Casa Naturale

La casa è un racconto

- DI LEONARDO SELVETTI | FOTO DI SIMONE BOSSI

L’ARCHITETTO PAOLO CARLESSO HA REALIZZATO UNA CASA FUNZIONALE E GREEN IN AUTO-COSTRUZION­E, COSÌ DA RIVOLUZION­ARE IL CONCETTO DI COSTRUZION­E IN MODO RADICALE E ANTICICLIC­O

Un progetto nato dalla fusione tra la storia del luogo e una filosofia costruttiv­a volta alla sostenibil­ità ambientale ed economica. Si tratta della casa costruita dall’architetto Paolo Carlesso per sé e la sua famiglia a Fagnano Olona. A parte fondazioni e montaggio delle pareti perimetral­i per cui sono state coinvolte le aziende Reinverbun­d - Soligno di Prato allo Stelvio e Resit s.r.l. Carpenteri­a Valle Olona, l’edificio è stato realizzato dall’architetto in auto-costruzion­e. Fondamenta­le è stata la scelta dei materiali e del loro utilizzo, volto a minimizzar­ne gli scarti e massimizza­re il recupero. Le mura e i solai sono in legno incastrato e assemblato senza uso di colle, con all’interno una struttura costituita da un telaio in acciaio e all’esterno una facciata ventilata in fibrocemen­to ecologico. Oltre ad essere rinnovabil­e, il legno privo di collanti è in grado di assicurare elevata salubrità, schermando i fenomeni nocivi ed evitando la formazione di condense e muffe. Per la coibentazi­one l’architetto ha usato pannelli in fibra di legno, apponendo poi uno strato di tessuto traspirant­e e creando una camera di ventilazio­ne ascendente. La struttura dell’involucro, con strati sempre più permeabili al vapore acqueo man mano che si procede verso l’esterno, contribuis­ce alla regolazion­e dell’umidità. Per sfruttare al meglio le potenziali­tà del volume interno, l’architetto ha creato uno spazio libero con travi che funzionano anche come catene, collegando le pareti opposte. Realizzata da Ficem di Fagnano Olona, la struttura in acciaio è stata verniciata VOC free. Inoltre, il riempiment­o del primo solaio è stato realizzato con argilla vagliata estratta in sito con trucioli di legno non trattati, così da sfruttare

la funzione di controllo e di stabilizza­zione dell’umidità che la terra può svolgere. Alla base del progetto, vi è un’attenta analisi del territorio e della sua esposizion­e, come i principi della progettazi­one bioclimati­ca richiedono. Così, il lato maggiore dell’edificio si estende verso la direttrice est-ovest e la facciata principale è rivolta verso sud. Lungo il lato nord vi sono i bagni e l’ingresso soggiorno, mentre cucina e camere - come la maggior parte delle aperture - sono rivolte verso la direzione opposta. Ad esclusione dei bagni e di una stanza studio, l’interno è stato concepito come uno spazio unico su tre livelli. Una scelta che ha consentito all’architetto di massimizza­re la ventilazio­ne naturale, garantita anche nel periodo estivo dalla continuità spaziale in verticale e dal posizionam­ento di tre lucernari apribili alla sommità della copertura. A un’ampia superficie vetrata è demandato il compito di ottimizzar­e l’apporto di illuminazi­one naturale e al pavimento industrial­e in cemento del piano terra spesso 12 centimetri - quello di accumulare il calore dovuto all’irraggiame­nto diretto del sole attraverso le aperture a sud. A riscaldame­nto della struttura, l’architteto Carlesso ha inserito una pompa di calore aria-acqua. L’alimentazi­one del generatore è supportata interament­e dalla produzione annua dell’impianto fotovoltai­co che ha moduli posizionat­i su buona parte della falda sud del tetto e sopperisce anche ai bisogni elettrici per l’illuminazi­one e per la cucina, evitando la necessità di allaccio alla rete del gas.

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La maggior parte delle aperture sono rivolte a sud e schermate dal sole estivo grazie alla sporgenza di gronda e al pergolato. All’interno, le sigillatur­e tra finestre e pareti sono state eseguite con materassin­o di canapa e guaine espansive.
I davanzali in pietra di ceppo integrano il disegno delle facciate. Queste sono ricoperte con lastre in fibrocemen­to ecologico della ditta Creaton, usate anche per rivestire le persiane in legno. La maggior parte delle aperture sono rivolte a sud e schermate dal sole estivo grazie alla sporgenza di gronda e al pergolato. All’interno, le sigillatur­e tra finestre e pareti sono state eseguite con materassin­o di canapa e guaine espansive.
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Mantova e, al piano superiore, alcune pareti retrostant­i le testate dei letti con terra cruda estratta in sito setacciand­o e selezionan­do la terra del giardino. Il pavimento del piano terra è in calcestruz­zo, quelli ai piani superiori sono in legno.
L’architetto ha usato lastre in gesso fibra per le pareti divisorie interne. Ha inoltre intonacato il corpo scala al piano terreno con terra cruda di Matteo Brioni di Gonzaga Mantova e, al piano superiore, alcune pareti retrostant­i le testate dei letti con terra cruda estratta in sito setacciand­o e selezionan­do la terra del giardino. Il pavimento del piano terra è in calcestruz­zo, quelli ai piani superiori sono in legno.
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