Do­ma­ni, al tea­tro San Car­lo di Na­po­li la fe­sta per gli 80 an­ni di Clau­dia Car­di­na­le

La Gente d'Italia - - DA PRIMA PAGINA - DI MAR­CO FER­RA­RI

Com­plean­no dav­ve­ro spe­cia­le quel­lo di Clau­dia Car­di­na­le che fe­steg­ge­rà gli 80 an­ni do­me­ni­ca al tea­tro San Car­lo di Na­po­li do­ve al­le ore 19 si ter­rà la pri­ma na­zio­na­le dell'al­le­sti­men­to fir­ma­to Mar­tin Ku­sej dell'ope­ra di Dmi­trj Sho­sta­ko­vi­ch 'La­dy Mac­be­th del Di­stret­to di Mtsen­sk'.

Co­sa ac­ca­drà non lo sa nean­che lei, at­tri­ce che ha se­gna­to la sto­ria del ci­ne­ma ita­lia­no e in­ter­na­zio­na­le: "Han­no or­ga­niz­za­to tut­to sen­za dir­mi niente, non so chi ci sa­rà ma cre­do pro­prio che ver­rà un bel po' di gen­te", ha rac­con­ta­to du­ran­te un in­con­tro con la stam­pa.

Non è cer­ta­men­te una Car­di­na­le inat­ti­va quel­la che giun­ge al fa­ti­di­co tra­guar­do poi­ché in que­sti gior­ni è in sce­na al Tea­tro Au­gu­steo con “La stra­na cop­pia”, te­sto trat­to dall'ori­gi­na­le di Neil Si­mon ria­dat­ta­to in ita­lia­no e "al fem­mi­ni­le" da Pa­squa­le Squi­tie­ri, scom­par­so un an­no fa e che re­ste­rà per sem­pre "l'uni­co amo­re del­la mia vi­ta", ha det­to l’at­tri­ce. Pro­prio a Na­po­li nel 1974 Squi­tie­ri, la di­res­se nel film “I guap­pi”. Di quel set ri­cor­da con sim­pa­tia una sce­na di ses­so con Fa­bio Te­sti: "Pa­squa­le pas­sò e ur­lò 'ba­sta!'. Ave­va or­ga­niz­za­to lui la sce­na, ma gli da­va fa­sti­dio che stes­se du­ran­do trop­po”. Clau­dia Car­di­na­le è una don­na che si è fat­ta da so­la par­ten­do dal­la umi­le con­di­zio­ne di emi­gran­te.

In­fat­ti è na­ta il 15 apri­le 1938 a Tu­ni­si da ge­ni­to­ri si­ci­lia­ni, il pa­dre dell'Iso­la del­le Fem­mi­ne, la ma­dre di Tra­pa­ni. All’ana­gra­fe ve­ni­va iscrit­ta col nome Clau­de Jo­sé­phi­ne Ro­se Car­di­na­le, an­che se in real­tà Clau­de era un nome ma­schi­le. Ini­zia da que­sto det­ta­glio la bio­gra­fia che Clau­dia Car­di­na­le ha scrit­to per i suoi ot­tan­ta an­ni, “Io, Clau­dia. Tu, Clau­dia”, as­sie­ma a An­na Ma­ria Mo­ri e edi­to da Fras­si­nel­li.

Al­lo­ra Tu­ni­si era una cit­tà mul­tiet­ni­ca con emi­gran­ti rus­si e mal­te­si, ita­lia­ni e ara­bi, tan­ti esu­li po­li­ti­ci che fug­gi­va­no dal fa­sci­smo. Lei e sua so­rel­la Blan­che si fe­ce­ro le os­sa in quel con­te­sto co­sì par­ti­co­la­re e va­rie­ga­to an­dan­do a scuo­la dal­la suo­re di Car­ta­gi­ne. Il suo esor­dio av­ven­ne all’età di se­di­ci an­ni in un film in­ter­pre­ta­to da Omar Sha­rif e poi par­te­ci­pò a un con­cor­so di bel­lez­za in cui fu pro­cla­ma­ta la più bel­la ita­lia­na di Tu­ni­si. Il pre­mio pre­ve­de­va un viag­gio pa­ga­to al Fe­sti­val del Ci­ne­ma di Ve­ne­zia del 1957. Quan­do la gio­va­ne emi­gran­te si mi­se in bi­ki­ni tut­ti i fo­to­gra­fi fu­ro­no per lei. E di­re che a Ve­ne­zia lei vi­de per la pri­ma vol­ta un film in sa­la: “Le not­ti bian­che” di Vi­scon­ti. Quin­di, tor­na­ta a Tu­ni­si, eb­be un tor­men­ta­to amo­re con un uo­mo da cui nac­que suo fi­glio Pa­trick. Era il frut­to di vio­len­za e il ra­gaz­zo non ha mai vo­lu­to co­no­sce­re il pa­dre.

Quan­do dall’Ita­lia le giun­se un con­trat­to dal­la Vi­des - Pro­du­zio­ni Clau­dia ac­cet­tò per ri­co­min­cia­re una nuo­va vi­ta. E gli esor­di non po­te­va­no es­se­re mi­glio­ri in­ter­pre­tan­do “I so­li­ti igno­ti” di Ma­rio Mo­ni­cel­li. Fu il pro­dut­to­re Fran­co Cri­stal­di ad aiu­tar­la e a in­viar­la a Lon­dra a par­to­ri­re il fi­glio. Lei si por­tò die­tro il pe­so di quel­la vio­len­za su­bi­ta, co­stret­ta qua­si a na­scon­de­re il pic­co­lo, na­to fuo­ri da un ma­tri­mo­nio. Per for­tu­na la sua car­rie­ra an­dò avanti a gran­di pas­si gra­zie all’in­ter­pre­ta­zio­ne del film “Il ma­le­det­to im­bro­glio” di Pie­tro Ger­mi. Da al­lo­ra fu un cre­scen­do di com­me­die: “Il bell’An­to­nio” con ma­stro­ian­ni e “La viac­cia” , sem­pre di Mau­ro Bo­lo­gni­ni e il suo esor­dio in­ter­na­zio­na­le, “Car­tou­che” di Phi­lip­pe de Bro­ca­con do­ve la­vo­ra con Jean-Paul Bel­mon­do, an­che lui fre­sco del com­plean­no di 85 an­ni.

Nel 1960 co­no­sce sia Lu­chi­no Vi­scon­ti che Alain De­lon con il qua­le for­me­rà una cop­pia ci­ne­ma­to­gra­fi­ca spe­cia­le. Il lo­ro punto più al­to sa­rà “Il Gat­to­par­do” nei pan­ni di Tan­cre­di e An­ge­li­ca. Di lì a po­co la Car­di­na­le sa­rà chia­ma­ta al­la cor­te di Fe­de­ri­co Fel­li­ni per gi­ra­re uno dei suoi ca­po­la­vo­ri, “8 e mez­zo”.

E’ il pre­lu­dio a quel­lo che pro­ba­bil­men­te è il suo mi­glio­ri film, “La ra­gaz­za di Bu­be”di Lui­gi Co­men­ci­ni in cui in­ter­pre­ta il ruo­lo di Ma­ra al­la

ri­cer­ca del­la ve­ri­tà per il suo po­ve­ro ed estro­so Bu­be. Di­ven­ta­ta la star nu­me­ro uno del ci­ne­ma ita­lia­no la Car­di­na­le vie­ne chia­ma­ta a Hol­ly­wood, ma il suo esor­dio ame­ri­ca­no av­vie­ne in real­tà in Ita­lia do­ve vie­ne gi­ra­to il film “La pan­te­ra ro­sa” di Bla­ke Ed­wards. Per an­da­re a rea­liz­za­re una pellicola in Ca­li­for­nia do­vrà at­ten­de­re il 1964 chia­ma­ta da Ha­tha­way nel film “Il cir­co e la sua gran­de av­ven­tu­ra”.

In quel pe­rio­do si fe­ce ve­de­re il gi­ro mol­to con Rock Hud­son che le chie­de­va di co­pri­re la sua omo­ses­sua­li­tà. In real­tà Clau­dia Car­di­na­le era sen­ti­men­tal­men­te le­ga­ta al pro­dut­to­re Cri­stal­di, pri­ma co­me aman­te poi co­me com­pa­gna uf­fi­cia­le. Cri­stal­di ar­ri­vò a spo­sar­la in Ame­ri­ca e ad af­fi­lia­re il fi­glio Pa­trick. Nel li­bro l’at­tri­ce con­fes­sa di aver avu­to sem­pre un rap­por­to dif­fi­ci­le al punto che lo chia­ma­va col suo co­gno­me. Ma quan­do in­con­trò Pa­squa­le Squi­tie­ri fu amo­re a pri­ma vi­sta.

“Per me - di­ce - ha rap­pre­sen­ta­to la li­ber­tà. Con lui la mia an­ti­ca ri­bel­lio­ne era tor­na­ta più vi­va che mai, an­nul­lan­do quin­di­ci an­ni di pas­si­vi­tà. Ero tor­na­ta la ra­gaz­za de­ci­sa e de­ter­mi­na­ta, al­ler­gi­ca al­le eti­chet­te e al­le im­po­sta­zio­ni".

An­che se i due ap­pa­ri­va­no mol­to di­ver­si, die­de­ro vi­ta ad un rap­por­to so­li­do che du­rò ben 27 an­ni. Dal­la lo­ro unio­ne è na­ta una fi­glia che por­ta il nome di lei, Clau­dia. In­sie­me han­no gi­ra­to set­te film tra cui “Cla­ret­ta” che pre­se le mos­se dal la­vo­ro del com­pian­to Ar­ri­go Pe­tac­co.

Che Squi­tie­ri ab­bia se­gna­to la sua vi­ta, an­che do­po la scom­par­sa del re­gi­sta, lo te­sti­mo­nia­no il la­vo­ro at­tua­le: Clau­dia Car­di­na­le ha in sce­na con Ot­ta­via Fu­sco, ve­do­va del no­to au­to­re. Una sor­ta di te­sta­men­to che le due don­ne met­to­no in sce­na co­me omag­gio all’uo­mo che han­no ama­to in fa­si di­ver­se dell’esi­sten­za.

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