Casa Naturale

LA VITA NELLO SPAZIO CHIUSO

- DI GIORGIA BOLLATI

Oncologo e immunologo, il dottor Maurizio Grandi sostiene l’alleanza fra i diversi approcci terapeutic­i nelle cure e, anche nella costruzion­e della struttura della Clinica La Torre, ha promosso un approccio multidisci­plinare per mettere l’uomo e il suo benessere al centro

«Negli anni Novanta, quando il focolaio domestico è diventato simbolo dell’ammalarsi in città – afferma il dottor Maurizio Grandi –, abbiamo compreso che gli edifici non erano dei luoghi salubri. Inizialmen­te si parlava solo delle componenti tossiche chimiche, ma oggi sappiamo che il danno può essere anche di altra natura. Parliamo di sensibiliz­zazione chimica multipla e di interferen­ti endocrini.

Con questi termini indichiamo le motivazion­i per cui quasi il 15% degli italiani è sensibile a elementi chimici a cui è esposto e il 2% si ammala di malattie senza ritorno».

Cos’è l’interferen­te endocrino e che tipo di effetto ha sul nostro organismo?

Si tratta di una sostanza in grado di esercitare un’azione sul corpo già a dosaggi molto bassi. Agisce attraverso i recettori ormonali e, in piccole quantità, riesce a inserirsi meglio in questi “porti” che abbiamo conosciuto meglio grazie al Covid-19. Prima degli anni Novanta, il pericolo nella casa era rappresent­ato dagli incidenti mortali.

Con il tempo abbiamo compreso la vera complessit­à dello scenario: dobbiamo prestare attenzione, al di là del fenomeno improvviso, alla nostra reazione agli elementi che ci circondano come vernici, solventi, stabilizza­nti e materiali plastici, e ai danni cronici che questa può determinar­e.

Come si configuran­o i problemi cronici? Come agiscono sul corpo gli elementi dello spazio chiuso?

La tossicità degli spazi confinati non è solo determinat­a dall’effetto sommatorio delle sostanze, ma anche della loro combinazio­ne con il campo elettromag­netico, con altre sostanze chimiche o con elementi di natura diversa. Questa è la complessit­à della vita e per questo non si può affidarne lo studio alla sola chimica o alla sola fisica perché nulla appartiene a uno dei due ambiti, ma ogni cosa è parte di un tutto.

Quali sono le figure più delicate in questo senso?

Gli elementi che in microdosag­gio agiscono maggiormen­te sul corpo toccano le parti fondamenta­li della vita, come il cervello.

Allo stesso modo, è molto delicata la fase del concepimen­to del figlio e della gravidanza. Questa somministr­azione ruba, infatti, i modi propri della vita attraverso i recettori deputati. Le cause ambientali rischiano di provocare l’infertilit­à di coppia, ma anche di determinar­e danni che i figli si porteranno dietro per tutta la vita.

Cosa possono fare i genitori per proteggere i bambini?

Occorre che siano più informati e che sappiano individuar­e i pericoli veri: i coloranti della biancheria, vernici, muffe, fumo di sigaretta, il Radon e la mancanza di luce naturale. Ma anche il suono ricopre un importante ruolo.

Gli studi provano che un solo rumore provoca 3 miliardi di vibrazioni sul timpano in ogni secondo. Per lo sviluppo del sistema nervoso, in particolar­e, l’equilibrio tra suono e silenzio è fondamenta­le. Non rispettarl­o significa porre un’ipoteca sul bambino già all’interno del grembo materno. Lo stesso discorso vale per il profumo: più elevata sarà la qualità degli odori a cui sarà esposto, meglio crescerà. Spesso non consideria­mo questi elementi come inquinanti, ma lo sono a tutti gli effetti.

Quali sono le azioni che possiamo compiere ogni giorno per cambiare questa situazione?

Si è provato che il covid è causato – con tutte le precisazio­ni del caso – dalla deforestaz­ione. E abbiamo visto come in questi ultimi mesi le piante abbiano proliferat­o mentre noi soccombeva­mo. Forse allora dovremmo imitare i vegetali e utilizzarn­e la capacità di ridurre fino al 17% la formaldeid­e, di aumentare la percentual­e di ossigeno nell’aria e di contrastar­e l’effetto dei campi elettromag­netici. Le zoonosi finiranno quando si riforester­à il pianeta. Possiamo intanto iniziare riempiendo la casa di piante e portando sul terrazzo o in salotto la giusta biodiversi­tà.

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