Il "Hu­gh Hef­ner Fir­st Amend­ment Award"

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“Hu­gh

Hef­ner Fir­st Amend­ment Award" è sta­to crea­to da Ch­ri­stie Hef­ner "per ono­ra­re le per­so­ne che han­no da­to con­tri­bu­ti si­gni­fi­ca­ti­vi nel­la tu­te­la e va­lo­riz­za­zio­ne dei di­rit­ti del Pri­mo Emen­da­men­to ame­ri­ca­no ."

Egli ha do­na­to e rac­col­to fon­di per il par­ti­to de­mo­cra­ti­co de­gli Sta­ti Uni­ti. Tut­ta­via, egli ha più re­cen­te­men­te de­fi­ni­to se stes­so co­me in­di­pen­den­te a causa del­la di­sil­lu­sio­ne per en­tram­bi i par­ti­ti, de­mo­cra­ti­co e re­pub­bli­ca­no.

Nel 1978 , Hef­ner ha con­tri­bui­to a or­ga­niz­za­re ini­zia­ti­ve di rac­col­ta fon­di che han­no por­ta­to al ri­pri­sti­no del­la fa­mo­sa in­se­gna di Hol­ly­wood. Ha ospi­ta­to un ga­la per la rac­col­ta fon­di al­la Play­boy Man­sion e ha per­so­nal­men­te con­tri­bui­to con $ 27.000 (1/9 dei co­sti to­ta­li di re­stau­ro), ac­qui­stan­do la let­te­ra Y in un'asta ce­ri­mo­nia­le.

Hef­ner ha do­na­to 100.000 dol­la­ri per Uni­ver­si­ty of Sou­thern Ca­li­for­nia's School of Ci­ne­ma­tic Arts per crea­re un cor­so chia­ma­to " Cen­su­ra nel Ci­ne­ma ", e $ 2 mi­lio­ni per in­se­ri­re una cat­te­dra per lo stu­dio del ci­ne­ma ame­ri­ca­no.

Sia at­tra­ver­so la sua fon­da­zio­ne di be­ne­fi­cen­za che in­di­vi­dual­men­te, Hef­ner con­tri­bui­sce an­che a en­ti di be­ne­fi­cen­za al di fuo­ri del­la sfe­ra del­la po­li­ti­ca e dell'edi­to­ria, crean­do even­ti di rac­col­ta fon­di per "Mu­ch Lo­ve Ani­mal Re­scue", non­ché per "Ge­ne­ra­tion Re­scue", una con­tro­ver­sa cam­pa­gna an­ti-vac­ci­na­zio­ne so­ste­nu­ta da Jen­ny McCar­thy.

Syl­vi­la­gus pa­lu­stris hef­ne­ri, una sot­to­spe­cie di Syl­vi­la­gus pa­lu­stris un co­ni­glio in via di estin­zio­ne, por­ta il suo no­me in ono­re del so­ste­gno fi­nan­zia­rio che ha for­ni­to.

Hef­ner so­stie­ne la le­ga­liz­za­zio­ne del ma­tri­mo­nio tra per­so­ne del­lo stes­so ses­so e af­fer­ma che la lot­ta per il ma­tri­mo­nio gay è "una lot­ta per tut­ti i no­stri di­rit­ti. Sen­za di es­sa, tor­ne­re­mo di nuo­vo all'epo­ca pu­ri­ta­na pas­sa­ta".

Hef­ner ha isti­tui­to una po­li­ti­ca an­ti-dro­ga ri­go­ro­sa in tut­te le sue te­nu­te, se­con­do cui chiun­que fos­se fer­ma­to in pos­ses­so di dro­ghe il­le­ga­li vie­ne de­fi­ni­ti­va­men­te espul­so, mol­to pro­ba­bil­men­te a causa del­la sua ex se­gre­ta­ria, Bob­bie Arn­stein, mor­ta di over­do­se nel 1975, co­sì co­me per le pos­si­bi­li con­se­guen­ze le­ga­li nel ca­so fos­se­ro tro­va­te o uti­liz­za­te dro­ghe nel­le sue pro­prie­tà.

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