Con­te al­la Ca­me­ra: "Ri­spet­te­re­mo la Co­sti­tu­zio­ne", ma è ba­gar­re su con­flit­to di in­te­res­si e Pier­san­ti Mat­ta­rel­la

Il pre­mier nel suo di­scor­so in Au­la: "Noi po­pu­li­sti? Sì, se vuol di­re ascol­ta­re la gen­te". Del­rio lo bac­chet­ta per non aver ri­cor­da­to il no­me del fra­tel­lo del Ca­po del­lo Sta­to uc­ci­so in un ag­gua­to di ma­fia

La Gente d'Italia - - DA PRIMA PAGINA - DI STE­FA­NO GHIONNI

Non so­no man­ca­te le ri­fi­ni­tu­re ma an­che le pre­ci­sa­zio­ni su Giu­sti­zia, cre­di­to e in­fra­strut­tu­re, nel­la re­pli­ca del pre­mier Giu­sep­pe Con­te al­la Ca­me­ra dei De­pu­ta­ti do­ve ie­ri il pro­fes­so­re pu­glie­se è ve­nu­to a chie­de­re la fi­du­cia, ot­te­nen­do­la sen­za dif­fi­col­tà (i vo­ti a fa­vo­re so­no sta­ti 350, i con­tra­ri 236 e gli aste­nu­ti 35), per il suo go­ver­no, do­po aver­la già in­cas­sa­ta in Se­na­to, due gior­ni fa.

"Noi po­pu­li­sti? Sì, se vuol di­re ascol­ta­re la gen­te", ha sen­ten­zia­to il neo pre­mier par­lan­do all'emi­ci­clo di Mon­te­ci­to­rio. IL FARO DEL­LA CO­STI­TU­ZIO­NE - Tut­ta­via, la presa di po­si­zio­ne più net­ta ed evi­den­te da par­te del neo in­qui­li­no di pa­laz­zo Chigi è ap­par­sa senz'al­tro il con­te­sto nel qua­le egli in­ten­de muo­ver­si e ope­ra­re: "il con­te­sto del­la Co­sti­tu­zio­ne, il faro che muo­ve­rà l'azio­ne del go­ver­no, so­prat­tut­to in materia di giu­sti­zia" ha pre­ci­sa­to il di­ret­to in­te­res­sa­to.

"Tut­te le no­stre ini­zia­ti­ve - ha sot­to­li­nea­to an­co­ra Con­te sa­ran­no fat­te sot­to l'ar­chi­tet­tu­ra co­sti­tu­zio­na­le". Una pre­ci­sa­zio­ne, la sua, che sgom­bra in qual­che mo­do il cam­po da mol­ti ed in­si­dio­si equi­vo­ci sul­la flat tax, ad esem­pio, che rien­tre­rà nel­la ca­pa­ci­tà con­tri­bu­ti­va e del­la pro­gres­si­vi­tà dell'im­po­si­zio­ne fi­sca­le co­sì co­me pre­vi­ste dal­la Ma­gna Car­ta.

CON­TE E LA "GIU­STI­ZIA CENSITORIA" - Una novità, in­ve­ce, è ap­par­so il con­cet­to di "giu­sti­zia cen­si­ta­ria", va­le a di­re for­te­men­te di­scri­mi­na­to­ria per i me­no ab­bien­ti. Per­ché so­lo chi "ha i sol­di rie­sce a di­fen­de­re be­ne le pro­prie ra­gio­ni" ha spie­ga­to Con­te giu­di­can­do poi "im­pro­pria" la di­vi­sio­ne tra giu­sti­zia­li­smo e ga­ran­ti­smo.

Per le in­fra­strut­tu­re, in­ve­ce, il pre­si­den­te del Con­si­glio ha sot­to­li­nea­to l'esi­gen­za di va­lu­ta­re co­sti e be­ne­fi­ci. Un ul­te­rio­re pas­so avan­ti ri­spet­to al­le li­nee pro­gram­ma­ti­che espo­ste, mar­te­dì scor­so, nell'au­la del Se­na­to. Un'espo­si­zio­ne for­bi­ta, quel­la del neo pre­mier, in­ter­rot­ta dai fre­quen­ti ap­plau­si dei de­pu­ta­ti. All'una­ni­mi­tà quel­li pen­ta­stel­la­ti, in­ter­mit­ten­ti i le­ghi­sti, pro­ba­bil­men­te di­so­rien­ta­ti dall'usci­ta dall'emi­ci­clo, po­co do­po l'ini­zio del­la re­pli­ca del pre­si­den­te, del vi­ce pre­mier Mat­teo Sal­vi­ni re­ca­to­si ad un co­mi­zio elet­to­ra­le.

DEL­RIO A CON­TE "CONGIUNTO MAT­TA­REL­LA? SI CHIA­MA­VA PIER­SAN­TI" - A dif­fe­ren­za del Se­na­to, ol­tre agli ap­plau­si dei par­la­men­ta­ri gial­lo-ver­di, il pre­mier è sta­to più vol­te in­ter­rot­to dal­le con­te­sta­zio­ni dei de­pu­ta­ti del Pd. Un mu­ro con­tro mu­ro, ap­par­so an­co­ra più evi­den­te quan­do il ca­po­grup­po Dem Gra­zia­no Del­rio, in­ter­ve­nen­do in di­chia­ra­zio­ne di vo­to, ha at­tac­ca­to Con­te per non aver ri­cor­da­to il no­me del fra­tel­lo del Ca­po del­lo Sta­to Ser­gio Mat­ta­rel­la, uc­ci­so in un ag­gua­to di ma­fia nel 1980. Nel cor­so del­la sua re­pli­ca, Con­te ave­va par­la­to di un "congiunto" del pre­si­den­te del­la Re­pub­bli­ca in­sul­ta­to sui so­cial net­work. Del­rio ha ur­la­to il no­me "Pier­san­ti" ri­vol­to a Con­te, in­ne­scan­do la stan­ding ova­tion dei suoi com­pa­gni di par­ti­to, al­la qua­le si è as­so­cia­ta Fi, una par­te di Fdi ma non Le­ga e M55, che han­no rea­gi­to all'at­tac­co con dei boa­ti di di­sap­pro­va­zio­ne.

E' BA­GAR­RE SUL CON­FLIT­TO D'IN­TE­RES­SI - Ma l'au­la si è scal­da­ta in par­ti­co­la­re sul te­ma del con­flit­to d'in­te­res­si. E' suc­ces­so nel mo­men­to in cui Con­te, af­fron­tan­do gli sbuf­fi e le gri­da dei par­la­men­ta­ri dell'op­po­si­zio­ne, non è "sci­vo­la­to" sul con­flit­to di in­te­res­si ri­vol­gen­do­si a "voi che pro­te­sta­te" per­ché "que­ste in­ter­ru­zio­ni di­mo­stra­no che cia­scu­no ha il pic­co­lo con­flit­to d'in­te­res­se da ri­sol­ve­re". E' sta­ta ve­ra e pro­pria ba­gar­re, ma "so­no sta­to frain­te­so, non sto ac­cu­san­do nes­su­no, ma di­co che è ne­gli in­ter­sti­zi del­la so­cie­tà a qual­sia­si li­vel­lo" ha ten­ta­to su­bi­to do­po di giu­sti­fi­car­si Con­te men­tre dai ban­chi del Pd si le­va­va­no le ur­la dei de­pu­ta­ti e il pre­si­den­te del­la Ca­me­ra Ro­ber­to Fi­co ri­pren­de­va Ivan Scal­fa­rot­to ed Ema­nue­le Fia­no.

CAMMINO NON FA­CI­LE PER IL GO­VER­NO - Mo­men­ti di ve­ra e pro­pria tensione che la­scia­no pre­sa­gi­re an­che per i nu­me­ri del­la mag­gio­ran­za, un cammino non pro­prio fa­ci­le per il go­ver­no Con­te in Par­la­men­to. Al­la rou­ti­ne del­le vo­ta­zio­ni per i va­ri prov­ve­di­men­ti ed emen­da­men­ti non par­te­ci­pe­ran­no in­fat­ti, per­ché im­pe­gna­ti, i nu­me­ro­si de­pu­ta­ti e se­na­to­ri dei 5 Stel­le e del­la Le­ga che a va­rio ti­to­lo fan­no par­te dell'ese­cu­ti­vo e del­le com­mis­sio­ni e que­sto, no­no­stan­te le ab­bon­dan­ti fi­du­cie ini­zia­li, ri­schia di la­scia­re l'ese­cu­ti­vo sul fi­lo del ra­so­io dei nu­me­ri ne­ces­sa­ri. A co­min­cia­re da quel­li in­ter­na­zio­na­li del G7 di Van­cou­ver di ve­ner­dì e sa­ba­to, gli sce­na­ri del Go­ver­no so­no tut­ta­via com­ples­si.

I TRE "SUC­CES­SI" DI SAL­VI­NI - No­no­stan­te i ti­mo­ri del­la vi­gi­lia per l'ir­ruen­za de­gli slo­gan elet­to­ra­li del­la Le­ga, Il vi­ce pre­mier e Mi­ni­stro dell'In­ter­no Mat­teo Sal­vi­ni ha ri­por­ta­to ben tre suc­ces­si: ha con­tri­bui­to al fal­li­men­to del ver­ti­ce di Du­bli­no in me­ri­to all'in­te­sa eu­ro­pea sull'im­mi­gra­zio­ne, ha po­le­miz­za­to col mi­ni­stro dell'In­ter­no tu­ni­si­no che è sta­to im­me­dia­ta­men­te so­sti­tui­to dal suo go­ver­no ed ha av­via­to un buon rap­por­to col Can­cel­lie­re au­stria­co Se­ba­stian Kurz. Au­stria che da lu­glio a di­cem­bre, quan­do si apri­rà il di­bat­ti­to sul­la re­vi­sio­ne del trat­ta­to di Du­bli­no, avrà la Pre­si­den­za di tur­no dell'Unio­ne Eu­ro­pea.

PO­LI­TI­CA IN­TER­NA: GLI SCE­NA­RI SPIGOLOSI - Gli sce­na­ri di po­li­ti­ca in­ter­na si an­nun­cia­no in­ve­ce de­ci­sa­men­te più spigolosi. Fin dal­la scel­ta dei vi­ce mi­ni­stri, Sot­to­se­gre­ta­ri, pre­si­den­ti di Com­mis­sio­ne, di­ret­to­ri ge­ne­ra­li e ca­pi di ga­bi­net­to, per non par­la­re del­le ol­tre 350 no­mi­ne dei ver­ti­ci di Cas­sa de­po­si­ti e pre­sti­ti, Rai ed en­ti pub­bli­ci va­ri, l'ini­zia­le con­trap­po­si­zio­ne fra 5 Stel­le e Le­ga è de­sti­na­ta a rag­giun­ge­re il pun­to di rot­tu­ra en­tro la fi­ne dell'an­no. Un pun­to di rot­tu­ra de­ter­mi­na­to dal­la man­ca­ta rea­liz­za­zio­ne di mol­te del­le pro­mes­se del­la cam­pa­gna elet­to­ra­le, che se non si ri­com­po­ne con un nuo­vo ac­cor­do di mag­gio­ran­za e un ri­lan­cio del Go­ver­no, po­treb­be pre­ve­di­bil­men­te por­ta­re il Pae­se al­le ele­zio­ni an­ti­ci­pa­te a ri­dos­so del­le Eu­ro­pee.

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