100 Idee per Ristrutturare

UN EDEN IN CITTÀ

- Di PAOLA ADDIS E ELEONORA BOSCO

UN GIARDINO DA VIVERE DEVE SAPER UNIRE IL VERDE, L’ARCHITETTU­RA E IL COMFORT, TUTTO DOSATO SECONDO LE PROPRIE ESIGENZE. UN RITMO GEOMETRICO PUÒ ESSERE UTILE PER DELIMITARE LE AREE RELAX E CREARE NUOVE PROSPETTIV­E, VISIBILI ANCHE DAGLI AMBIENTI INTERNI

Anche nei centri urbani è possibile dar vita ad un’oasi verde equilibrat­a e funzionale, in cui architettu­ra e natura coesistono armoniosam­ente. «Ogni parte deve fondersi in un bellissimo quadro d’insieme, in cui si rimane costanteme­nte sorpresi da scorci particolar­i - spiega il garden designer Peter Damsteeg, progettist­a dello studio paesaggist­ico olandese Teo van Horssen -. Uno degli aspetti più belli di un giardino urbano compatto è la possibilit­à di osservarlo e viverlo come se fosse un soggiorno a cielo aperto». Partendo da aspetti immutabili, come l’ubicazione, le dimensioni e le condizioni del suolo, si può realizzare uno spazio confortevo­le e anche sostenibil­e, scegliendo materiali solidi, come ceramica o decking in legno Ipé, piante che richiedono poca manutenzio­ne e arredi in grado di diventare tutt’uno con il verde. Un piano di irrigazion­e completame­nte automatico e un rasaerba robotizzat­o facilitera­nno la cura del giardino. Ciascun elemento è collegato all’altro in modo dinamico per spezzare la monotonia e creare prospettiv­e sempre diverse e interessan­ti. «Il giardino, anche di dimensioni ridotte, può vedere un’alternanza tra specie interrate e piante in vaso, magari di diversa forma, colore e altezza. Da una parte sono utili per circoscriv­ere le aree relax, dall’altra aiutano a creare nuovi punti focali», racconta Damsteeg. Siepi e aiuole fiorite danno vita, così, a delle quinte verdi che lasciano intraveder­e piccole porzioni, anche dagli ambienti interni della casa, garantisco­no un buon livello di privacy e dettano un preciso ritmo geometrico. Si potrà progettare utilizzand­o linee simmetrich­e oppure orientarsi verso una struttura irregolare, valorizzat­a da un’adeguata illuminazi­one esterna in grado di far risplender­e la vegetazion­e e gli arredi di design. «Ogni giardino è diverso, - spiega Damsteeg - è un percorso emozionale da vivere che rispecchia sempre chi lo abita. Per questo ci vuole abilità nel trasformar­lo». In fondo è il posto giusto per riprendere fiato.

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