AD (Italy)

GLI ABITANTI

ALCUNI DEGLI ESSERI UMANI CHE POPOLANO I LUOGHI DI QUESTO NUMERO

- DI GEORGE PELECANOS

George Pelecanos

Statuniten­se di origini greche, è autore di 21 romanzi premiati in tutto il mondo. Prima di dedicarsi alla scrittura ha lavorato come lavapiatti, barista, commesso specializz­ato in scarpe da donna, cuoco. È sceneggiat­ore di serie tv come The Wire e The Deuce. Con SEM ha pubblicato L’uomo che amava i libri e, da pochissimo, la raccolta di racconti Martini Shot. La casa per lui è il luogo del ritorno, della stabilità e degli affetti. Dove ci si sente protetti dai pericoli del mondo esterno. La casa perfetta ci rispecchia e ci assomiglia.

La settimana scorsa ho concluso l’acquisto di una casa in un sobborgo di Washington, D.C. Durante la trattativa, gli agenti immobiliar­i ancora una volta non hanno fatto cenno alla storia della proprietà, ma la gente qui intorno sa. Anch’io sono cresciuta in zona, quindi sono ben consapevol­e degli eventi.

Nel 2002, un detenuto in libertà vigilata, in un tentativo di rapina a mano armata, ha colpito a morte con la pistola un bambino di 10 anni e ha ucciso suo padre all’interno della casa. Nel 2009, un dirigente delle assicurazi­oni è stato assassinat­o in quella stessa casa da un giovane con il quale aveva organizzat­o un incontro su una chat online. Quando aveva acquistato la casa, l’assicurato­re non era stato informato degli omicidi avvenuti nel 2002.

Così, nell’arco di sette anni, ci sono state tre vittime di omicidio nella stessa proprietà, che è diventata famosa come “Casa omicidi”. Sul sito web che aveva attirato la mia attenzione, gli agenti immobiliar­i la descriveva­no come «una casa coloniale in mattoni con 4 camere da letto, 2 bagni e mezzo, un garage e un posto macchina in strada, nuovi elettrodom­estici in acciaio inossidabi­le e piani di lavoro in granito, moquette di lusso e pavimenti in parquet». Una giornalist­a della TV locale ha avuto notizia della vendita e ha raccontato nei dettagli la storia violenta della casa nella trasmissio­ne della sera. Così sono venuti in visita molti curiosi, ma nessun acquirente. Di conseguenz­a, il prezzo richiesto è stato notevolmen­te ridotto, fatto che mi ha reso possibile acquistare la mia prima casa. Non ho paura di viverci, così come non ci penso due volte a percorrere strade dove sono avvenuti incidenti mortali. Continuo a usare i marciapied­i dove persone di mezza età e anziani sono morti d’infarto. Un sacco di gente sceglie di morire nel proprio letto, nella propria casa. Io dormirei senza alcun problema nella camera da letto in cui è morto qualcuno. Ho dei progetti per questa casa. Non sono stata invogliata dai dettagli tanto pubblicizz­ati (non mi interessa la moquette “di peluche”, per esempio), ma nella mia mente ho visto cosa si poteva realizzare con i materiali. So già che cambiament­i farò.

Stanze dipinte con colori vivaci, nuove persiane, una veranda con ventilator­i a soffitto, un nuovo portico sulla porta d’ingresso ridipinta. Non vedo l’ora di iniziare. Mio padre mi ha manifestat­o le sue riserve, a me, la sua unica figlia. Ha espresso le sue preoccupaz­ioni parlandomi del valore di rivendita. So che trova inquietant­e che io compri una casa come questa, dove sono avvenuti tre omicidi. Si immagina grida di angoscia che riecheggia­no nel profondo della notte, spiriti che vagano per i corridoi, cose così. Una casa infestata.

Ma io non credo nei fantasmi. Credo nelle possibilit­à. George Pelecanos è autore di 21 romanzi premiati in tutto il mondo e sceneggiat­ore di famose serie TV come The Wire e The Deuce. In Italia SEM ha pubblicato L’uomo che amava i libri e, da pochi giorni, il nuovo romanzo Martini shot.

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