M5S e LE­GA? É an­co­ra stal­lo e Di Ma­io striz­za l'oc­chio al Pd

Ie­ri al Vi­ni­ta­ly, a po­chi me­tri di di­stan­za, Sal­vi­ni e il gril­li­no non si so­no par­la­ti e han­no con­ti­nua­to a lan­ciar­si frec­cia­ti­ne. Mar­cuc­ci del Pd: “Il pen­ta­stel­la­to gio­ca al rial­zo con il Car­roc­cio”

La Gente d'Italia - - DA PRIMA PAGINA - DI STE­FA­NO GHIONNI

Ie­ri era­no gli ospi­ti più at­te­si al Vi­ni­ta­ly, a Ve­ro­na. Ma non si so­no in­con­tra­ti.

E dun­que han­no ri­la­scia­to ai me­dia quel­le di­chia­ra­zio­ni che han­no cer­ti­fi­ca­to an­co­ra una vol­ta uno stal­lo po­li­ti­co che al mo­men­to bloc­ca la for­ma­zio­ne del nuo­vo ese­cu­ti­vo.

A po­chi me­tri di di­stan­za l’uno dall’al­tro, Lui­gi Di Ma­io e Mat­teo Sal­vi­ni han­no con­ti­nua­to a “bat­ti­bec­ca­re”. Mo­ti­vo del con­ten­de­re, ov­via­men­te, l’uni­tà del Centrodestra e la nuo­va aper­tu­ra del lea­der pen­ta­stel­la­to al Par­ti­to de­mo­cra­ti­co non vi­sta di buon gra­do dal se­gre­ta­rio del Car­roc­cio.

"L'ipo­te­si di un go­ver­no del cam­bia­men­to la pro­po­nia­mo an­che al Pd. Io vo­glio fa­re un ap­pel­lo al sen­so pra­ti­co a tut­ti, non ci si può fer­ma­re e bloc­car­si sul­le lo­gi­che po­li­ti­che", le pa­ro­le di Di Ma­io che so­no sta­te pron­ta­men­te com­men­ta­te da Sal­vi­ni con una bat­tu­ta in te­ma vi­ni­co­lo: "Go­ver­no M5S-Pd? Un bel brin­di­si con un vi­no sca­du­to, pro­dot­to in Ro­ma­nia, fin­to ita­lia­no, au­gu­ri".

Una pos­si­bi­li­tà boc­cia­ta an­che da An­drea Mar­cuc­ci, ca­po­grup­po Pd al Se­na­to: "Di Ma­io in­si­ste con una vec­chia tat­ti­ca che non por­ta da nes­su­na par­te. Chia­ma in cau­sa il Pd per al­za­re il prez­zo con la Le­ga".

Ma nel­la real­tà il can­di­da­to pre­mier gril­li­no in cuor suo si au­gu­ra an­co­ra che la Le­ga si smar­chi da Sil­vio Ber­lu­sco­ni per co­sì met­te­re in pie­di un ese­cu­ti­vo pro­prio con il le­ghi­sta. Per mol­ti que­sto sa­rà lo sce­na­rio fu­tu­ro, pe­rò per il mo­men­to tut­to re­sta in stand by e ie­ri Di Ma­io ha lan­cia­to un nuo­vo mes­sag­gio: "Il M5S non può pren­de­re in con­si­de­ra­zio­ne un centrodestra che non esi­ste".

Sot­to­li­nean­do co­me c'è "chi si osti­na a vo­ler­ci pro­pi­na­re que­sta im­ma­gi­ne di centrodestra" che "è una stra­da non per­cor­ri­bi­le, ma po­treb­be es­se­re un dan­no per il Pae­se, vi­sto le la­ce­ra­zio­ni che han­no al lo­ro in­ter­no". "Per que­sto ho ri­vol­to l'idea del contratto al­la Le­ga e al Pd – ha spie­ga­to Di Ma­io - Che è ipo­te­si di cam­bia­men­to non pro­po­sta so­lo al­la Le­ga, ma an­che al Pd".

“Non sia­mo fer­mi - ha con­ti­nua­to - or­mai so­no gior­ni che sia­mo al la­vo­ro e il pro­fes­sor Gia­cin­to Del­la Ca­na­nea sta coor­di­nan­do un co­mi­ta­to scien­ti­fi­co per l'ana­li­si dei pro­gram­mi per ca­pi­re gli obiet­ti­vi co­mu­ni tra quel­lo del M5S e quel­lo del­la Le­ga o del Pd, che so­no le due for­ze po­li­ti­che a cui ab­bia­mo pro­po­sto un pro­gram­ma di go­ver­no".

Sal­vi­ni, dal can­to suo, ha con­ti­nua­to sul­la stra­da dell’uni­tà con il lea­der for­zi­sta e Gior­gia Me­lo­ni: "Il mio obiet­ti­vo è un centrodestra uni­to, spe­ro an­che de­gli al­tri al­lea­ti. Io ascol­to, tut­ti chie­do­no che si par­ta dal pro­gram­ma che ha vin­to le ele­zio­ni, che è il no­stro, quin­di da qua si par­te. Non mi in­te­res­sa chi la­scio giù, mi in­te­res­sa chi ci dà una ma­no e io cer­che­rò di coin­vol­ge­re tut­ti".

Ma ha spie­ga­to di es­se­re con­tra­rio a "go­ver­nis­si­mi e go­ver­no­ni", ri­spon­den­do in­di­ret­ta­men­te a Ber­lu­sco­ni, che in un'in­ter­vi­sta ie­ri ave­va chie­sto "un go­ver­no au­to­re­vo­le" so­ste­nu­to da una "mag­gio­ran­za non qual­sia­si".

Poi Sal­vi­ni ha man­da­to una sti­let­ta­ta a Di Ma­io: “Se con­ti­nua a di­re io, io, io o nes­su­no, non aiu­ta. Il Pre­si­den­te Mat­ta­rel­la sa che noi sia­mo pron­ti a par­ti­re già do­ma­ni con il go­ver­no, non sia­mo noi a met­te­re dei veti e a di­re dei no, se an­che gli al­tri sa­ran­no di­spo­ni­bi­li a la­vo­ra­re, noi già da do­ma­ni sia­mo pron­ti, ab­bia­mo le idee chia­re, un pro­gram­ma e una squa­dra pron­ti". A far da scu­do all’uni­tà del Centrodestra, ie­ri è sce­sa in cam­po An­na Ma­ria Ber­ni­ni, ca­po­grup­po di For­za Ita­lia al Se­na­to: "Vor­rem­mo ri­cor­da­re all'ono­re­vo­le di Ma­io che il cen­tro de­stra uni­to è la coa­li­zio­ne che ha ot­te­nu­to il mag­gior nu­me­ro di vo­ti al­le ul­ti­me ele­zio­ni. In de­mo­cra­zia - di cui ci si au­gu­ra tut­ti co­no­scia­mo al­me­no l'abc - que­sto non è so­lo un da­to arit­me­ti­co, ma un im­pe­gno as­sun­to nei con­fron­ti dei no­stri cit­ta­di­ni e quin­di un pre­ci­so ob­bli­go di rap­pre­sen­tan­za del­la fi­du­cia che ci è sta­ta ac­cor­da­ta".

"Il ve­ro dan­no lo pro­du­ce il M5S quan­do con veti e per­si­no in­sul­ti e vol­ga­ri­tà, tra­smet­te al Pae­se un mes­sag­gio di inu­ti­li­tà e im­po­ten­za. È evi­den­te che chiun­que con­ti­nui a por­re pre­giu­di­zia­li e in­ven­ta­re scu­se ha so­lo mol­ta pau­ra di tra­sfor­ma­re i tan­to de­can­ta­ti vo­ti pre­si in con­cre­ta as­sun­zio­ne di re­spon­sa­bi­li­tà – ha ag­giun­to la Ber­ni­ni -. L'Ita­lia de­ve ave­re un go­ver­no for­te e au­to­re­vo­le, ca­pa­ce di con­fron­tar­si con i no­stri part­ner eu­ro­pei e di for­ni­re so­lu­zio­ni pron­te ed ef­fi­cien­ti ai bi­so­gni dei no­stri cit­ta­di­ni e al­la dif­fi­ci­le con­tin­gen­za in­ter­na­zio­na­le. Noi di For­za Ita­lia all'in­ter­no del­la coa­li­zio­ne di Centrodestra ne ab­bia­mo l'espe­rien­za e la ca­pa­ci­tà, e sia­mo pron­ti a ren­de­re ope­ra­ti­ve le no­stre ri­cet­te su la­vo­ro, po­ver­tà, fa­mi­glia si­cu­rez­za e fi­sco".

Ie­ri a Ve­ro­na era pre­sen­te an­che la pre­si­den­te di Fra­tel­li d’Ita­lia Gior­gia Me­lo­ni che ha spie­ga­to che per lei un man­da­to esplo­ra­ti­vo al­la pre­si­den­te del Se­na­to Fi Ma­ria Eli­sa­bet­ta Al­ber­ti Ca­sel­la­ti per ve­ri­fi­ca­re se e qua­le go­ver­no di centrodestra può ave­re una mag­guio­ran­za par­la­men­ta­re "è una pos­si­bi­le so­lu­zio­ne".

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