RENZI:"A que­sto pun­to non han­no piú ali­bi .... "

La Gente d'Italia - - DA PRIMA PAGINA -

“E al­la fi­ne, do­po 80 gior­ni, ci sia­mo. Nel tem­po ne­ces­sa­rio a fa­re un ce­le­bre gi­ro del mon­do let­te­ra­rio, l’al­lean­za tra Le­ga e Bep­pe Gril­lo ha più mo­de­sta­men­te scrit­to un con­trat­to e par­to­ri­to il go­ver­no del­le lar­ghe in­te­se po­pu­li­ste" di­chia­ra Mat­teo Renzi nel­la sua enews. "Ades­so lo­ro di­ven­ta­no il po­te­re, lo­ro di­ven­ta­no l’esta­blish­ment, lo­ro di­ven­ta­no la ca­sta. Non han­no più ali­bi, non han­no più scu­se, non han­no più nes­su­no cui da­re la col­pa. È fi­ni­to il tem­po del­le ur­la: toc­ca go­ver­na­re. Ne sa­ran­no ca­pa­ci? Au­gu­ri e in boc­ca al lu­po a tut­ti noi - pro­se­gue l'ex se­gre­ta­rio del Pd - Sa­reb­be estre­ma­men­te fa­ci­le per noi gio­ca­re sul­le in­coe­ren­ze che ca­rat­te­riz­za­no la nuo­va mag­gio­ran­za. Ci han­no spes­so rin­fac­cia­to le mie con­trad­di­zio­ni, a co­min­cia­re dal non aver ab­ban­do­na­to la po­li­ti­ca do­po il re­fe­ren­dum.

Tut­te co­se al­le qua­li ho ri­spo­sto nel me­ri­to ma che i no­stri av­ver­sa­ri li­qui­da­va­no con 'Noi sia­mo coe­ren­ti, voi no'". "Da og­gi non se lo pos­so­no più per­met­te­re. Per­ché de­vo­no go­ver­na­re l’Ita­lia, non stril­la­re su Fa­ce­book. E se cer­ca­te l’in­coe­ren­za, da og­gi, la tro­ve­re­te dav­ve­ro", sot­to­li­nea an­co­ra Renzi. "La po­li­ti­ca por­ta ai com­pro­mes­si. L’im­por­tan­te è man­te­ne­re l’one­stà in­tel­let­tua­le di chia­ma­re le co­se con il lo­ro no­me", scri­ve nel­la sua enews. E spie­ga: "Ve­dre­te i pros­si­mi gior­ni sui so­cial. Mi im­ma­gi­no le istru­zio­ni dal Sa­cro Blog. At­ten­zio­ne, at­ten­zio­ne: ciò che pri­ma chia­ma­va­mo 'in­ciu­cio' ades­so si chia­ma 'ter­za re­pub­bli­ca'. Ciò che pri­ma chia­ma­va­mo 'spar­ti­zio­ne di pol­tro­ne' ades­so si chia­ma 'go­ver­no del cam­bia­men­to'. Il mi­ni­stro dell’In­ter­no che ga­ran­ti­sce la mag­gio­ran­za con i pro­pri vo­ti che pri­ma chia­ma­va­mo 'Al­fa­no tra­di­to­re' ades­so si chia­ma 'Sal­vi­ni re­spon­sa­bi­le'. Co­lui che pri­ma chia­ma­va­mo 'Pre­mier non elet­to da nes­su­no' og­gi si chia­ma 'Ser­vi­to­re del­lo Sta­to in­ca­ri­ca­to dal pre­si­den­te del­la Re­pub­bli­ca'". L'ex se­gre­ta­rio tra­scri­ve un po­st del 2014 in cui Lui­gi Di Ma­io cri­ti­ca­va la staf­fet­ta e il pre­mier non elet­to. "L’one­stà in­tel­let­tua­le por­te­rà si­cu­ra­men­te il Mi­ni­stro del La­vo­ro in pec­to­re a ri­co­no­sce­re che è esat­ta­men­te la stes­sa iden­ti­ca si­tua­zio­ne che si è ve­ri­fi­ca­ta ades­so", scri­ve Renzi. Che par­la an­che di Alessandro Di Bat­ti­sta: "Ave­va ga­ran­ti­to che in ca­so di ac­cor­do con la Le­ga lui avreb­be la­scia­to il Mo­vi­men­to Cin­que Stel­le: non ri­sul­ta sia ac­ca­du­to".

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