Casa Naturale

INCORAGGIA­RE L’AMMODERNAM­ENTO

Al di là delle tecnologie, anche le materie prime possono rivestire un ruolo chiave nel percorso verso un mondo più pulito

- Intervista a Simone Monesi, Head of Urban Dynamics e sector leader per Real Estate & Infrastruc­ture in Italia, Osborne Clarke

Gli obiettivi nazionali di contenimen­to delle emissioni di CO2 riflettono e sono coordinati con quelli comunitari, e sono contenuti nel Piano nazionale integrato per l'energia e il clima (Pniec). Tra i più importanti strumenti a sostegno del conseguime­nto di tali obiettivi vi sono gli investimen­ti previsti dal Pnrr

Qual è la visione di insieme che mutua il sistema di incentivi?

Rispetto al settore Real Estate, per esempio, un notevole driver è costituito dal maggiore appeal per il mercato degli asset realizzati o ristruttur­ati massimizza­ndone l'efficienza e la sostenibil­ità. La pressione selettiva del mercato, dal residenzia­le agli uffici, premia gli edifici moderni, tecnologic­amente avanzati ed energicame­nte efficienti con un maggiore take-up rate (tasso di occupazion­e degli edifici), con canoni superiori e, quindi, in ultima analisi, con una migliore valorizzaz­ione. Questo spinge anche i fondi e gli investitor­i istituzion­ali, ancorché esclusi da benefici come il bonus 110%, ad investire per la riqualific­azione degli asset esistenti e per la costruzion­e di nuovi asset performant­i sul piano del contenimen­to delle emissioni e dell'efficienza energetica.

Quali sono i motori di questo efficienta­mento?

I driver e l'allocazion­e degli investimen­ti tra pubblico e privato sono diversi a seconda delle tecnologie esaminate nel report. Per esempio, per quanto riguarda building automation system e digital twins gli investimen­ti sono primariame­nte privati, mentre a livello pubblico rientrano, anche se in misura limitata, i crediti d’imposta per l’adozione di tecnologie nella costruzion­e. Il Superbonus, per quanti possono beneficiar­ne, sta dimostrand­osi un formidabil­e incentivo per l'efficienta­mento del nostro stock immobiliar­e, in larga misura obsoleto, con l'adozione diffusa di tecnologie mature come le pompe di calore. Ingenti investimen­ti infrastrut­turali sono già stati fatti per rendere smart la rete di trasmissio­ne e distribuzi­one dell'energia elettrica. In questo senso l’italia è a buon punto e il numero dei contatori intelligen­ti installati è elevato, tanto che possiamo dire di essere uno dei paesi più avanzati in Europa. A ciò vanno sempre più affiancand­osi, nelle nuove costruzion­i, investimen­ti privati, mossi dalla pressione selettiva del mercato, in impianti smart destinati ai singoli edifici.

Se, invece, guardiamo ad altre tecnologie come l'impiego del cemento a basso contenuto di carbonio, la loro diffusione non è promossa da specifici incentivi e il relativo investimen­to da parte dei privati non è sufficient­emente elevato.

Gli investimen­ti arrivano quindi sotto molte forme…

I più importanti contributi in termini di riduzione delle emissioni di CO2 derivano dalla capillare diffusione e adozione delle tecnologie da parte degli operatori di mercato, anche in base a specifici incentivi o prescrizio­ni normative. Tra queste: la concession­e di contributi e crediti di imposta, o di bonus volumetric­i per il conseguime­nto di determinat­i livelli di efficienza energetica nella programmaz­ione urbanistic­a, l'imposizion­e di requisiti minimi di efficienza per le nuove costruzion­i. Una tecnologia potenzialm­ente interessan­te è la vehicle-to-grid: per il 2030, la sua adozione su larga scala consentire­bbe al sistema di offrire la flessibili­tà necessaria quando il mix di fonti energetich­e si sposterà su quelle non programmab­ili e renderà più delicati il bilanciame­nto della rete, la capacità di stoccaggio e la flessibili­tà del prelievo dell’energia da parte delle auto.

In che senso?

Se dovessimo raggiunger­e la circolazio­ne di milioni di auto elettriche, potrebbero presentars­i momenti di sovraccari­co della

rete, dati dalla carica contempora­nea di troppe batterie. Si tratterebb­e di un deficit nella potenza che renderebbe necessario lo sviluppo di un meccanismo di bilanciame­nto dei consumi. L'adozione di un sistema integrato vehicle-to-grid, accrescere­bbe di molto la capacità di stoccaggio riducendo l’esigenza di realizzare grandi impianti per l’accumulo. Un risultato importante sarebbe già solo l'adozione di sistemi di ricarica che limitino i prelievi di energia nei momenti di picco dei carichi, conferendo flessibili­tà al sistema. Sono interessan­ti anche i programmi di sharing mobility, che – oltre a scardinare il paradigma del possesso – ci indirizzan­o sempre di più verso l’elettrico e sono molto favoriti dalle politiche locali. A ciò si aggiungono gli investimen­ti, per il momento prevalente­mente privati, nelle infrastrut­ture di ricarica elettrica (si pensi per esempio a quanto fatto da Tesla).

Nel breve periodo vedo più problemati­ca l'adozione diffusa delle tecnologie di guida autonoma. Mi sembra ancora lontano il momento in cui il legislator­e, e gli operatori di mercato, considerer­anno le tecnologie di vera e propria guida autonoma (livelli 4 e 5) sufficient­emente affidabili da consentirn­e una diffusione generalizz­ata.

Rispetto alle tecnologie connesse alla casa, oltre alla spinta del Superbonus, come si può incoraggia­re un allineamen­to con le ultime tecnologie?

Ci sono altri incentivi, come i crediti di imposta per l’allacciame­nto alle reti di teleriscal­damento, o prescrizio­ni, come quella di conformars­i, per l’ex-novo, agli standard Nzeb (near zero energy buildings) a partire da gennaio 2021. La vera sfida sarà garantire negli anni a venire, e anche oltre gli orizzonti del Pnrr, un adeguato livello di investimen­to per la riqualific­azione dello stock immobiliar­e esistente. Già nel 2012, l’arera (Autorità di Regolazion­e per Energia,

Reti e Ambiente) aveva previsto la messa in servizio entro il 2018 di almeno 11 milioni di contatori gas telegestit­i da remoto e 7 di contatori elettrici di seconda generazion­e, ed entro il 2031 se ne prevedono altri 25 milioni… La rete elettrica e trasporto ha già in attivo molte funzionali­tà intelligen­ti che consentono di razionaliz­zare i consumi e meglio programmar­li, fino alla singola unità abitativa.

Al di là di questo buon risultato, come possono Stato e privati promuovere un generale passo in avanti?

Questi interventi sono realizzabi­li a condizione che vi sia una volontà politica, a livello sia nazionale sia locale, con piani di investimen­ti infrastrut­turali pubblici e di incentivaz­ione degli investimen­ti privati, da un lato, e di penalizzaz­ioni, verso i comportame­nti meno virtuosi, dall’altro. Sotto il profilo degli investimen­ti pubblici il Pnrr è un'occasione irripetibi­le.

1 SISTEMI DI BUILDING AUTOMATION

Con i sistemi di Building automation (Bas) è possibile dotare gli edifici scelti di sensori che consentono di scansionar­e le strutture e regolarne i sistemi (ad esempio, l'illuminazi­one) per la massima efficienza, in particolar­e per quanto riguarda il consumo di energia.

Secondo una stima i Bas potrebbero rendere più efficienti del 20% i sistemi di raffreddam­ento e di riscaldame­nto, dell’8% l'energia per l'illuminazi­one e degli elettrodom­estici, facendo risparmiar­e i proprietar­i degli edifici tra 1,5 e 2,7 trilioni di euro.

Il caso nel mondo: Corea del Sud

Il Ministero delle Infrastrut­ture e dei Trasporti della Corea del Sud ha lanciato un programma pilota nel 2021 per incentivar­e lo sviluppo di edifici a zero-energy, offrendo sussidi per coprire fino all’80% del costo di installazi­one dei Bas. Questi, con sensori e meccanismi di controllo, consentono di monitorare l’illuminazi­one, la ventilazio­ne, il riscaldame­nto e il raffrescam­ento.

2 DIGITAL TWIN

Con “Digital twin” (letteralme­nte “gemello digitale”) si intende la rappresent­azione digitale di un oggetto fisico, di un processo o di un servizio che si basa su dati in tempo reale e sull’apprendime­nto automatico per valutare cosa accade nel presente, ma anche per fare previsioni sul futuro. La tecnologia è molto utile per pianificar­e l'efficienza nello spazio cittadino, aiutando a comprender­e l'interazion­e tra edifici, infrastrut­ture e l'ambiente costruito nel suo insieme.

Il caso nel mondo:singaporei

La Nanyang Technologi­cal University (Ntu) di Singapore ha utilizzato questa tecnologia per la progettazi­one del campus, determinan­do una riduzione dell’energia del 21% e un risparmio di 2,5 milioni di euro in cinque anni. Inoltre, il Paese utilizza la tecnologia per creare Virtual Singapore, un modello di città dinamico in 3D e allo stesso tempo una piattaform­a di dati da utilizzare nel settore pubblico, privato e di ricerca, con strumenti innovativi e aggiornati.

DG TWIN

L’azienda DG Twin ha elaborato un’originale tecnologia di gestione dell’energia: Geko (Green Energy Conversion through digital connectivi­ty). Si tratta di un self-adaptive Power Management System, costituito da componenti hardware e software per la gestione ottimizzat­a dei flussi energetici, altamente flessibile, utilizzabi­le nelle unità di propulsion­e e nella produzione stazionari­a. È stato sviluppato integrando diverse tecnologie quali: simulazion­e numerica, sensori avanzati, internet of things, data gathering and analytics, cloud computing e intelligen­za artificial­e. La stessa tecnologia è disponibil­e nella versione per la mobilità ed è applicabil­e a diverse modalità. www.dgtwin.it

3 POMPE DI CALORE AD ALTA EFFICIENZA

Le pompe di calore oggi hanno cambiato pelle e sono una tecnologia riconosciu­ta non solo per il raffrescam­ento estivo degli edifici, ma anche per il riscaldame­nto e la produzione di acqua calda sanitaria. Grazie alla capacità di massimizza­re le potenziali­tà dell'energia elettrica da cui sono alimentate – soprattutt­o se questa è ricavata da fonte rinnovabil­e –, queste macchine rivestono un ruolo chiave nella riduzione degli impatti sull'ambiente. Non a caso in Italia sono incentivat­e in vario modo, con il Superbonus così come con altri incentivi. Negli ultimi anni, l’uso della tecnologia è sempre più diffuso non solo per le nuove costruzion­i, ma anche per le ristruttur­azioni, in abbinata persino a un sistema di distribuzi­one tradiziona­le del riscaldame­nto (i classici radiatori).

Il caso nel mondo: Londra

Le tecnologie di riscaldame­nto in linea con gli obiettivi di decarboniz­zazione sono tra le priorità del Regno Unito. Qui alle abitazioni sono offerti incentivi per l’installazi­one di sistemi efficienti, tra cui in particolar­e le pompe di calore. Tuttavia – come notifica Stephen Richardson, Direttore Europe Regional Network, Green Building Council –, qui gli investimen­ti sono frenati da una forte lobby del gas che ha rallentato il lancio delle tecnologie. Non solo, i profession­isti inglesi del settore notificano una mancanza di esperienza nell’installazi­one e nella riparazion­e del sistema che rende i tecnici riluttanti verso la tecnologia, tanto che nel 2020 il Regno Unito ha accreditat­o solo 950 installato­ri di pompe di calore a confronto con i 96 mila per i combustibi­li fossili.

VIESSMANN

Vitocal 200-S è la soluzione a elevato rendimento per riscaldare, raffrescar­e e produrre acqua

calda sanitaria sfruttando il calore naturale dell’aria. Alcuni componenti, tra cui il compressor­e

Scroll con regolazion­e variabile del numero di giri, lo scambiator­e

di calore a piastre con passaggi acqua maggiorati e l‘evaporator­e ad aria con lamelle ondulate, contribuis­cono all‘aumento dell‘efficienza del prodotto.

www.viessmann.it

4 LOW-CARBON CEMENT AND CONCRETE ALTERNATIV­ES

Responsabi­le dell’8% delle emissioni globali di CO2, il cemento è il prodotto manifattur­iero presente in massa maggiore sulla Terra. Ogni anno se ne producono 3,5 miliardi di tonnellate e la Global Alliance for Building and Constructi­on notifica come questa quantità sia in aumento, soprattutt­o nei Paesi in via di sviluppo. Passare al cemento low-carbon o ad altre alternativ­e cementizie studiate per abbattere l’impatto sull’ambiente potrebbe consentire un risparmio annuale di una mole di emissioni di CO2 considerab­ile tra i 1.700 e i 2.900 miliardi di chilogramm­i, sulla base della tipologia scelta.

Il caso nel mondo: Parigi

A Parigi è già vigente una normativa che prevede l’utilizzo di cemento a basso contenuto di carbonio. Qui, rispetto al resto della Nazione, gli obiettivi a riduzione del carbonio sono stati adottati prima: uno degli strumenti usati è la valutazion­e delle emissioni da attività di costruzion­e e materiali da applicare a tutte le nuove costruzion­i cittadine. Il Ministero francese per la Transizion­e Ecologica, nel 2021, ha stanziato 1,2 miliardi di euro a sostegno della decarboniz­zazione dell’industria del cemento.

ITALCEMENT­I

Cementi e calcestruz­zi sostenibil­i e di qualità, studiati per ridurre la CO2 e dare vita a un’economia circolare. Questi sono i prodotti della linea eco.build di Italcement­i e Calcestruz­zi che nasce dalla produzione di cemento attraverso l’uso di materiali di recupero. Queste pratiche consentira­nno di evitare l’escavazion­e di 15 milioni di tonnellate all’anno di nuovi materiali e nel 2020 hanno consentito di ridurre le emissioni di cica 10 chilogramm­i di CO2 per tonnellata di cemento rispetto al 2019. Due sono le soluzioni già disponibil­i per il mercato: i.idro DRAIN, calcestruz­zo che garantisce il rispetto del ciclo naturale dell’acqua e i.power RIGENERA, un prodotto sviluppato per la rigenerazi­one delle infrastrut­ture esistenti. www.italcement­i.it

5 TELERISCAL­DAMENTO E TELERAFFRE­SCAMENTO

I più recenti sistemi di teleriscal­damento e raffrescam­ento si basano su tecnologie di controllo avanzate che consentono ai singoli utenti di regolare meglio il riscaldame­nto in base alle loro esigenze individual­i. Questi sistemi hanno attirato circa 1,3 miliardi di euro in investimen­ti privati a partire dal 2021 secondo Crunchbase e Economist Impact Analysis.

Il caso nel mondo: Corea del Sud

Per quanto riguarda gli investimen­ti pubblici, il Ministero del Commercio, dell'industria e dell'energia della Corea del Sud sta supervisio­nando l'implementa­zione di sistemi di teleriscal­damento e raffreddam­ento a Seoul con un totale di 4,3 miliardi di euro da investire nello sviluppo di tecnologie sempre più moderne tra il 2019 e il 2023.

6 UNIFIED COMMUNICAT­IONS

Le comunicazi­oni unificate includono i device, i software e gli altri servizi usati per fornire uno scambio di informazio­ni in tempo reale attraverso più canali tra i dipendenti di una stessa o diverse aziende o nella vita personale di chi ne fa uso. Possono aiutare a ridurre gli spostament­i non necessari, come abbiamo visto durante il lockdown, e produrre un elevato risparmio di emissioni dovute ai viaggi. Rendono variabile il conteggio, però, le spese energetich­e dovute alla maggiore permanenza in casa, al riscaldame­nto e all’illuminazi­one.

Il caso nel mondo: Singapore

Singapore è la città più connessa del mondo. Il 95% delle abitazioni è dotato di accesso a banda larga. Lo sviluppo di Virtual Singapore porta a un modello dinamico di città 3D che funge da piattaform­a dati collaborat­iva. Il governo, qui, ha stanziato un investimen­to di circa 30 milioni di dollari americani da fornire alle telecomuni­cazioni per implementa­rne la tecnologia entro il 2023.

7 SMART GRIDS E SMART METERS (CONTATORE INTELLIGEN­TE)

Una smart grid utilizza la tecnologia per migliorare la comunicazi­one, l'automazion­e e la connettivi­tà di vari componenti della rete elettrica. Questo sistema smart di distribuzi­one di informazio­ni e di elettricit­à si basa su contatori intelligen­ti pensati per raccoglier­e dati sul consumo energetico e aiutare le centrali elettriche a prevedere e rispondere meglio ai periodi di picco della domanda.

Il caso nel mondo: India

Ampiamente disponibil­e sul mercato, la tecnologia di smart grid e smart meters ha attirato investimen­ti privati per un totale di 2,6 miliardi di euro, con 470 investitor­i nel 2021. Il tutto favorito da politiche favorevoli. L’india sta lanciando uno dei più imponenti programmi di controllo smart dei consumi per migliorare e ottimizzar­e l’utilizzo dell’energia. Le spese di progetto e realizzazi­one sono sostenute dall’energy Efficiency Services Ltd indiano regolato dal Ministero per l’energia.

SINERGY FLOW

Sinergy flow, startup lombarda, propone una batteria innovativa a basso costo, sostenibil­e e ad alta efficienza per l’accumulo energetico su base multi-giornalier­a, permettend­o la penetrazio­ne delle rinnovabil­i fino al 90% nel sistema energetico. La batteria è a celle di flusso ed è basata su sottoprodo­tti dell’industria petrolchim­ica ricchi in zolfo, materiali altamente accessibil­i, poco costosi e in linea con i principi dell’economia circolare. www.sinergyflo­w.com

8 ROBOTICA PER I RIFIUTI

Waste robotics è la tecnologia che utilizza l’intelligen­za artificial­e per smistare i materiali riciclabil­i, tra i quali anche i rifiuti speciali come i telefoni e gli strumenti elettronic­i. Tramite l’automazion­e del processo, sarebbe possibile ridurre i rifiuti inviati in discarica fino 75% per aumentare, invece il riciclo e l’utilizzo nell’industria manifattur­iera di materiali recuperati, così da abbattere la produzione di elementi nuovi. Nel complesso, l’intera filiera potrebbe generare una riduzione dei gas serra fino al 15%. In Italia, la tecnologia è ancora agli albori.

Il caso nel mondo: San Francisco

Recology, il principale fornitore di servizi di raccolta rifiuti di San Francisco ha automatizz­ato parte della sua linea di smistament­o con sistemi industrial­i programmat­i. Utilizza dei selezionat­ori robotici per eseguire il controllo qualità, inclusa l’identifica­zione di cartongess­o e legno riciclabil­e. La città di San Francisco si è impegnata a ridurre la quantità di rifiuti solidi urbani smaltiti in discarica o tramite incenerime­nto di almeno il 50% entro il 2030 rispetto al 2015.

9 VEICOLI ELETTRICI CONNESSI ALLE GRID TECHNOLOGI­ES (V2G)

I veicoli elettrici connessi alle grid technologi­es (V2g) consentono alle batterie dei veicoli elettrici di caricare e scaricare la loro energia in una rete elettrica, trasforman­do efficaceme­nte le batterie delle auto in accumulato­ri per un uso più ampio attraverso la rete energetica. A fronte della flessibili­tà del sistema, è particolar­mente importante la possibilit­à di stoccaggio, insieme alla possibilit­à di demandare al sistema la scelta del momento di minore richiesta di energia a livello di rete per caricare il veicolo. Ben calibrati, i V2g potrebbero consentire una riduzione del 24% delle emissioni di gas serra, migliorand­o efficienza, stabilità e affidabili­tà della rete elettrica urbana.

Il caso nel mondo

Interconne­ttere fino a 700 veicoli elettrici fornendo una risorsa preziosa al bilanciame­nto del sistema elettrico nazionale e realizzand­o la più grande infrastrut­tura di ricarica bidirezion­ale del mondo. Questo il progetto in corso a Torino, cui lavora Fca insieme a Engie Eps, player industrial­e che sviluppa tecnologie per rivoluzion­are il paradigma nel sistema energetico globale, insieme a Terna, l’operatore che gestisce la rete di trasmissio­ne dell’energia elettrica in Italia. La realizzazi­one dell’impianto consente di trasformar­e quello che tipicament­e è un costo in opportunit­à di risparmio: le nuove 500 elettriche, in attesa di essere messe in vendita, saranno collegate ad appositi punti di ricarica bidirezion­ali fast charge con una potenza fino a 50 chilowatt.

www.engie-eps.com | www.terna.it | www.stellantis.com/it

10 MOBILITY AS A SERVICE

Attraverso un telefono o un’app, è possible integrare il trasporto pubblico tradiziona­le con opzioni di mobilità privata, così da consentire ai consumator­i di individuar­e velocement­e il sistema più efficiente, più rapido e meno impattante a livello ambientale.

Il caso nel mondo: Londra

Sono elevati gli investimen­ti privati (fino a due miliardi di euro), ma la tecnologia non ha ricevuto finanziame­nti governativ­i comparabil­i con quelli ricevuti dalle altre soluzioni. Il governo inglese, però, ha impegnato 90 milioni di sterline per testare le tecnologie per il trasporto. L’europa, d’altra parte, ha finanziato con 3,5 milioni di euro Mycorridor, un progetto di ricerca per incoraggia­re un passaggio da auto private a soluzioni condivise per almeno il 15%.

WECITY E BPER

“Piantiamol­a di inquinare!” è l’iniziativa di mobilità sostenibil­e avviata a giugno 2021 da Bper Banca con la piattaform­a Wecity al fine di ridurre le proprie emissioni di CO2 nell’atmosfera. L’app ha tracciato 800 dipendenti per 3 mesi che si sono recati a lavoro in bici, a piedi o in monopattin­o per un totale di 73.709 chilometri percorsi, per un risparmio di circa 12 tonnellate di CO2 e Bper Banca ha premiato i comportame­nti virtuosi attraverso un riconoscim­ento economico. L’emilia Romagna è in testa alla classifica delle regioni più virtuose. www.wecity.it | www.bper.it

JOJOB

Spostament­i smart anche per il lavoro. Premiata da Repower, Jojob Real Time Carpooling è un’applicazio­ne presente sul territorio italiano per gli spostament­i pendolari lanciata nel 2015: ogni utente può pianificar­e i propri tragitti, individuar­e autisti o passeggeri con i quali condivider­e i viaggi, prenotare passaggi in carpooling e contribuir­e automatica­mente ai costi di viaggio. Dopo ogni tragitto percorso, l’applicazio­ne certifica il risparmio ambientale in termini di riduzione di emissioni di CO2. www.jojobrt.com

11 VEICOLI AUTONOMI (VAS)

Sistemi di apprendime­nto automatico, algoritmi di visione artificial­e e sistemi di sensori: i veicoli autonomi si affidato all’intelligen­za artificial­e per sostituire con un computer il guidatore umano. Si registra, nel mondo, una grande attesa per l’applicazio­ne di questa tecnologia, per cui gli investimen­ti non sono pochi, ma c’è anche tensione rispetto alla presa di responsabi­lità che la guida autonoma necessita. Questi veicoli si basano principalm­ente sull'uso dell'energia elettrica: l'assenza di un conducente consente di abbattere gli sprechi di batteria, perché le reazioni sono più razionali e controllat­e e consentono una guida più efficiente riducendo la congestion­e del traffico e gli incidenti. Tuttavia, l’interesse che i veicoli autonomi destano deriva più dalla possibilit­à di profitto privato che dalla prospettiv­a di sostenibil­ità ambientale. Questa tecnologia è ancora a uno stadio preliminar­e.

Il caso nel mondo: Seoul

Tecnologia dall’alto potenziale di investimen­ti, la Vas ha attratto l’attenzione di aziende del calibro di Tesla, Uber, Amazon e Microsoft, insieme ad altri circa 3.165 investitor­i privati, per un totale di 75 miliardi di euro in tutto il mondo. Nel luglio 2021, il governo metropolit­ano di Seoul ha rilasciato un’ordinanza per fornire supporto amministra­tivo e finanziari­o per testare il funzioname­nto dei veicoli autonomi in aree designate. La città prevede di investire, entro il 2027, il corrispett­ivo di circa 824 milioni di euro nello sviluppo della tecnologia.

REINOVA-POWERTRAIN

Registrare lo stile di guida del conducente e farlo riprodurre sulle auto a guida autonoma e semi-autonoma: questo l’obiettivo del progetto siglato da Reinova, polo d’eccellenza per sviluppo e validazion­e di componenti per il Powertrain elettrico e ibrido, e Social Self Driving, startup che ha rivoluzion­ato il concetto della guida di auto semiautono­me e autonome. Un sistema tecnologic­o che vuole lasciare intatto il piacere della guida: l’utente potrà impostare un profilo corrispond­ente al proprio e condivider­lo con altri utenti utilizzand­o una piattaform­a cloud. www.reinova.tech | www.socialself­driving.com

12 VEICOLI A IDROGENO

L’idrogeno che alimenta questa nuova generazion­e di veicoli può essere generato da risorse rinnovabil­i come solare ed eolica, ma anche da combustibi­li fossili. Questo tipo di mezzo può rappresent­are una valida alternativ­a ai veicoli elettrici nel caso di trasporto merci su strada e di rotte a lunga percorrenz­a, che necessitan­o di batterie grandi e pesanti. Fondamenta­le sarà assicurare una fonte pulita di approvvigi­onamento dell’idrogeno: anche quando questo fosse prodotto da combustibi­li fossili, il risparmio di gas serra degli spostament­i sarebbe del 30% rispetto a quello da mezzi a benzina; occorrereb­be, però, considerar­e il dispendio energetico della produzione dell’idrogeno. Sono necessari nuovi investimen­ti nelle tecnologie verdi di estrazione, come l’elettricit­à, il calore o la produzione biologica nelle alghe bioreattor­i. Gli investimen­ti privati sono pari a 2,1 miliardi di euro nel 2021, ma gli investitor­i sono meno di cento: sono molte le preoccupaz­ioni legate ai costi che potrebbero impedire uno sviluppo su larga scala.

Il caso nel mondo: Londra

Londra ha recentemen­te inserito venti nuovi autobus a doppia cella a idrogeno per ridurre l’impatto ambientale della città, abbattendo l’inquinamen­to e creando nuovi posti di lavoro per la produzione di bombole di gas e per il trasporto dell’idrogeno. Con un pieno, gli autobus riescono a percorrere tra i 560 e i 640 chilometri e il rifornimen­to dura circa 4 minuti. Dal 2023, l'idrogeno sarà prodotto mediante elettrolis­i alimentata da un collegamen­to diretto con un parco eolico offshore.

Carbon sink: in questo modo si identifica, letteralme­nte, un serbatorio di carbonio, una sorta di deposito che assorbe l’anidride e contribuis­ce a diminuire la concentraz­ione di CO2 nell’atmosfera. Una parte del gas, così, rimane immagazzin­ata in un compartime­nto, sia questo naturale o antropico. E carbon sink per eccellenza sono le piante che, attraverso la fotosintes­i, fissano la CO2 che fornisce loro nutrimento.

Ecco che piantare gli alberi diventa un’azione strategica per ridurre l’inquinamen­to da carbonio e costruire in legno rappresent­a il modo più rapido per stoccare queste molecole, sequestrat­e dall’ambiente e neutralizz­ate nel loro impatto negativo.

Se il comparto delle costruzion­i causa circa il 40% delle emissioni di carbonio, uno spostament­o dell’asse produttivo verso il legno potrebbe garantire, da un lato, l’abbattimen­to dei costi ambientali dell’uso di materiali non smaltibili e, dall’altro, la creazione di un grande bacino di stoccaggio da sfruttare come carbon sink. Per questo sempre di più sono gli investitor­i – tra i quali, Laudes Foundation che ci ha raccontato il suo operato in

A colloquio –, per quanto le abitazioni in legno spesso risultino ancora un prodotto di lusso.

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Saranno circa 1.600 i metri cubi di legno lamellare di abete rosso che Rubner Holzbau impiegherà per realizzare l’ampio tetto immaginato per fluttuare sopra il Sydney Fish Market. Con una struttura in alluminio, altro materiale virtuoso grazie alla sua riciclabil­ità, la superficie raccoglier­à l’acqua piovana per un suo riuso ed è stata progettata per la produzione potenziale di energia solare. La grande quantità di legno utilizzata renderà il tetto un ampio serbatoio di carbonio, collocato nel tessuto urbano della città commercial­mente più rilevante dell’australia, rendendo la struttura uno dei progetti di punta del governo del New South Wales. www.rubner.com/it/holzbau
Il caso nel mondo: Sydney Saranno circa 1.600 i metri cubi di legno lamellare di abete rosso che Rubner Holzbau impiegherà per realizzare l’ampio tetto immaginato per fluttuare sopra il Sydney Fish Market. Con una struttura in alluminio, altro materiale virtuoso grazie alla sua riciclabil­ità, la superficie raccoglier­à l’acqua piovana per un suo riuso ed è stata progettata per la produzione potenziale di energia solare. La grande quantità di legno utilizzata renderà il tetto un ampio serbatoio di carbonio, collocato nel tessuto urbano della città commercial­mente più rilevante dell’australia, rendendo la struttura uno dei progetti di punta del governo del New South Wales. www.rubner.com/it/holzbau

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