Destinazione Paradiso: gli artisti e Ghiberti
Una mostra a 600 anni dalla firma del contratto per la Porta del Battistero
Sono trascorsi 600 anni dalla firma del contratto che affidava a Lorenzo Ghiberti la realizzazione di quella Porta del Battistero, conosciuta come Porta del Paradiso, capolavoro del Rinascimento «la più bella opera del mondo che si sia vista mai fra gli antichi e moderni» come scrisse Giorgio Vasari. Un manufatto che ora diventa l’ispirazione per 37 artisti contemporanei protagonisti con sculture e dipinti della mostra The Path to Paradise — Verso il paradiso da ieri e fino a martedì 11 novembre alla Sala d’Arme di Palazzo Vecchio. Promossa da Galleria Frilli di Firenze, che specializzata nella fusione a cera persa nel 1990 dette vita alla replica della monumentale Porta, e dalla Pneuma Art Foundation, fondata nel 2022 dalla coppia di americani amanti dell’arte Brett e Olivia Colbert, la rassegna ha l’obiettivo di far rivivere l’audacia artistica del Ghiberti consentendo alla emergente generazione di artisti figurativi di reinterpretare la sua opera simbolo.
Così l’allestimento curato dalla statunitense Luna Jasmine Gordon abbina le repliche dei 10 pannelli della Porta che raccontano la storia dell’Antico Testamento alle creazioni dei creativi in arrivo dai cinque continenti. «L’eredità di Ghiberti è la bussola che ci ha guidato fin qui — spiega Gordon — Le sue storie sono multidimensionali: fondono filosofia abramitica, umanesimo rinascimentale ed esperienza personale per creare un capolavoro senza tempo che continua ad ispirare». Ogni artista ha lavorato secondo la sua specificità. Dalla pittura a olio alla scultura alla tecnica mista al multimateriale etc. E non sono poche le sculture disposte come a guidare il visitatore verso la visione centrale della replica della cornice della Porta del Paradiso. Illuminata ad arte è rivestita, nello spazio sede dei pannelli, di un particolare e prezioso tessuto, l’Ermisino realizzato dall’Antico Setificio Fiorentino, per richiamare l’Arte di Calimala che finanziò il primo concorso delle porte del Battistero nel 1401. «Con questa mostra — racconta Brett Colbert, Presidente di Pneuma Art Foundation — vogliamo sostenere gli artisti giovani e avvicinare quella che per gli stranieri è Florence alla Firenze del Rinascimento. Tra i nostri obiettivi quello di trovare una sede permanente in città che oltre ad accogliere esposizioni sia anche un centro di formazione e accolga chi viene a Firenze ispirato dall’arte».