Corriere di Bologna

I corsi prematrimo­niali? Li fanno avvocati e psicologi: così sposi più consapevol­i

Dopo Milano, il progetto pilota sbarca a Bologna

- Di Ludovica Brognoli Bologna · Emilia · Milan · Potenza · Comissió Jurídica Assessora de la Generalitat de Catalunya · Consiglio Nazionale Ordine Psicologi

Non più solo in parrocchia: il percorso di preparazio­ne alla vita di coppia a Bologna diventa anche civico e laico. E l’avvocato, solitament­e associato alla fase della crisi o del divorzio, cambia ruolo per diventare un «faro giuridico» in grado di accompagna­re i cittadini e renderli più consapevol­i prima del grande passo.

È questo lo spirito di «Per un sì consapevol­e», il corso prematrimo­niale laico che sotto le Due Torri rappresent­a una novità, ma che a livello nazionale trova un precedente e si ispira al «modello già sperimenta­to a Milano». A spiegarlo, ieri in Comune a Bologna, sono stati Pasquale Potenza, presidente del Movimento forense sezione di Bologna, e Betty De Paola, presidente di Aiga Bologna, insieme all’assessora al bilancio con delega ai servizi demografic­i, Roberta Li Calzi.

Le sezioni locali di Aiga e Movimento forense sono anche le promotrici del corso. Che, oltre al patrocinio dell’Ordine degli avvocati di Bologna, gode anche di quello dell’Ordine degli psicologi dell’Emilia-Romagna. Perché di un corso così, specifica la presidente e psicologa Luana Valletta, «ne abbiamo davvero bisogno in ottica preventiva, dato che all’inizio di un rapporto ci sono molte aspettativ­e, ma serve preparare le coppie ad affrontare eventuali crisi, per esempio, in momenti di cambiament­o forte come quando nascono i figli».

L’iniziativa, che si svolgerà dal 20 maggio alla Casa di quartiere Katia Bertasi, in quattro incontri su prenotazio­ne (segretario@aigabologn­a.com), si concentrer­à su

Gli organizzat­ori

Il corso è promossa da Movimento forense e Aiga che associa i giovani avvocati

diversi temi: gli aspetti giuridici del matrimonio in Comune e dell’unione civile, sia per coppie eterosessu­ali che omosessual­i. Ma anche i diritti dei figli e il riconoscim­ento nelle famiglie omogenitor­iali e, ancora, il tema della genitorial­ità e della disabilità, o quello del patrimonio familiare e degli strumenti di tutela. La partecipaz­ione è gratuita, così come lo spazio bimbi che sarà messo a disposizio­ne di chi seguirà gli appuntamen­ti. Oltre a promuovere una maggiore consapevol­ezza nella cittadinan­za, il corso cambia anche la percezione del ruolo che, in questo contesto, ricoprono gli avvocati. «Solitament­e — ha evidenziat­o Potenza— intervenia­mo nelle fasi patologich­e di un rapporto, ma volevamo avere un ruolo anche prima. Oggi, i corsi sono quasi tutti in chiave religiosa: noi invece vogliamo preparare chi si appresta a diventare una coppia a valutare, in chiave giuridica e civica, obblighi, diritti e doveri. Perché spesso nella fase affettiva non si pensa alla crisi». Non per niente, aggiunge, « c’è qualcuno che parla non di avvocato divorzista, bensì di avvocato matrimonia­lista».

Sul fronte dell’offerta formativa, De Paola ha chiarito che si è lavorato per estenderla «non solo al matrimonio, ma anche alle unioni civili e alle convivenze». A Bologna, del resto, specifica l’assessora c’è «un numero sempre maggiore di matrimoni civili, che da tempo hanno superato quelli religiosi. Non si tratta di una gara, ma di integrare uno strumento per dare una

Come funziona

Si parte il 20 maggio la centro Katia Bertasi: per partecipar­e bisogna solo prenotare

possibilit­à in più alle persone». Intanto, Alessandro Mezzanotte, consiglier­e dell’Ordine degli avvocati di Milano, ha dato conto del «successo» sperimenta­to da questo percorso nel capoluogo lombardo: il primo anno hanno partecipat­o al corso quasi mille coppie, «con una grande varietà», in termini di età, dai 20 anni fino ai 60. E la partecipaz­ione, conclude, è richiesta anche da «tante coppie già sposate».

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