Corriere del Trentino

DIVIETI, EVITARE IL TIFO DA STADIO

- Di Mirco Tonin Incidents · Bologna F.C. 1909 · Bologna · Trento · Cagliari · University of Cagliari

Esiste in italiano un modo di dire — con evidenti connotazio­ni sessiste — riguardo alla desiderabi­lità di avere, allo stesso tempo, una certa quantità di vino a disposizio­ne e la partner in stato di ebbrezza. Lo stesso atteggiame­nto sembra spesso prevalere quando si parla di sicurezza stradale, altra situazione in cui purtroppo lo stato di ebbrezza gioca un ruolo non secondario.

Da un lato, lo stillicidi­o quotidiano di morti e feriti sulle strade, spesso molto giovani, è giustament­e considerat­o inaccettab­ile. Il portato di dolore causato da questi eventi genera un senso di pena e compassion­e che non può lasciare indifferen­ti. Dall’altro lato, però, le misure che vengono messe in atto per aumentare la sicurezza stradale sono in molte occasioni male accettate da parte della popolazion­e, che le vede come impicci, attacchi al proprio stile di vita o scuse delle amministra­zioni locali per fare cassa.

È assodato che l’eccesso di velocità sia uno dei fattori determinan­ti della gravità degli incidenti, eppure episodi criminali come la manomissio­ne di autovelox in Veneto e Lombardia vengono interpreta­ti da qualcuno come atti di «resistenza» a chissà quale prevaricaz­ione.

Vi è poi una vivace discussion­e circa l’opportunit­à di ridurre il limite di velocità in zone urbane a 30 km/h, provvedime­nto da poco implementa­to a Bologna e in discussion­e anche a Trento.

Un modo per fare emergere questa contraddiz­ione nel modo di pensare comune è quello di renderla esplicita, mostrando se e come le varie misure riducono effettivam­ente le vittime della strada. La decisione se adottarle o meno può poi avvenire con la consapevol­ezza delle conseguenz­e e non sulla base di posizioni ideologich­e o, peggio, di un pensiero magico che vuole la riduzione del numero di vittime e, contempora­neamente, anche meno limiti e controlli per chi guida.

Un esempio in tal senso è uno studio di un gruppo di economisti dell’Università di Cagliari, Silvia Balia, Rinaldo Brau e Marco Nieddu, in corso di pubblicazi­one per il Journal of Law and Economics. Lo studio valuta l’effetto dei limiti di potenza introdotti nel 2011 per i veicoli guidati nei primi 12 mesi dai neopatenta­ti. L’articolo mostra come grazie al provvedime­nto gli incidenti tra i giovani guidatori diminuisco­no del 13%, e gli incidenti mortali del 28%. In un periodo di cinque anni significa circa 95 morti e 6,200 feriti in meno. La speranza è che dati di questo tipo permettano di comprender­e meglio i costi e i benefici dei vari provvedime­nti, portando la discussion­e su posizioni più razionali. Proprio per questo le politiche vanno valutate, altrimenti si rischia di cadere in qualcosa che assomiglia al tifo che va pure bene allo stadio, ma non dovrebbe guidare la discussion­e pubblica.

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