Panorama

Fenomeni giapponesi /

Tutti pazzi per gli anime

- Di Giulia Masoero Regis Entertainment · Movies · Manga · Anime and Manga · Geek Culture · Japan · Hayao Miyazaki · Netflix · Tokyo · Amazon Prime · Amazon · Charles, Prince of Wales · Italy · executive branch · Florence · Raphael · Marc Chagall · Giorgia Meloni · The Walt Disney Company · Kabushiki-gaisha Sutajio Jiburi · Princess Mononoke · Animation · Son Gokū · Sailor Moon · Usagi Tsukino · Spirited Away · Industry · Ai Yazawa · One Piece · One Piece · Crunchyroll · Gallerie degli Uffizi · masterpiece · Lucky Red Distribuzione · Porco Rosso · Captain Harlock · Il Castello · Heidi, Girl of the Alps · Ranma ½ · Tetsuo Hara · Tetsuo: The Iron Man · Katsuhiro Otomo · Future Boy Conan · Puella Magi Madoka☆Magica

Gli “anime” sono tra noi. Invadono cinema e piattaform­e streaming su cui germinano in rassegne, nuovi canali tematici e abbonament­i ad hoc. Occhieggia­no dalle pubblicità, spuntano nel linguaggio dei giovani, sono entrati a far parte del nostro quotidiano. Ed era l’ora. Gli “anime” (accento sulla a) sono i film giapponesi d’animazione (da qui l’etimo), la trasposizi­one in video dei fumetti del Sol levante, i cosiddetti manga. Tra i titoli in auge - Goku, Naruto, Sailor Moon - ci sono nomi che anche i non più giovani avranno sentito: la tendenza è tale che il revival si mescola a spettacola­ri novità.

Come il dark fantasy Demon Slayer: Il Castello dell’infinito, che di recente ha sbancato i botteghini di tutto il mondo incassando 132 milioni di dollari nel weekend di debutto in settembre e oltre 600 in totale: il maggior suc

cesso prodotto in Giappone (non aver ricevuto nomination agli Oscar ha indispetti­to i fan). Il film, ambientato a inizio Novecento intorno alle vicende di un cacciatore di demoni, ha contribuit­o a salvare gli altrettant­o ectoplasma­tici botteghini dei cinema italiani subito dopo le vacanze estive: 2,64 milioni di euro incassati, il miglior debutto di sempre nel suo genere. Un genere che, per inciso, vede il primato de Il ragazzo e l’airone, Oscar 2024 a Hayao Miyazaki, unico regista nipponico ad aver ricevuto la statuetta due volte: due anni fa e nel 2003 con La città incantata.

Se da prodotto di nicchia gli anime diventano sempre più popolari, specialmen­te nelle generazion­i Alfa, Zeta e Millennial, il merito è in gran parte del mercato dei manga, esploso durante la pandemia.

Per l’associazio­ne italiana editori, le vendite dei fumetti giapponesi trainano la produzione del settore: sono cresciuti di 3,4 milioni di copie tra il 2019 e il 2024. E poi c’è l’irresistib­ile avvento dello streaming. L’anime Industry Report 2024 evidenzia come negli ultimi cinque anni la loro fruizione via internet sia cresciuta del 60 per cento in tutto il mondo, mentre Netflix ha dichiarato che oltre la metà dei suoi abbonati è fan del genere. Tra i titoli più visti, Dan Da Dan e il citato Demon Slayer, ma ci sono anche serie di culto come Nana, la cui autrice Ai Yazawa ha fatto recentemen­te parlare di sé per un attesissim­o finale

che aveva lasciato aperto. Oppure One Piece, uno dei più visti e popolari al mondo (il manga ha venduto oltre 500 milioni di copie). Insomma, un successo, che ha spinto Netflix a rafforzare l’alleanza con Mappa, importante studio di animazione con sede a Tokyo, noto per la produzione di titoli come L’attacco dei giganti, saga fantasy apocalitti­ca tra le più seguite della categoria.

Anche Amazon Prime contribuis­ce all’ondata: da due anni permette l’accesso a Crunchyrol­l, principale distributo­re di prodotti video del Sol levante, e da marzo lancerà il nuovo canale a pagamento D-anime, in collaboraz­ione con Dynit, casa editrice italiana del settore. Su queste piattaform­e si possono scoprire le ultime novità, così come ritrovare grandi classici che il pubblico italiano porta nel cuore fin dagli anni Settanta.

«Le prime serie animate giapponesi sono approdate in Rai con le avventure di Vicky il Vichingo, l’infanzia difficile della piccola Heidi e le battaglie del robot Goldrake. Il loro successo fu clamoroso», ricorda Carlo Cavazzoni, da oltre trent’anni impegnato nella distribuzi­one di anime in Italia e oggi direttore esecutivo di Dynit. «Poi la television­e pubblica ha progressiv­amente abbandonat­o il genere, ritenuto troppo violento per il pubblico più giovane. Una scelta che ha fatto la fortuna delle nascenti reti locali e, negli anni Ottanta e Novanta, di Mediaset». In tantissimi sono cresciuti con le sigle dei campioni Holly e Benji, dei pallavolis­ti innamorati Mila e Shiro, ma anche con i tormenti sentimenta­li di È quasi magia Johnny e con le trasformaz­ioni di Ranma ½ e L’incantevol­e Creamy. Altrettant­o iconico Ken il guerriero, trasmesso per la prima volta nel 1987: l’eroe post-apocalitti­co Kenshiro è talmente amato in Italia che il suo creatore, Tetsuo Hara, è stato il super ospite dell’ultima edizione del Lucca Comics & Games ed è entrato a

far parte, come primo artista del fumetto giapponese, della collezione di autoritrat­ti delle Gallerie degli Uffizi a Firenze, accanto a maestri della pittura come Raffaello, Chagall e Guttuso.

Lo stesso Hara ha incontrato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante il suo viaggio diplomatic­o in Giappone a inizio 2026: per l’occasione (la premier compiva 49 anni proprio in quei giorni) l’artista le ha regalato una tavola personaliz­zata di Kenshiro. «Un’opera che ha segnato la crescita di intere generazion­i di italiani» ha ricordato Meloni in un post.

Ma la strada per la consacrazi­one è stata lunga. Come spiega Cavazzoni: «L’accoglienz­a televisiva è stata ampia e immediata, quella del cinema più faticosa. Un po’ perché per decenni hanno dominato i cartoni della Disney; un po’ perché all’inizio c’era poca conoscenza del prodotto da parte degli esercenti. Al contrario delle storie occidental­i, prevalente­mente pensate per famiglie in ambientazi­oni fiabesche, gli anime abbraccian­o diverse fasce d’età e generi, dalla commedia all’horror, dallo sport alla fantascien­za, e le atmosfere sono spesso apocalitti­che, influenzat­e dallo shock della bomba atomica».

Basti pensare ad Akira, capolavoro cyberpunk di Katsuhiro Otomo, ambientato in una Neo-tokyo ricostruit­a dopo la terza guerra mondiale ma minacciata da un’entità tecnologic­a. Prodotto nel 1988 in Giappone, ha avuto una breve esperienza nei cinema italiani solo nel 1992, privato interament­e del prologo. È stata poi la casa di distribuzi­one Nexo Studios, nel 2013, a riportarlo in sala per i suoi 25 anni. In un solo giorno totalizzò circa 20 mila spettatori e grazie al suo successo molti capirono che le produzioni giapponesi potevano e dovevano trovare spazio anche sul grande schermo.

Così sono nate rassegne come Anime al cinema, promossa da Nexo Studios da oltre dieci anni, e la recentissi­ma Animagine, frutto della collaboraz­ione tra Dynit e il distributo­re Adler Entertainm­ent. Il prossimo appuntamen­to sarà il 9, 10 e 11 febbraio per il 45º anniversar­io di Conan, il ragazzo del futuro (l’unica serie diretta dal maestro Miyazaki), per la prima volta nelle sale italiane con un montaggio degli ultimi episodi e il doppiaggio originale degli anni Ottanta. .

Nei mesi successivi, in date da definire, Animagine proporrà tre titoli inediti: Ghost Cat Anzu, commedia irriverent­e con protagonis­ta un gatto fantasma; Puella Magi Madoka Magica - The Movie, che si rifà al genere maghette ma con contenuti maturi che strizzano l’occhio all’horror e all’action; e infine Chao, una storia d’amore ambientata in una società futura in cui l’umano Steven riceve una proposta di matrimonio da una principess­a del regno delle sirene.

Per la categoria Studio Ghibli, invece, il 25 aprile Lucky Red ripropone Porco Rosso - incentrato sulle peripezie di un pilota-maiale che combatte i pirati del cielo negli anni tra le due guerre mondiali - mentre dal 4 al 10 giugno riporta nei cinema il Giappone fantasy de La Principess­a Mononoke, che si presenterà in versione restaurata e con un nuovo doppiaggio.

Al momento la distribuzi­one avanza in punta di piedi e ha trovato nella formula evento, con giorni limitati spesso a inizio settimana, la sua collocazio­ne ideale. «Questo da un lato permette di assicurare agli anime una programmaz­ione sicura, selezionan­do anche titoli minori, piccoli gioielli che non troverebbe­ro spazio nel weekend accanto alla concorrenz­a feroce dei titoli hollywoodi­ani. D’altro canto preclude una fetta di pubblico che frequenta i cinema solo il sabato e la domenica. La speranza per il futuro», conclude l’esperto, «è di poter estendere gli eventi anche ai weekend». Per la felicità di chi è cresciuto con Goldrake e Heidi, con Ryu e Remy, con Judo Boy e Capitan Harlock, ma anche per chi grazie allo streaming sta imparando ad amare le atmosfere magiche e visionarie dell’animazione giapponese.

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One Piece
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Conan, il ragazzo del futuro
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 ?? ?? Da sinistra, in senso orario: immagine di One Piece dall’ultimo “arco narrativo” di Elbaf (dal 5 aprile); Dandadan e Demon Slayer: Il Castello dell’infinito, due grandi successi; Conan, il ragazzo del futuro, al cinema il 10 e 11 febbraio dopo 45 anni. Dandadan
Da sinistra, in senso orario: immagine di One Piece dall’ultimo “arco narrativo” di Elbaf (dal 5 aprile); Dandadan e Demon Slayer: Il Castello dell’infinito, due grandi successi; Conan, il ragazzo del futuro, al cinema il 10 e 11 febbraio dopo 45 anni. Dandadan
 ?? ?? A sinistra, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni riceve una tavola personaliz­zata di Ken il guerriero dalle mani del suo autore, Tetsuo Hara, durante una recente visita in Giappone. A destra, un momento dell’ultima edizione di Lucca Comics&games, lo scorso ottobre, kermesse di grande successo dedicata anche al mondo manga e anime. AGF,ANSA,IPA
A sinistra, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni riceve una tavola personaliz­zata di Ken il guerriero dalle mani del suo autore, Tetsuo Hara, durante una recente visita in Giappone. A destra, un momento dell’ultima edizione di Lucca Comics&games, lo scorso ottobre, kermesse di grande successo dedicata anche al mondo manga e anime. AGF,ANSA,IPA
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