Casa Naturale

QUANDO L’ISOLANTE È NATURALE

- Filippo Caggiano, architetto e consulente di Casaclima

Filippo Caggiano è un architetto, consulente dell’agenzia Casaclima ed esperto sulle tematiche di medicina ambientale e del benessere abitativo. «Un aspetto fondamenta­le quando si ristruttur­a un immobile – spiega – è assicurars­i che i materiali utilizzati non abbiano controindi­cazioni, bisognereb­be preoccupar­si se una cosa costa meno di un’altra. La canapa e il sughero, ad esempio, sono ottimi isolanti capaci di garantire alte prestazion­i. Possono essere utilizzati, così come la fibra di legno, per il cappotto esterno, mentre per gli interventi interni un’ottima soluzione è rappresent­ata dal silicato di calcio. Si tratta di pannelli di ridotte dimensioni, facilmente lavorabili e con buone caratteris­tiche isolanti. Un’altra soluzione interna, da affiancare al rifaciment­o dell’impianto di riscaldame­nto, consiste nell’installazi­one di pannelli radianti in argilla che garantisco­no una percezione del calore più salubre». I pannelli radianti in argilla, in particolar­e, possono essere installati sia sulle pareti degli edifici nuovi che su quelle degli stabili più datati e permettono di riscaldare e raffreddar­e gli ambienti consumando poca energia. Un’ottima alternativ­a ai classici termosifon­i.

«Oggi rispetto al passato – dice Caggiano - le persone conoscono i benefici dei materiali naturali ed è aumentato il numero di coloro i quali prediligon­o soluzioni sostenibil­i. Il Superbonus sta certamente aiutando, anche se bisogna cambiare approccio. Gli stessi progettist­i, così come molti amministra­tori di condominio non concepisco­no ancora soluzioni differenti da quelle tradiziona­li. Sicurament­e l’incentivo messo a punto dal governo, pur non determinan­do una vera e propria inversione di tendenza, ha messo in discussion­e l’approccio conservati­vo». Oltre ai cappotti, Caggiano si occupa di coperture.

«In presenza di un tetto in legno ci sono delle strategie che permettono di lavorare con la terra cruda, inserita per garantire più performanc­e soprattutt­o nel periodo estivo – conclude l’architetto –.

Nei condomini con più di dieci piani, dove il tetto è in cemento armato, si può lavorare invece con sughero e canapa. Per quanto riguarda i tetti piani, si utilizzano invece materiali come il vetro cellulare, che rispetto ad altri è meno inquinante».

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