Po­po­lo con­tro isti­tu­zio­ni

La Gente d'Italia - - DA PRIMA PAGINA -

Po­po­lo con­tro isti­tu­zio­ni, le re­go­le del­la de­mo­cra­zia che non coin­ci­do­no con il sen­tir co­mu­ne. E piaz­ze con­tro l’una con­tro l’al­tra. Cia­scu­na con la sua le­ga­li­tà con­trap­po­sta e al­ter­na­ti­va al­la le­ga­li­tà al­trui.

Cia­scu­na piaz­za a re­cla­ma­re di es­se­re il di­rit­to e la leg­ge men­tre l’al­tra piaz­za è l’im­po­stu­ra e la pre­va­ri­ca­zio­ne.

E tut­ta la re­te del­le re­la­zio­ni del vi­ve­re as­so­cia­to per­cor­sa e nu­tri­ta di ran­co­re, av­ver­sio­ne, odio. Il po­po­lo tra­di­to, il po­po­lo truf­fa­to, la sua vo­lon­tà sof­fo­ca­ta. E il traditore, il truf­fa­to­re, il sof­fo­ca­to­re è lo Sta­to nel­la sua mas­si­ma espres­sio­ne.

Co­sì la rac­con­ta­no i tri­bu­ni del po­po­lo.

Uno di lo­ro, det­to Il Ca­pi­ta­no, chia­ma in mil­le piaz­ze la gen­te a pro­ces­sa­re i ver­ti­ci del­le isti­tu­zio­ni che in com­but­ta e su or­di­ne del po­te­re stra­nie­ro han­no fat­to gli in­te­res­si ap­pun­to del­lo stra­nie­ro e non quel­li del­la pa­tria.

Il Ca­pi­ta­no ha pro­cla­ma­to la guer­ra del po­po­lo con­tro le eli­tes.

Ele­zio­ni do­po ele­zio­ni e li­ste che si pre­sen­ta­no al vo­to e si­bi­la­no che il vo­to ser­ve a nul­la per­ché una con­giu­ra e con­sor­te­ria in­ter­na­zio­na­le e stra­nie­ra ne­ga all’Ita­lia quel che le spet­ta: il po­sto al so­le.

An­zi le ne­ga quel che più le spet­ta: la so­vra­ni­tà. L’in­di­ca­zio­ne al po­po­lo dei tra­di­to­ri dell’in­te­res­se na­zio­na­le, quel­li che for­ni­ca­no con il sol­do stra­nie­ro e la mo­ne­ta stra­nie­ra.

Il na­zio­na­li­smo eco­no­mi­co che pro­met­te la so­lu­zio­ne au­tar­chi­ca di ogni pro­ble­ma.

Il fac­cia­mo da so­li, i po­te­ri oc­cul­ti, la vit­to­ria mu­ti­la­ta.

E il ne­mi­co in­ter­no, ov­via­men­te ap­pog­gia­to dal­le po­ten­ze stra­nie­re.

E un par­ti­to che par­ti­va pic­co­lo e mar­gi­na­le e che cre­sce, si gon­fia, tri­pli­ca i suoi con­sen­si. Un par­ti­to che pro­met­te di far­si Sta­to che ac­cu­di­sce, pro­teg­ge, di­fen­de dai mol­ti ne­mi­ci in­ter­ni ed ester­ni ca­pa­ci gli uni com­plot­ti e gli al­tri di ini­que san­zio­ni. E un po­po­lo che va die­tro al Ca­pi­ta­no.

Che am­mi­ra le sue spal­le lar­ghe.

Si iden­ti­fi­ca con i suoi umo­ri.

Lo­da ogni sua spre­giu­di­ca­tez­za.

E l’al­tro cam­po del­la po­li­ti­ca smar­ri­to e in­ten­to a cer­ca­re qual è il ne­mi­co prin­ci­pa­le re­go­lar­men­te de­ci­den­do che è quel­lo che gli sta a fian­co. L’al­tro cam­po del­la po­li­ti­ca in­ca­pa­ce di ve­de­re che un po­po­lo sta con il Ca­pi­ta­no e non è un po­po­lo che sba­glia ma un po­po­lo og­gi in pie­na co­scien­za, ca­pa­ce di in­ten­de­re e vo­le­re con­tro la de­mo­cra­zia par­la­men­ta­re e lo Sta­to li­be­ra­le. E quin­di in­ca­pa­ce di di­fen­de­re dav­ve­ro en­tram­bi. Che an­no era..? Che an­no è.

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