BA­CI RU­BA­TI

Sto­ria di un’av­ven­tu­ra. Po­che pa­ro­le, mol­ti sguar­di e la se­du­zio­ne dell’Hau­te Cou­tu­re Cha­nel in un ca­ro­sel­lo pa­ri­gi­no di due gior­ni do­ve la bellezza ap­pa­re e scom­pa­re come un mi­rag­gio da in­se­gui­re

Amica - - PORTFOLIO - Te­sto Ila­ria Ber­nar­di­ni Foto Mar­tyn Thomp­son

al cie­lo Pa­ri­gi è d’argento. Lei scen­de dal­la sca­let­ta dell’ae­reo e si striz­za nel cap­pot­to: me­no qual­che gra­do, il vento del nord, la sve­glia co­sì pre­sto. Le la­cri­me nei suoi oc­chi so­no l’ef­fet­to del freddo ma an­che del­la felicità di es­se­re in Fran­cia que­sta mat­ti­na. Il trol­ley al se­gui­to e il bau­le del ta­xi che si chiu­de: in­fi­la le cuf­fie al­le orec­chie e ascolta can­tau­to­ri fu­mo­si e romantici mentre la cit­tà si av­vi­ci­na. La co­lon­na so­no­ra è una de­ci­sio­ne lu­ci­da: per­der­si. All’ho­tel in rue Cam­bon tro­va l’in­vi­to per la sfi­la­ta del­la Cou­tu­re Cha­nel. È un in­vi­to bel­lis­si­mo, un ori­ga­mi bianco che si apre per lei. Si fa la doc­cia, si cam­bia. Cam­mi­na da so­la ver­so il Grand Pa­lais e per via dei tac­chi che ha mes­so e per via del suo sguar­do che si per­de in pla­ce de la Con­cor­de non si con­cen­tra sul­la strada, co­sì in­ciam­pa ad at­tra­ver­sa­re. Le macchine le sfrec­cia­no vi­ci­ne. L’Étoi­le che ap­pa­re da ter­ra è un mi­rag­gio. E an­co­ra le la­cri­me le riem­pio­no gli oc­chi e an­co­ra so­no la­cri­me del vento. O for­se adesso so­no an­che la­cri­me di do­lo­re, la ca­vi­glia si è stor­ta­ta, ca­de­re per ter­ra fa co­mun­que ve­ni­re da piangere, a quat­tro an­ni e a 20, a 40, a 60, sem­pre. Un uo­mo la aiu­ta, ha la si­ga­ret­ta in boc­ca e sor­ri­de. Ha gli oc­chi chia­ri, sor­ri­de an­co­ra. An­che lei al­lo­ra sor­ri­de. Lui la ac­com­pa­gna all’al­tro la­to del bou­le­vard, la aiu­ta a se­der­si su una pan­chi­na e le chie­de se va tut­to be­ne e lei ri­spon­de che va tut­to be­ne. Si sor­ri­do­no an­co­ra. Lui guar­da se il verde è ar­ri­va­to e il verde è ar­ri­va­to. Au re­voir, le dice. Au re­voir, dice an­che lei a lui. Lui la guar­da an­co­ra e si vol­ta an­co­ra e la­scia che il se­ma­fo­ro tor­ni ros­so per­ché de­ve dir­le che non è che vuo­le es­se­re scor­te­se, è che è in ri­tar­do as­so­lu­to. Cer­to ca­pi­sco, ca­pi­sco, gli dice

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