Ma non ci so­no i nu­me­ri per un go­ver­no Cot­ta­rel­li

La Gente d'Italia - - ATTUALITA -

Men­tre

lo spread ita­lia­no su­bi­sce una for­te im­pen­na­ta, le for­ze po­li­ti­che del Par­la­men­to an­nun­cia­no la lo­ro po­si­zio­ne sul fu­tu­ro ese­cu­ti­vo. Il re­spon­so era an­nun­cia­to: il nuo­vo go­ver­no non ha la mag­gio­ran­za né in una Ca­me­ra né nell'al­tra.

Pre­ve­di­bi­le, dal mo­men­to che fin da su­bi­to sia la Le­ga che Mo­vi­men­to 5 Stel­le ave­va­no esclu­so ogni mar­gi­ne di ap­pog­gio a un "go­ver­no del Pre­si­den­te", so­prat­tut­to do­po la rot­tu­ra isti­tu­zio­na­le che si è con­su­ma­ta. E Le­ga e M5S di­spon­go­no del­la mag­gio­ran­za al­la Ca­me­ra e al Se­na­to. Ma la stra­da in­di­ca­ta da Mat­ta­rel­la non tro­va d'ac­cor­do nem­me­no For­za Ita­lia e Fra­tel­li d'Ita­lia, al­lea­ti al­le ele­zio­ni po­li­ti­che di Sal­vi­ni ma all'op­po­si­zio­ne del Go­ver­no Con­te.

La ca­po­grup­po az­zur­ra al Se­na­to An­na Ma­ria Ber­ni­ni ha an­nun­cia­to che For­za Ita­lia non so­ster­rà l'ese­cu­ti­vo Cot­ta­rel­li, smen­ten­do quan­to pre­ce­den­te­men­te di­chia­ra­to da Re­na­to Bru­net­ta per il qua­le "la fi­gu­ra di Cot­ta­rel­li, con un go­ver­no del Pre­si­den­te, po­treb­be rap­pre­sen­ta­re la fa­se di tre­gua di cui c'è bi­so­gno. E ac­com­pa­gna­re il Pae­se al­le ur­ne an­che sen­za la fi­du­cia del Par­la­men­to".

Una aper­tu­ra che è sta­ta su­bi­to ret­ti­fi­ca­ta da di­ver­si espo­nen­ti di Fi.

Non vo­te­rà la fi­du­cia al go­ver­no gui­da­to dall'eco­no­mi­sta nem­me­no Fra­tel­li d'Ita­lia, l'uni­ca for­za po­li­ti­ca ol­tre al M5S ad aver par­la­to di im­pea­ch­ment per il Ca­po del­lo Sta­to. Il Par­ti­to De­mo­cra­ti­co in­ve­ce so­ster­rà il go­ver­no del Pre­si­den­te, men­tre Liberi e Ugua­li al mo­men­to non ha an­co­ra pre­so una po­si­zio­ne, in at­te­sa del­la riu­nio­ne con­giun­ta dei grup­pi par­la­men­ta­ri con­vo­ca­ta per il po­me­rig­gio.

Uni­ca vo­ce che rom­pe il si­len­zio è quel­la di Ste­fa­no Fas­si­na, che ha an­nun­cia­to il suo No a Cot­ta­rel­li.

An­dia­mo ai nu­me­ri: al­la Ca­me­ra ba­sta­no già so­lo i 222 vo­ti M5S e i 124 le­ghi­sti per ca­pi­re che le spe­ran­ze so­no nul­le. A que­sti va ag­giun­to il man­ca­to so­ste­gno di For­za Ita­lia (104 de­pu­ta­ti) e di Fra­tel­li d'Ita­lia (32 ono­re­vo­li). Il to­ta­le è di 482 No al nuo­vo go­ver­no,

in at­te­sa di ca­pi­re la po­si­zio­ne del Grup­po mi­sto.

La mag­gio­ran­za è fis­sa­ta a 316. Al Se­na­to il di­va­rio è me­no net­to, ma il ri­sul­ta­to è lo stes­so: i No ar­ri­va­no da M5S, con 109 se­na­to­ri, Le­ga, 58, For­za Ita­lia 61 e Fra­tel­li d'Ita­lia 18. Il to­ta­le è: 246, la mag­gio­ran­za è fis­sa­ta a 161. Il pre­mier in­ca­ri­ca­to Cot­ta­rel­li, al ter­mi­ne del col­lo­quio al Qui­ri­na­le, ha espo­sto due stra­de: se il suo Go­ver­no do­ves­se ot­te­ne­re la fi­du­cia del Par­la­men­to, re­ste­rà in ca­ri­ca per la leg­ge di bi­lan­cio del 2018 e por­ta­re il Pae­se a ele­zio­ni nel 2019; in alternativa, sen­za fi­du­cia, re­ste­rà in ca­ri­ca per gli af­fa­ri cor­ren­ti fi­no al­le ele­zio­ni che si ter­ran­no do­po il me­se di ago­sto. La se­con­da via, se i nu­me­ri non cam­bia­no, è quel­la che l'Ita­lia im­boc­che­rà nel­le pros­si­me set­ti­ma­ne.

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