Ne­gli ul­ti­mi 15 an­ni, nel Sud Ita­lia, per­si 200mi­la lau­rea­ti e nel 2016 il Mez­zo­gior­no ha per­so al­tri 62mi­la abi­tan­ti

Se­con­do il Rap­por­to Svi­mez 2017 10 me­ri­dio­na­li su 100 vi­vo­no in po­ver­tà as­so­lu­ta. Di po­si­ti­vo la cre­sci­ta dell’oc­cu­pa­zio­ne, ma pa­ga­no da­zio an­co­ra i gio­va­ni

La Gente d'Italia - - DA PRIMA PAGINA -

Nel 2016, 10 me­ri­dio­na­li su 100 ri­sul­ta­no in con­di­zio­ni di po­ver­tà as­so­lu­ta, con­tro po­co più di 6 nel Cen­tro Nord.

L'in­ci­den­za del­la po­ver­tà as­so­lu­ta nel 2016 nel Mez­zo­gior­no au­men­ta nel­le pe­ri­fe­rie del­le aree me­tro­po­li­ta­ne e nei co­mu­ni più gran­di.

Il ri­schio di cadere in po­ver­tà è tri­plo al Sud ri­spet­to al re­sto del Pae­se, nel­le due re­gio­ni più gran­di, Si­ci­lia e Cam­pa­nia, sfio­ra il 40%.

È la fo­to­gra­fia scat­ta­ta dal Rap­por­to Svi­mez 2017 pre­sen­ta­to ie­ri alla Ca­me­ra. Il do­cu­men­to di­ce an­che che ne­gli ul­ti­mi 15 an­ni cir­ca 200 mi­la lau­rea­ti me­ri­dio­na­li han­no ab­ban­do­na­to il lo­ro ter­ri­to­rio. Il Rap­por­to Svi­mez sot­to­li­nea che se mol­ti­pli­ca­ta que­sta ci­fra per il co­sto me­dio che ser­ve a so­ste­ne­re un per­cor­so di istru­zio­ne ele­va­ta, la per­di­ta net­ta in ter­mi­ni fi­nan­zia­ri del Sud am­mon­te­reb­be a cir­ca 30 mi­liar­di, tra­sfe­ri­ti al­le re­gio­ni del Cen­tro Nord e in pic­co­la par­te all'este­ro.

Qua­si 2 pun­ti di Pil na­zio­na­le. E si trat­ta di una ci­fra al ri­bas­so, che non con­si­de­ra al­tri effetti eco­no­mi­ci ne­ga­ti­vi in­dot­ti. Nel com­ples­so il Mez­zo­gior­no con­ti­nua a pre­sen­ta­re un sal­do mi­gra­to­rio pro­fon­da­men­te ne­ga­ti­vo.

Alla fi­ne del 2016 il Mez­zo­gior­no ha per­so al­tri 62 mi­la abi­tan­ti. Il sal­do mi­gra­to­rio to­ta­le del Sud sfio­ra le 28 mi­la uni­tà in me­no, men­tre nel Cen­tro Nord è in au­men­to di 93.500. In par­ti­co­la­re, nel 2016 la Si­ci­lia per­de 9.300 re­si­den­ti, la Cam­pa­nia 9.100, la Puglia 6.900. Il pen­do­la­ri­smo nel Mez­zo­gior­no nel 2016 ha in­te­res­sa­to cir­ca 208 mi­la per­so­ne, di cui 54 mi­la si so­no spo­sta­te all'in­ter­no del Sud, men­tre ben 154 mi­la so­no an­da­te al Cen­tro-Nord o all'este­ro. Questo au­men­to di pen­do­la­ri spie­ga cir­ca un quar­to dell'au­men­to dell'oc­cu­pa­zio­ne com­ples­si­va del Mez­zo­gior­no di cir­ca 101 mi­la uni­tà nel 2016. D’al­tro can­to, l’ul­ti­mo Rap­por­to Svi­mez sull’eco­no­mia del Mez­zo­gior­no di­ce poi che nel 2016 è pro­se­gui­ta la cre­sci­ta dell'oc­cu­pa­zio­ne al Sud, con rit­mi più ac­cen­tua­ti ri­spet­to al re­sto del Pae­se. Gli oc­cu­pa­ti so­no au­men­ta­ti di 101 mi­la uni­tà (+1,7%), ma per­si­ste il dua­li­smo ter­ri­to­ria­le, es­sen­do nel Mez­zo­gior­no il tas­so d'oc­cu­pa­zio­ne an­co­ra lon­ta­no ol­tre 20 pun­ti dal­la me­dia eu­ro­pea alla qua­le, in­ve­ce, so­no vi­ci­ne le re­gio­ni del Cen­tro - Nord (47% nel­le re­gio­ni me­ri­dio­na­li, 69% Cen­tro-Nord).

Inol­tre, men­tre le re­gio­ni cen­tro-set­ten­trio­na­li han­no re­cu­pe­ra­to in­te­gral­men­te la per­di­ta di po­sti di la­vo­ro av­ve­nu­ta du­ran­te la lun­ga fa­se re­ces­si­va (+48 mi­la nel 2016 ri­spet­to al 2008), in quel­le me­ri­dio­na­li la per­di­ta di oc­cu­pa­zio­ne ri­spet­to all'ini­zio del­la cri­si è an­co­ra pa­ri a 381 mi­la uni­tà. Nel 2016 la cre­sci­ta ha in­te­res­sa­to mar­gi­nal­men­te per 18 mi­la uni­tà, +1,3%, l'oc­cu­pa­zio­ne gio­va­ni­le, ma la cre­sci­ta mag­gio­re dei po­sti di la­vo­ro al Sud con­ti­nua a ri­guar­da­re gli ul­tra cin­quan­ten­ni, con ol­tre 109 mi­la uni­tà, pa­ri al +5,6%. Va te­nu­to con­to che du­ran­te la fa­se di cri­si, al Sud si era­no per­du­ti 622 mi­la po­sti di la­vo­ro gio­va­ni­li e ne so­no sta­ti re­cu­pe­ra­ti nel bien­nio di ri­pre­sa (2015-2016) ap­pe­na 40 mi­la. Non a ca­so il tas­so di oc­cu­pa­zio­ne gio­va­ni­le re­sta an­co­ra bas­sis­si­mo nel Sud, pa­ri al 28,1%, ri­spet­to al 47,3% del­le re­gio­ni del Cen­tro Nord. La cre­sci­ta dell'oc­cu­pa­zio­ne ri­guar­da sia gli uo­mi­ni che le don­ne, ma è leg­ger­men­te più ac­cen­tua­ta per la com­po­nen­te fem­mi­ni­le (+2,1%, men­tre per gli uo­mi­ni è +1,5%). Nel Mez­zo­gior­no la cre­sci­ta dell'oc­cu­pa­zio­ne di­pen­de qua­si in­te­ra­men­te dal la­vo­ro di­pen­den­te, co­me an­che nel re­sto del Pae­se, tra que­sti ul­ti­mi au­men­ta­no in mo­do par­ti­co­la­re i rap­por­ti a tem­po in­de­ter­mi­na­to, (+91 mi­la uni­tà, pa­ri a +2,5%), men­tre quel­li a ter­mi­ne re­sta­no sta­bi­li. Ciò a cau­sa de­gli effetti po­si­ti­vi del­le mi­su­re di de­con­tri­bu­zio­ne. Su ta­le cre­sci­ta in­ci­de l'ul­te­rio­re au­men­to del part-ti­me in­vo­lon­ta­rio (+1,9%), che si con­cen­tra sem­pre più nel­le re­gio­ni me­ri­dio­na­li, a fron­te di una lie­ve fles­sio­ne nel Cen­tro-Nord (-0,1%).

L'esplo­sio­ne del­la quo­ta de­gli in­vo­lon­ta­ri è un fe­no­me­no del­la cri­si: è da se­gna­la­re al­lo­ra ne­ga­ti­va­men­te il fatto che, mal­gra­do la ri­pre­sa pro­dut­ti­va, la sua in­ci­den­za sul to­ta­le del la­vo­ro a tem­po par­zia­le re­sti al Sud al­tis­si­ma, di po­co in­fe­rio­re all'80%. Que­sti ri­sul­ta­ti del mer­ca­to del la­vo­ro me­ri­dio­na­le nel suo com­ples­so in­te­res­sa­no qua­si tut­te le re­gio­ni: gli oc­cu­pa­ti ca­la­no so­lo in Sar­de­gna, e, in mi­su­ra con­te­nu­ta, in Si­ci­lia, ma re­sta­no co­mun­que di­stan­ti da pri­ma del­la cri­si: -10,5% di oc­cu­pa­ti in Ca­la­bria, -8,6% in Si­ci­lia, -6,6% in Sar­de­gna e Puglia, -6,3% in Mo­li­se, -5% Abruz­zo. So­lo in due re­gio­ni sia­mo su va­lo­ri vi­ci­ni a quel­li del 2008: Cam­pa­nia (2,1%) e Ba­si­li­ca­ta (-0,8%).

Sot­to il pro­fi­lo set­to­ria­le, al Sud l'oc­cu­pa­zio­ne ri­pren­de a cre­sce­re nell'in­du­stria in sen­so stret­to (+2,4%), men­tre tor­na ne­ga­ti­va nel­le co­stru­zio­ni (-3,9%). L'in­cre­men­to più si­gni­fi­ca­ti­va è in agri­col­tu­ra (+5,5% co­me nel 2015), men­tre nei ser­vi­zi l'oc­cu­pa­zio­ne au­men­ta dell'1,8%. Il tas­so di di­soc­cu­pa­zio­ne re­sta mol­to ele­va­to e cre­sce leg­ger­men­te nel 2016 ri­spet­to al 2015 (19,6% ri­spet­to al 19,4%). In par­ti­co­la­re il tas­so di di­soc­cu­pa­zio­ne gio­va­ni­le è al 35,8%, con­tro il 16,1% del Cen­tro Nord. Nel 2017 l'oc­cu­pa­zio­ne è con­ti­nua­ta a cre­sce­re nei pri­mi sei me­si dell'an­no in cor­so, ma in mi­su­ra me­no ac­cen­tua­ta: gli oc­cu­pa­ti al Sud, in­fat­ti, au­men­ta­no ri­spet­to al pri­mo se­me­stre del 2016 di 42 mi­la uni­tà (+0,7%), il che fa pre­sa­gi­re che a fi­ne an­no non si riu­sci­rà a rag­giun­ge­re quel +1,7% dell'an­no pre­ce­den­te. Il tas­so di di­soc­cu­pa­zio­ne con­ti­nua que­st'an­no a sa­li­re leg­ger­men­te, su­pe­ran­do il 20% ri­spet­to al 19,6% del 2016, ma que­sta è an­che la con­se­guen­za di un ca­lo de­gli inat­ti­vi per la mag­gior fi­du­cia nel­la pos­si­bi­li­tà di tro­va­re un po­sto di la­vo­ro, com­pli­ce la ri­pre­si­na eco­no­mi­ca in at­to. Se­con­do la Svi­mez, la cre­sci­ta dei po­sti di la­vo­ro nell'ul­ti­mo bien­nio ri­guar­da in­nan­zi­tut­to gli oc­cu­pa­ti an­zia­ni, nel­la me­dia del 2016 si re­gi­stra­no an­co­ra ol­tre 1 mi­lio­ne e 900 mi­la gio­va­ni oc­cu­pa­ti in me­no ri­spet­to al 2008. E poi il la­vo­ro a tem­po par­zia­le, che pe­rò non de­ri­va dal­la libera scel­ta in­di­vi­dua­le, ma è in­vo­lon­ta­rio.

Si sta con­so­li­dan­do un dram­ma­ti­co dua­li­smo ge­ne­ra­zio­na­le, al qua­le si af­fian­ca un de­ci­so in­cre­men­to dei la­vo­ra­to­ri a bas­sa re­tri­bu­zio­ne, con­se­guen­za dell'oc­cu­pa­zio­ne di mi­no­re qua­li­tà e del­la ri­du­zio­ne d'ora­rio, che de­pri­me i red­di­ti com­ples­si­vi.

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