SALVINI: "Ab­bia­mo da­to la li­sta dei mi­ni­stri a Con­te, non trat­to piú, o si par­te o si va al vo­to"

BRAC­CIO DI FER­RO CON MAT­TA­REL­LA SUL NO­ME DI SA­VO­NA ALL'ECO­NO­MIA

La Gente d'Italia - - DA PRIMA PAGINA -

Sa­le di to­no l'at­tac­co con­tro Mat­ta­rel­la.

Non so­lo la Le­ga, ma an­che Fra­tel­li d'Ita­lia e una par­te dei Cin­que­stel­le lan­cia­no la lo­ro in­vet­ti­va con­tro il pre­si­den­te. Il no­do è sem­pre quel­lo del mi­ni­stro dell'Eco­no­mia. "Nes­sun pas­so in­die­tro, Ie­ri se­ra ab­bia­mo da­to la li­sta dei mi­ni­stri del­la Le­ga a Con­te. Se sal­ta il go­ver­no ci sa­rà una frat­tu­ra con gli ita­lia­ni. Noi ab­bia­mo fat­to tut­to il pos­si­bi­le. O si par­te o si vo­ta".

Pa­ro­le che sem­bra­no già l'an­nun­cio di uno slo­gan da cam­pa­gna elet­to­ra­le: "la frat­tu­ra tra pa­laz­zi e po­po­lo".

Ore dif­fi­ci­lis­si­me, quin­di, per tut­ti.

A par­ti­re dal pre­si­den­te del­la Re­pub­bli­ca che si tro­va in per­fet­ta so­li­tu­di­ne al­le pre­se con un di­lem­ma la­ce­ran­te, che va ol­tre il brac­cio di fer­ro or­mai pa­le­se con Mat­teo Salvini sul no­me di Pao­lo Sa­vo­na all'Eco­no­mia.

In gio­co c'è la le­gi­sla­tu­ra e for­se an­che le pre­ro­ga­ti­ve pre­si­den­zia­li. E tut­to è an­co­ra in bi­li­co.

Do­po che la Le­ga ha fat­to sa­pe­re "ur­bi et or­bi" che è pron­ta a non da­re la fi­du­cia al "go­ver­no Con­te" se non ci sa­rà il no­me di Pao­lo Sa­vo­na, Ser­gio Mat­ta­rel­la si è con­sul­ta­to a lun­go con il pre­mier in­ca­ri­ca­to e lo ha in­vi­ta­to ad an­da­re avan­ti con la me­dia­zio­ne.

Per­ché Pao­lo Sa­vo­na, con­fer­ma­no fon­ti par­la­men­ta­ri, non va pro­prio be­ne. E for­se ci so­no dub­bi an­che per al­tri mi­ni­ste­ri, rac­con­ta­no dal­le par­ti del­la Le­ga. Una me­dia­zio­ne che ri­schia pe­rò di stran­go­la­re il pro­fes­so­re di di­rit­to pri­va­to vi­sto che le stes­se fon­ti han­no ri­ba­di­to che Mat­teo Salvini è ir­re­mo­vi­bi­le. O Sa­vo­na o il vo­to.

Il Qui­ri­na­le si è stret­to in un ri­ser­bo im­pe­ne­tra­bi­le fa­cen­do so­lo sa­pe­re che l'in­con­tro con Con­te era del tut­to in­for­ma­le, che non era per for­ma­liz­za­re la li­sta dei mi­ni­stri e che il pre­mier in­ca­ri­ca­to si è con­ge­da­to sen­za dar­gli una da­ta di ri­tor­no.

Ce n'è ab­ba­stan­za per ca­pi­re che la cri­si si è av­vi­ta­ta pe­ri­co­lo­sa­men­te e, co­me nei ma­ri ca­rai­bi­ci, la tem­pe­sta è ar­ri­va­ta sen­za pre­av­vi­so.

Su Mat­ta­rel­la, su Con­te ed an­che su Lui­gi Di Ma­io. Il ca­po po­li­ti­co dei Cin­que stel­le ha te­nu­to un pro­fi­lo bas­sis­si­mo tut­ta la gior­na­ta, stret­to tra il ti­mo­re che il ca­po del­lo Sta­to pos­sa man­da­re all'aria le car­te e il suo "so­cio" Salvini vi­ra­re ver­so le ele­zio­ni in ca­so di scar­so so­ste­gno dal Mo­vi­men­to. Sa­ran­no ore dif­fi­ci­lis­si­ma per tut­ti. Per Giuseppe Con­te al­le pre­se con la sua co­scien­za e la sua co­struen­da au­to­no­mia (dif­fi­ci­le di­re se dal pre­si­den­te o da Salvini); per Lui­gi Di Ma­io che pur aven­do pre­so il 32 per cen­to dei con­sen­si sem­bra aver per­so il ti­mo­ne del­la bar­ca; e per il pre­si­den­te che sta va­lu­tan­do con il bi­lan­ci­no i pro e i con­tro di ogni sua mos­sa. Tut­te ri­schio­se per il Pae­se, tut­te ri­schio­sis­si­me per la sua fi­gu­ra e per il suo pros­si­mo fu­tu­ro.

Che fa­re? Ac­cet­ta­re al­la fi­ne l'in­di­ge­sto Sa­vo­na per non tor­na­re a ele­zio­ni ri­schio­sis­si­me?

Op­pu­re te­ne­re du­ro fi­no al­la fi­ne co­me se fos­se una par­ti­ta di po­ker e an­da­re a "ve­de­re" se quel­lo di Salvini è un bluff? Avrà ve­ra­men­te il co­rag­gio poi al­le Ca­me­re, la Le­ga, di boc­cia­re un ese­cu­ti­vo gial­lo-ver­de so­lo per­chè man­ca un no­me a cui te­ne­va Salvini?

Op­pu­re, avrà il co­rag­gio Mat­ta­rel­la di ri­schia­re il tut­to per tut­to per­chè in quel­la li­sta c'è un no­me che lo pre­oc­cu­pa e che spa­ven­ta l'Eu­ro­pa?

Men­tre la do­me­ni­ca si spe­ra fo­rie­ra di mo­de­ra­zio­ne c'è da re­gi­stra­re l'im­pen­na­ta del­lo spread e il for­sen­na­to at­tac­co del­la stam­pa te­de­sca all'Ita­lia.

"Ita­lia scroc­co­na", ti­to­la con vio­len­za gra­tui­ta lo Spie­gel men­tre la Faz pub­bli­ca una vi­gnet­ta dal sa­po­re mor­tua­rio con il dot­tor "pe­ste" e il dot­tor "co­le­ra", cioè Salvini e Di Ma­io, che spin­go­no una ba­rel­la con un'Ita­lia ma­la­ta.

Ec­ces­si di cat­ti­vo gu­sto che non pos­so­no che ali­men­ta­re i sen­ti­men­ti an­ti-te­de­schi che, mai co­me og­gi, an­dreb­be­ro in­ve­ce smor­za­ti.

Men­tre sa­le la ten­sio­ne per la for­ma­zio­ne dell'ese­cu­ti­vo M5­sLe­ga, si muo­ve la di­plo­ma­zia in­ter­na­zio­na­le che guar­da all'Ita­lia con cau­te­la e pre­oc­cu­pa­zio­ne. È lo stes­so pre­mier in­ca­ri­ca­to ad an­nun­cia­re su Fa­ce­book di ave­re ri­ce­vu­to una te­le­fo­na­ta dal pre­si­den­te del­la Re­pub­bli­ca Fran­ce­se, Em­ma­nuel Ma­cron, per for­mu­lar­gli "i suoi mi­glio­ri au­spi­ci per il Go­ver­no che stia­mo for­man­do in Ita­lia".

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