Classic Rock (Italy)

Lemmy per sempre

I Motörhead non ci sono più, ma il loro pubblico è sempre lì ad aspettarli. Mikkey Dee parla di EVERYTHING LOUDER FOREVER.

- Intervista: Luca Fassina

Quando nel 1992 Mikkey Dee entra nei Motörhead, ha già alle spalle un’esperienza con King Diamond e Don Dokken. Sostituire Phil Taylor non è facile, eppure lui riesce a farsi amare da subito. Oggi suona negli Scorpions, ma la sua anima è ancora molto vicina al compianto Lemmy.

Cosa ti manca di più di quegli anni?

Eravamo una grande famiglia. Io, Phil e Lemmy con la crew e tutti gli altri, Todd Singermann, Neal, Barry Drinkwater… sempre assieme, non si abbandonav­a mai nessuno, Lemmy insisteva molto su questo. Era un’unione che non ho mai visto da nessun’altra parte, in nessun’altra band. Oggi suono in un’altra grande famiglia, ma è diverso.

Come avete scelto le canzoni di questa compilatio­n?

La BMG ci ha proposto una serie di pezzi. Avrei potuto trovare una mezza dozzina di canzoni da aggiungere, ma… quali togliere? È impossibil­e soddisfare tutti. Io sono soddisfatt­o, credo sia un buon prodotto, bella copertina, bella tracklist. Nella nostra storia, quando non avevamo i diritti sui nostri pezzi, è capitato spesso che certe case discografi­che facessero uscire dischi terribili, veramente di merda, con copertine del cazzo, e noi non potevamo farci nulla. Li pubblicava­no ogni volta che avevamo un nuovo cazzo di disco!

È stato rimasteriz­zato qualcosa su EVERYTHING LOUDER FOREVER?

Non ne sono completame­nte sicuro, ma credo abbiano solo ripulito un po’ i pezzi più vecchi.

Ci saranno altre uscite?

Non sentirete mai un nuovo album dei Motörhead, ma molta della musica che abbiamo registrato dal vivo merita di essere ascoltata. E magari anche vista in un nuovo video… I fan, se possibile, continuano ad aumentare. L’eredità della band è pazzesca.

Credi che vedremo mai un tributo dal vivo?

Sarebbe fantastico, con Phil abbiamo iniziato a parlarne un paio di anni dopo la morte di Lemmy e lo faremo quando sarà il momento giusto. Magari con pezzi che non abbiamo mai fatto dal vivo e tanti amici-ospiti.

A maggio tornerai in Italia con gli Scorpions…

All’arena di Verona! Una grande acustica, la mia batteria suona enorme in quel posto. Adoro l’Italia, ma sfortunata­mente con i Motörhead non siamo venuti tanto spesso quanto avremmo voluto. Fosse stato per me, ci sarei tornato tutti gli anni… Quando il nostro agente ci mostrava la pianificaz­ione dei tour, io chiedevo sempre: “Scusa, ma… l’Italia? La Grecia? La Spagna?”, e lui mi faceva notare che se non c’erano offerte non potevamo venire. Era colpa dei promoter.

Dicevi che la “nuova” famiglia è diversa?

È una band con molte routine. Io sono un batterista che picchia pesante. Del resto, scegliendo un Motörhead non potevano aspettarsi altro! Abbiamo appena finito ROCK BELIEVER, un disco di grandi canzoni selvagge, vintage ma moderno! Il prossimo tour sarà un’esplosione di energia, siamo stufi di star seduti sul nostro culo!

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sempre nel cuore
di tutti.
Motörhead: sempre nel cuore di tutti.

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