La pic­co­la ca­sa nel­la pra­te­ria

Nel­la se­de di WHO’S WHO , in un par­co pie­no di edi­fi­ci d’au­to­re, una ca­pan­na di tron­chi in­vi­ta a pen­sa­re.

AD (Italy) - - Discoveries. - VI­TRA di RU­BEN MODIGLIANI Bloc­khaus Bloc­khaus ndr)

Tho­mas Schütte, ART PROJECTS Nel­la col­le­zio­ne di ar­chi­tet­tu­re che è il Vi­tra Cam­pus di Weil am Rhein è da po­co spun­ta­ta una ca­set­ta in tron­chi di le­gno. Con quel­le del­le fia­be ha po­co in co­mu­ne: pian­ta esa­go­na­le, sa­go­ma ir­re­go­la­re, tet­to in te­go­le me­tal­li­che. Ha una so­la aper­tu­ra, sen­za por­ta, e al suo in­ter­no due pan­che e, al cen­tro, una scul­tu­ra-fon­ta­na in ar­gil­la smal­ta­ta. È la dell’ar­ti­sta Tho­mas Schütte, «uno spa­zio di so­prav­vi­ven­za, che as­sol­ve fun­zio­ni pri­ma­rie: pro­teg­ge, of­fre ri­po­so, dis­se­ta», spie­ga l’au­to­re. Una ri­fles­sio­ne sul si­gni­fi­ca­to dell’ar­chi­tet­tu­ra. È dall’ini­zio del­la sua car­rie­ra che Schütte rea­liz­za mo­del­li di strut­tu­re abi­ta­ti­ve. «Nei pri­mi an­ni ’80 il cli­ma era te­so, si te­me­va una nuo­va guer­ra mon­dia­le. E ho ini­zia­to a crea­re scul­tu­re che era­no dei bun­ker in mi­nia­tu­ra», ri­cor­da. La è la re- Bloc­khaus aliz­za­zio­ne in sca­la rea­le di un mo­del­li­no re­cen­te, espo­sto nel 2016. Da do­ve vie­ne que­sta fa­sci­na­zio­ne per il co­strui­re? «Arte e ar­chi­tet­tu­ra so­no co­me fra­tel­lo e so­rel­la, ognu­no mol­to ge­lo­so dell’al­tro. So­no en­tram­bi dei lin­guag­gi, e dei due quel­lo dell’ar­chi­tet­tu­ra è for­se quel­lo più com­pren­si­bi­le da tut­ti». Sull’es­se­re pre­sen­te in un luo­go co­me il Vi­tra Cam­pus, Schütte ha idee pre­ci­se: «Ha 350mi­la vi­si­ta­to­ri all’an­no, più del­la Fon­da­zio­ne Beye­ler (con in col­le­zio­ne ope­re di Pi­cas­so, Mi­ró e al­tri gi­gan­ti, che è qui vi­ci­no. È un gran­de pro­gram­ma di edu­ca­zio­ne vi­si­va, do­ve l’arte ha avu­to da su­bi­to il suo po­sto: ero an­co­ra stu­den­te quan­do ve­ni­va in­stal­la­ta la gran­de scul­tu­ra di Ol­den­burg al suo in­gres­so. E poi i mo­bi­li che ven­go­no pro­dot­ti qui per me so­no co­me arte. So­lo più a buon mer­ca­to».

na­to nel 1954, ha stu­dia­to all’Ac­ca­de­mia di Bel­le Ar­ti di Düs­sel­dorf sot­to Ge­rhard Ri­ch­ter e Fri­tz Sch­we­gler. La sua ope­ra è mar­ca­ta da una gran­de ver­sa­ti­li­tà: scul­tu­ra, pit­tu­ra, di­se­gno. Da sem­pre in­te­res­sa­to all’at­to del co­strui­re, dai pri­mi an­ni ’80 rea­liz­za mo­del­li ar­chi­tet­to­ni­ci. Ar­che­ti­po rein­ven­ta­to. La di Tho­mas Schütte nel Vi­tra Cam­pus di Weil am Rhein: a pian­ta esa­go­na­le, è rea­liz­za­ta in tron­chi di pi­no nor­di­co non trat­ta­to, che col tem­po as­su­me­rà un co­lo­re gri­gio. Il tet­to è in te­go­le in zin­co ti­ta­nio.

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