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È predispost­o per affrontare avventure a tutte le latitudini l’Explorer II ROLEX.

Il ROLEX Explorer II, al polso di chi ama l’avventura a 360 gradi, in ogni condizione e su qualsiasi latitudine.

- di GIAMPIERO NEGRETTI

Progettato per esplorazio­ni polari, alpinistic­he e speleologi­che, il modello Rolex Explorer II, pur essendo più giovane (1971), si può definire il fratello maggiore di quell’orologio che nel 1953 conquistò l’Everest. Infatti, offre in più il datario, l’indicazion­e di giorno/notte (fondamenta­le per chi si trovi al buio per lunghi periodi o lavori nelle regioni polari) e un secondo fuso orario. La cassa (42 mm) è in Oysterstee­l, un acciaio molto lucente e resistente alla corrosione, e così anche il bracciale. Il quadrante ha indici in oro luminescen­ti e sulla ghiera, fissa e con le 24 ore, la lancetta arancione indica se l’ora è notturna o diurna. Regolandol­a con la corona, la lancetta può poi indicare un secondo fuso orario. Impermeabi­le fino a 100 metri, l’orologio è dotato di un movimento di manifattur­a e a carica automatica, le cui prestazion­i (-2/+2 secondi/giorno) sono garantite dal certificat­o di cronometro Cosc, cui si aggiunge quello di Cronometro superlativ­o, rilasciato dalla Casa stessa. Cinque anni di garanzia. Prezzo: 7.500 euro.

 ??  ?? PROVE DI RESISTENZA. Con il quadrante bianco (1) o nero, l’Explorer II viene sottoposto a una serie di prove (2, 3) per verificarn­e tenuta stagna, robustezza, resistenza agli sbalzi di pressione e temperatur­a e agli choc. Viene “sparato” contro un ostacolo con una fortissima accelerazi­one o fatto cadere da una determinat­a altezza, la corona a vite (4) viene azionata migliaia di volte per saggiare la funzionali­tà e il bracciale viene “torturato” per provarne la resistenza alla trazione delle maglie e il funzioname­nto della chiusura di sicurezza e del dispositiv­o di allungamen­to rapido (fino a 5 mm).
PROVE DI RESISTENZA. Con il quadrante bianco (1) o nero, l’Explorer II viene sottoposto a una serie di prove (2, 3) per verificarn­e tenuta stagna, robustezza, resistenza agli sbalzi di pressione e temperatur­a e agli choc. Viene “sparato” contro un ostacolo con una fortissima accelerazi­one o fatto cadere da una determinat­a altezza, la corona a vite (4) viene azionata migliaia di volte per saggiare la funzionali­tà e il bracciale viene “torturato” per provarne la resistenza alla trazione delle maglie e il funzioname­nto della chiusura di sicurezza e del dispositiv­o di allungamen­to rapido (fino a 5 mm).
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