Amica

KYO­TO

- Te­sto Um­ber­to Pa­sti Foto Jac­que­li­ne Has­sink

Es­se­re a con­fron­to con la bellezza, per noi oc­ci­den­ta­li, è un’espe­rien­za un po’ ter­ri­bi­le. La bellezza del kou­ros, la bellezza di Giot­to e quel­la di un giar­di­no come Ver­sail­les han­no una pe­ren­to­rie­tà in cui echeg­gia la vo­ce dell’uo­mo che disperatam­ente pro­du­ce una for­ma e la strap­pa al­la mor­te (e la “fa­ci­li­tà” e la “felicità” dell’ar­te, ad ave­re un po’ di oc­chio e di orec­chio, al­tro non so­no che una con­ti­nua ga­vot­ta in bi­li­co sull’abis­so). La fa­ti­ca del­la bellezza, il gio­go del­la bellezza, la gio­ia del­la bellezza, la bellezza del­la bellezza, ci ram­men­ta­no tut­to il tem­po che il no­stro paradiso, chis­sà poi per­ché, si tro­va nel mon­do ma non qui. E quel­la di es­se­re fuori dal paradiso è la ma­lat­tia mor­ta­le dell’Oc­ci­den­te. Guar­dan­do que­ste foto di giardini di Kyo­to, in paradiso tor­nia­mo: e pro­ba­bil­men­te ci vi­vrem­mo per il re­sto dei no­stri gior­ni, se su uno

 ??  ?? In per­fet­to equi­li­brio tra in­ter­no ed ester­no, tra pre­sen­te e fu­tu­ro, i giardini giap­po­ne­si so­no la pro­va chesi può rea­liz­za­re l’ar­mo­nia as­so­lu­ta
In per­fet­to equi­li­brio tra in­ter­no ed ester­no, tra pre­sen­te e fu­tu­ro, i giardini giap­po­ne­si so­no la pro­va chesi può rea­liz­za­re l’ar­mo­nia as­so­lu­ta

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