PER­CHÉ UN SI­STE­MA COM­PLES­SO DI STRA­DE VIE­NE DE­FI­NI­TO UN DEDALO?

Adesso - - Notizie Dall’italia - SA­RAH KNEIDL

Risponde An­na Bor­do­ni, col­la­bo­ra­tri­ce dell’En­ci­clo­pe­dia Ita­lia­na.

Dedalo è un fa­mo­so scul­to­re, in­ven­to­re e ar­chi­tet­to del­la mi­to­lo­gia gre­ca. Tra le al­tre co­se co­strui­sce il la­bi­rin­to di Cre­ta, do­ve il re Mi­nos­se, se­con­do il mi­to, tie­ne pri­gio­nie­ro Mi­no­tau­ro, il mo­stro con il cor­po di uo­mo e la te­sta di toro che la re­gi­na Pa­si­fae ha con­ce­pi­to con un toro. Dedalo di­ven­ta a po­co a po­co si­no­ni­mo di la­bi­rin­to e al­la fi­ne in­di­ca un edi­fi­cio o un com­ples­so di edi­fi­ci do­ve è fa­ci­le per­de­re l’orien­ta­men­to. È un dedalo an­che un in­tri­co di stra­de, di sen­tie­ri o di cor­si d’ac­qua. Nei giar­di­ni e nei par­chi, so­prat­tut­to nel­le vil­le ita­lia­ne del Sei­cen­to e del Set­te­cen­to, so­no de­da­li i per­cor­si di via­li, via­let­ti e pas­sag­gi fian­cheg­gia­ti da al­te sie­pi o mu­ret­ti. Co­me ag­get­ti­vo, dedalo ha as­sun­to il si­gni­fi­ca­to di “abil­men­te con­ce­pi­to ed ese­gui­to, in­ge­gno­so, ge­nia­le”. In­via­te i vo­stri per­ché a: adesso@spo­tlight-ver­lag.de

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