci e con­tro­mos­se so­no da me­si sul ta­vo­lo dei due lea­der. Ma co­sa vo­glio­no ve­ra­men­te? Il pro­ble­ma del dit­ta­to­re nor­d­co­rea­no non è co­me si ri­vol­ge al­la co­mu­ni­tà in­ter­na­zio­na­le, ma il gra­do di ap­prez­za­men­to che ha nel suo mon­do. Co­me ri­cor­da­va qual­che set­ti­ma­na fa il presidente del Cen­tro stu­di in­ter­na­zio­na­li ed esper­to di stra­te­gie mi­li­ta­ri An­drea Mar­gel­let­ti all'Ad­nK­ro­nos "se Kim Jong-un vo­les­se la guer­ra l'avreb­be già fat­ta, da­to che Seul è a por­ta­ta di can­no­ne e po­treb­be fa­re dei dan­ni ine­nar­ra­bi­li nell'ar­co di qual­che mi­nu­to". La sua stra­te­gia è un'al­tra. "Sta cer­can­do di es­se­re ri­co­no­sciu­to co­me una su­per­po­ten­za glo­ba­le al pa­ri del­la Ci­na, de­gli Sta­ti Uni­ti e del­la Rus­sia - chio­sa Mar­gel­let­ti - Il pro­ble­ma è che se lo si con­ce­de a lui, la di­ga crol­la. Da­to che non ab­bia­mo una vi­sio­ne stra­te­gi­ca oc­ci­den­ta­le, stia­mo sem­pre gio­can­do di rim­bal­zo".

Trump, dal canto suo, con­ti­nua a im­por­re san­zio­ni su san­zio­ni, cer­can­do di stroz­za­re co­sì l'eco­no­mia di Pyon­gyang.

Ie­ri il presidente Usa ha fir­ma­to l'or­di­ne ese­cu­ti­vo per im­por­re nuo­ve mi­su­re e strin­ge­re in una mor­sa il re­gno ere­mi­ta. Co­sì fa­cen­do in­ten­de col­pi­re so­cie­tà e isti­tu­zio­ni fi­nan­zia­re "che fi­nan­zia­no e fa­ci­li­ta­no il com­mer­cio con la Co­rea del Nord".

In real­tà, "gli af­fa­ri con la Co­rea del Nord li fan­no in po­chi - sot­to­li­nea Mar­gel­let­ti - il pro­ble­ma dram­ma­ti­co è che l'Oc­ci­den­te è straor­di­na­ria­men­te ca­pa­ce di vin­ce­re le guer­re, ma quan­do de­ve vin­ce­re la pa­ce ci tro­via­mo in pro­ble­mi com­ples­si. Il ve­ro gran­de dram­ma è se il dit­ta­to­re del­la Co­rea del Nord, con­ti­nuan­do a gio­ca­re al rial­zo, fa­rà qual­co­sa che co­strin­ge­rà per for­za l'Oc­ci­den­te a rea­gi­re".

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