JETS

LASSù, IN ALTO, SFRECCIA LA LIBERTà FREE­DOM FLIES HIGH

Avion Luxury International Airport Magazine - - CONTENTS - di/ by Franco Bruno

Davvero lon­tano quel 17 dicem­bre 1903, in cui i fratelli Wright er­ano rius­citi a tenere in aria per 12 sec­ondi (e 36 metri) il mitico “Flyer”. Oggi, nella sta­gione del post mod­erno, dove la tec­nica ha fagoc­i­tato ogni cosa e tutto si è ve­lo­ciz­zato, i dati con­tano, come le cifre. Se­condo Fligh­tradar 24, il sito svedese leader nel trac­cia­mento di ve­liv­oli, la flotta in volo che vi­ag­gia in ogni is­tante (con­tem­po­ranea­mente du­rante la gior­nata) so­pra le nos­tre teste su­pera in me­dia 9.728 aerei con a bordo 1,2 mil­ioni di per­sone. Ma nel mondo dei jet tutto questo si rib­alta. L’es­clu­siv­ità si fa spazio e per­me­tte ad uo­mini d’af­fari e fly­ers ap­pas­sion­ati di vi­vere es­pe­rienze uniche. Lo sa bene Gulf­stream che, nel pre­sentare all’Aero­porto di Or­lando Ex­ec­u­tive, con an­nessa mostra all'Or­ange County Con­ven­tion Cen­ter, i nuovi G500 e G600 ha ridefinito gli stan­dard di si­curezza, tec­nolo­gia avan­zata e prestazioni. La pro­get­tazione dig­i­tale, pro­posta ai vis­i­ta­tori, su planime­trie a grandezza nat­u­rale, di sedili su ma­te­ri­ali, stili e col­ori di­versi, la dis­po­sizione posti, l’es­pe­rienza al posto di pi­lotag­gio del Sym­me­try Flight Deck™, in­no­va­tivo side­stick di con­trollo at­tivo del set­tore e in­ter­facce dell’avion­ica touch-screen, sono soltanto il pres­ti­gioso bigli­etto da visita del Gulf­s­tram G600. Il de­sign

ras­tremato, nel mix ala-cel­lula-cabina, “veste” un jet in­eguagli­a­bile nell’of­frire ai 19 passeg­geri a bordo (ma an­che nella soluzione 8 più 4 mem­bri dell’equipag­gio) el­e­menti di com­fort e spazi inusi­tati, men­tre si vola so­pra i 15.545 metri (51.000 piedi) d’al­ti­tu­dine, sospinti da poderosi Pratt & Whitney (mo­tori pro­get­tati per op­er­are 10.000 ore) ad una ve­loc­ità di crociera a lungo rag­gio di Mach 0,85, in es­trema si­curezza gra­zie al nuovo SVE sul dis­play da­vanti al pi­lota e ad un cal­i­brato sis­tema di volo ™In­tel­li­genza-by-Wire. Flessibil­ità come con­cetto di base. Di­vani con­vert­ibili in letti, tavoli per con­ferenze, alles­ti­mento doc­cia, nelle quattro aree ad alta tec­nolo­gia (in­ter­net e con­trollo il­lu­mi­nazione a fi­bre ot­tiche) della cabina più lunga della cat­e­go­ria, fas­ci­ata da 14 finestre panoramiche. Ma è con Em­braer Prae­tor 500 e Prae­tor 600 che la nozione di Busi­ness Jet di me­die di­men­sioni prende corpo, con il primo (il più ve­loce della cat­e­go­ria) ca­pace di trasvolare dalla costa oc­ci­den­tale degli USA fino in Europa, 3.250 miglia nau­tiche (6.019 km), a dif­ferenza dell’al­tro con i suoi 7.223 km (3.900 miglia nau­tiche). Ed è uno sfol­go­rìo di tec­nolo­gia, dal pan­nello di vi­su­al­iz­zazione in­for­mazioni di volo, ai dis­pos­i­tivi Honey­well Ova­tion Se­lect, al Gogo Avance L5, per tutti in cabina, ad alta con­net­tiv­ità su banda Ka di Vi­asat con ve­loc­ità fino a 16 Mbps e IPTV (un’es­clu­siva per questo tipo di fas­cia). Fino alla suite avion­ica (nel Prae­tor 600) d’avan­guardia del Rock­well Collins Pro Line Fu­sion: quattro dis­play LCD, con pi­ani­fi­cazione grafica del volo, con­trollo traf­fico aereo, ca­pac­ità pred­it­tiva di wind shear radar, e guida per vi­sione sin­tet­ica. Il con­fort er­gonomico a bordo, cel­e­brato da un in­te­rior de­sign mod­ello Bossa Nova (Em­braer è brasil­iana), che im­prezio­sisce uno spazio al­largato con otto poltrone club re­clin­abili (toi­lette sul retro e vano bagagli), si ar­ric­chisce di un sis­tema Fly-by-Wire, di un video (opzionale) ad alta definizione, suono sur­round, e di una sen­si­bile riduzione della tur­bolenza. All’in­segna del pieno re­lax e dell’im­patto eco­logico, gra­zie an­che ai due tur­bo­fori Honey­well HTF 7500E, con ri­dotto con­sumo di car­bu­rante (per Prae­tor 600). E, ad ono­rare al meglio la memo­ria di Serge Das­sault, “an­ima” vi­sion­aria del gruppo, ec­colo, il Das­sault Fal­con 6X, in avan­zata fase di pro­get­tazione e sviluppo e pronto per la con­segna nel 2022, men­tre pro­ce­dono i test di cer­ti­fi­cazione del mo­tore PW812D con rel­a­tive prove al banco. Nes­sun al­tro aereo com­mer­ciale avrà una sezione sim­ile: alta (6 piedi e sei pol­lici) ed ampia (8 piedi e sei pol­lici). Nel pro­gramma ser­rato di “com­po­sizione” del ve­liv­olo è pre­vista un’ala pro­fi­lata (a bordo d’us­cita curvo), per ridurre l’ef­fetto tur­bolenza, in­sieme a flap at­tivi ad alta ve­loc­ità, nel du­plice com­pito lembi-alet­toni, gestiti da un com­p­lesso in­te­grato Dig­i­tal Flight Con­trol Sys­tem (DFCS). E, su tutto, un quadro di manuten­zione per l’au­to­di­ag­nosi in tempo reale: il Fal­conS­can a con­trol­lare ben 100.000 parametri. Con in più, il Fal­con Eye, il primo dis­play head-up (HUD), che for­nisce un data­base con im­mag­ini reali e rielab­o­razioni sin­tetiche, vera e pro­pria rivoluzione nel campo della si­curezza del volo in con­dizioni me­tere­o­logiche dif­fi­cili. Se poi, il posto guida, si al­lunga in al­tezza, al­larga la fine­s­tratura del 30%, e la cabina of­fre spazio a 12-16 passeg­geri sud­di­visi in tre aree, ri­con­ducibili ad una serie di opzioni tra in­gresso-zona ri­poso equipag­gio-sa­lone pos­te­ri­ore, lucernario su zona cucina e con­dizioni di mas­sima silen­ziosità, si com­prende come l’at­ten­zione ris­er­vata a bordo sia di al­tissimo tenore, in uno spazio inusi­tato fas­ci­ato di so­bria el­e­ganza. L’alta tec­nolo­gia si sposa con la meti­colosità costrut­tiva, per jet ve­loci come il ful­mine, con la cura del par­ti­co­lare a vantare carat­tere di pri­or­ità. Per­ché in un panorama sostanzial­mente mu­tato negli ul­timi anni, sono i det­tagli a fare la dif­ferenza. Det­tagli di classe, nat­u­ral­mente. Per volare in piena libertà.

Newspapers in English

Newspapers from Italy

© PressReader. All rights reserved.