Pd pron­to al vo­to con tre li­ste e Gen­ti­lo­ni can­di­da­to pre­mier

La Gente d'Italia - - DA PRIMA PAGINA -

Sot­to sot­to i ren­zia­ni un po' te­mo­no che qual­cu­no, all'in­ter­no del Pd, pos­sa cam­bia­re idea e vo­ta­re si ad un go­ver­no tec­ni­co.

Per que­sto mo­ti­vo fon­ti dem di pa­laz­zo Ma­da­ma, han­no de­ci­so di ri­ba­di­re la de­ci­sio­ne dell'asten­sio­ne. Il ra­gio­na­men­to è quel­lo che l'ex se­gre­ta­rio ha fat­to a qual­che se­na­to­re: non pos­sia­mo es­se­re noi gli uni­ci a met­te­re la "ma­glia Cot­ta­rel­li".

Mau­ri­zio Mar­ti­na an­che ie­ri, du­ran­te le con­ver­sa­zio­ni con al­cu­ni de­pu­ta­ti a lui vi­ci­ni, ha ri­ba­di­to la li­nea dell'asten­sio­ne "po­si­ti­va" per ga­ran­ti­re un even­tua­le go­ver­no neu­tro di Cot­ta­rel­li sot­to­li­nean­do, tut­ta­via, che il Par­ti­to De­mo­cra­ti­co si pre­pa­ra ad ogni scenario, in­clu­so quel­lo del vo­to an­ti­ci­pa­to.

Il par­ti­to del Na­za­re­no at­ten­de dun­que l'evol­ver­si del­la si­tua­zio­ne, ma si di­ce an­che pron­to al vo­to.

Con Gen­ti­lo­ni can­di­da­to pre­mier se si do­ves­se an­da­re al­le ele­zio­ni su­bi­to. Qua­lo­ra le ur­ne do­ves­se­ro es­ser­ci tra un an­no al­lo­ra si apri­reb­be la par­ti­ta del­le pri­ma­rie.

Ma tra i ren­zia­ni si os­ser­va che qua­lo­ra do­ves­se na­sce­re un go­ver­no tec­ni­co la du­ra­ta do­vrà es­se­re li­mi­ta­ta. An­che per­ché - que­sto p il ra­gio­na­men­to - se l'ar­co tem­po­ra­le do­ves­se es­se­re lun­go sa­reb­be il Col­le a fi­ni­re nel mi­ri­no di nuo­vi at­tac­chi, co­me quel­li ri­ce­vu­ti dal M5S nei gior­ni scor­si.

Due so­no le stra­de del Pd in vi­sta di un nuo­vo ri­cor­so ai cit­ta­di­ni: un fron­te "re­pub­bli­ca­no", ov­ve­ro una li­sta uni­ca. O tre li­ste: con il Pd al cen­tro, un'al­tra a si­ni­stra, ma­ga­ri ca­pi­ta­na­ta dall'ex pre­si­den­te del­la Ca­me­ra, Lau­ra Bol­dri­ni, e in­fi­ne una li­sta eu­ro­pei­sta pre­sie­du­ta da Ca­len­da. Il se­con­do sche­ma è quel­lo che Ren­zi sem­bra pre­fe­ri­re. Il se­gre­ta­rio reg­gen­te, dal can­to suo, guar­da con fa­vo­re all'idea di "un pro­get­to lar­go, aper­to, nuo­vo.

E Mar­ti­na uti­liz­za gli ag­get­ti­vi "po­po­la­re, de­mo­cra­ti­co e pro­gres­si­sta" per de­fi­nir­ne il ca­rat­te­re. So­prat­tut­to, per il reg­gen­te, oc­cor­re che "si con­di­vi­da la mis­sio­ne di es­se­re al­ter­na­ti­va agli estre­mi­sti an­ti eu­ro ita­lia­ni". Sul­le mo­da­li­tà di pre­sen­ta­zio­ne del­la nuo­va crea­tu­ra, poi, "si ra­gio­ne­rà sen­za di­vi­sio­ni", as­si­cu­ra. La con­sa­pe­vo­lez­za dell'ex se­gre­ta­rio del Na­za­re­no è che nel ca­so la si­tua­zio­ne pre­ci­pi­tas­se il par­ti­to riu­sci­reb­be a tro­va­re la 'pax in­ter­na" sul­le can­di­da­tu­re. Ma di fron­te ad un'even­tua­le ri­chie­sta di ri­met­te­re in di­scus­sio­ne le quo­te sul­le li­ste il ra­gio­na­men­to è che a de­ci­de­re in ogni ca­so sa­rà la di­re­zio­ne. E la di­re­zio­ne non cambia e do­vrà af­fron­ta­re an­che il no­do del­le de­ro­ghe. Al mo­men­to co­mun­que l'at­ten­zio­ne è le­ga­ta al go­ver­no e al­le mos­se di Sal­vi­ni e Di Ma­io. La ma­ni­fe­sta­zio­ne con­vo­ca­ta per il 1 giu­gno ci sa­rà pro­prio per ri­ba­di­re le dif­fe­ren­ze con il par­ti­to di via Bel­le­rio e i pen­ta­stel­la­ti. Tut­ta­via tra i ren­zia­ni c'è qual­che dub­bio: nel mo­men­to in cui M5s ha fat­to mar­cia in­die­tro sull'im­pea­ch­ment la na­tu­ra dell'ini­zia­ti­va ri­schia di es­se­re de­po­ten­zia­ta. "Di Ma­io e Sal­vi­ni so­no da neu­ro", at­tac­ca Ren­zi. "Le­ga e M5s smet­ta­no di tra­sci­na­re pae­se in con­di­zio­ne im­pos­si­bi­le", ri­lan­cia Mar­ti­na.

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