Cha­gall e il “vio­li­ni­sta sul tet­to”

Corriere Italiano - - COMUNITÀ -

Nell’in­co­rag­giar­vi a vi­si­ta­re la mo­stra “Cha­gall: co­lo­re e mu­si­ca”, in cor­so al Mu­seo di Bel­le Ar­ti di Mon­treal fi­no all’11 giu­gno, vi in­vi­to a leg­ge­re la sua bio­gra­fia e una cor­ta ana­li­si di una del­le sue ope­re.

Marc Cha­gall na­que il 7 lu­glio 1887 in Bie­lo­rus­sia. Nel 1907 la­sciò la sua cit­tà na­ta­le per pro­se­gui­re gli stu­di di pit­tu­ra al­la scuo­la di Bel­le Ar­ti di San Pie­tro­bur­go. Nel 1910 si tra­sfe­ri­sce a Pa­ri­gi do­ve espo­ne le sue ope­re per la pri­ma vol­ta nel 1914.

Pur es­sen­do te­sti­mo­ne dei mo­vi­men­ti ar­ti­sti­ci co­me il “Fau­vi­sme” e il Cu­bi­smo, Cha­gall non ade­ri­rà a nes­sun mo­vi­men­to o scuo­la an­che se il pri­mo gli ispi­re­rà il co­lo­re pu­ro, al­le­gro e lu­mi­no­so men­tre il se­con­do una cer­ta scom­po­si­zio­ne dell’og­get­to. Nel 1914 ri­tor­nò a Vi­teb­sk cre­den­do di po­ter­ci re­sta­re so­lo per un cor­to pe­rio­do di tem­po ma la Pri­ma guer­ra mon­dia­le gli im­pe­dì di tor­na­re a Pa­ri­gi. Du­ran­te il sog­gior­no for­za­to a Vi­teb­sk fu no­mi­na­to di­ret­to­re del­la lo­ca­le Ac­ca­de­mia di Bel­le Ar­ti. Nel 1919 par­tì per Mo­sca. Nel 1923 in­con­trò Am­broi­se Vol­lard, edi­to­re e mer­can­te di li­bri, che gli com­mis­sio­nò cen­to in­ci­sio­ni per il­lu­stra­re le Fa­vo­le di La Fon­tai­ne. Nel 1937 pre­se la na­zio­na­li­tà fran­ce­se per sfug­gi­re all’an­ti­se­mi­ti­smo in Eu­ro­pa cen­tra­le. Nel­la tar­da pri­ma­ve­ra del 1941 fu ar­re­sta­to e de­ve la sua sal­vez­za al gior­na­li­sta ame­ri­ca­no Va­rian Fry che gli con­sen­te l’ac­ces­so ne­gli Sta­ti Uni­ti.

Nel 1948 at­tra­ver­sa di nuo­vo l’Atlan­ti­co e si sta­bi­lì a Ven­ce, in Fran­cia. Do­po un suo viag­gio in Israe­le, Cha­gall de­scris­se la Bib­bia co­me “la più gran­de fon­te di poe­sia di tut­ti i tem­pi” e dal quel mo­men­to con­sa­cra il suo la­vo­ro ar­ti­sti­co al­la te­ma­ti­ca bi­bli­ca crean­do un im­po­nen­te ci­clo de­co­ra­ti­vo com­ple­ta­to nel 1966 che poi l’ar­ti­sta do­nò al­lo Sta­to fran­ce­se che de­ci­se di espor­lo al Lou­vre pri­ma di inau­gu­ra­re, nel 1973, il Mu­seo na­zio­na­le del mes­sag­gio bi­bli­co di Niz­za. Cha­gall è de­ce­du­to in Fran­cia nel 1985 all’età di 97 an­ni.

L’ope­ra che più mi ha col­pi­to in que­sta espo­si­zio­ne è “Il vio­li­ni­sta”. Il mu­si­ci­sta è di­pin­to al cen­tro del­la te­la, a di­mo­stra­zio­ne dell’im­por­tan­za che Cha­gall dà ai vio­li­ni­sti kle­z­mer on­ni­pre­sen­ti nel­la co­mu­ni­tà ebrai­ca. In que­st’ope­ra pit­to­ri­ca, do­ve Cha­gall stes­so si rap­pre­sen­ta, l’au­to­re gio­ca con i co­lo­ri per vi­va­ciz­za­re il di­pin­to. Si no­ta in­fat­ti che i co­lo­ri uti­liz­za­ti per di­pin­ge­re il vio­li­ni­sta si ri­tro­va­no an­che nel pae­sag­gio. Con l’aiu­to del­le for­me geo­me­tri­che, Cha­gall scom­po­ne il pae­sag­gio met­ten­do in evi­den­za lo spa­zio de­li­mi­ta­to da al­cu­ne ca­se, da un al­be­ro e da al­tri ele­men­ti ri­cor­ren­ti nel­le sue ope­re co­me l’uo­mo so­spe­so so­pra le ca­se.

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