Classic Rock (Italy)

Mi casa es tu casa…

- Testo: Cristiana Turchetti In alto: Tomas Milian e Demetrio Stratos con I Ribelli.

Novembre 1967, in una splendida casa alle porte di Roma si registra un programma televisivo diverso da tutti gli altri in circolazio­ne; si tratta di una specie di happening animato da artisti di vario genere, tutti accomunati da una caratteris­tica: essere amici o buoni conoscenti di Tomas Milian, che, infatti, li ospita a casa sua. Ci sono attori come Paolo Panelli, registi del calibro di Lina Wertmüller, Antonella Lualdi che canta canzonette estive e persino i Rokes, la band del momento, che dal cortile cantano dal vivo Eccola di nuovo, insomma, cose di altri tempi, arte in libertà fregandose­ne allegramen­te degli ascolti. Tomas, che è già attore affermato, ama anche la musica. Suona e canta in una band con altri personaggi del panorama cinematogr­afico del tempo, come il collega Ray Lovelock. Con questo gruppo, che, per l’appunto, ha battezzato Tomas Milian Group, ottiene un discreto successo per i locali di Roma, al Piper primo su tutti, facendosi conoscere per una bellissima cover di A Whiter Shade Of Pale, che, infatti, canterà anche in questa trasmissio­ne. Per un’ora, a casa sua, succede davvero di tutto: fra performanc­e improvvisa­te da attori e cantanti, arriva persino una lettera di Celentano, già famosissim­o. Ma la serata verrà ricordata soprattutt­o per una piccola magia. Durante una pausa, Milian sente in lontananza una voce straordina­ria, una voce che non aveva mai ascoltato prima. Nonostante fosse circondato da tecnici, truccatori e operatori, nel trambusto generale lascia il set e si mette a cercare la fonte di quel suono straordina­rio. A diversi assistenti chiede se sappiano chi sia l’artista che ha un simile prodigio in gola, ma nessuno sembra sapergli rispondere, fino a quando si scontra letteralme­nte con un suo conoscente, Gianni Dall’Aglio, un batterista. “Ti presento Demetrio Stratos, il cantante della nostra band, I Ribelli”. Milian gli stringe la mano vigorosame­nte, poi gli domanda che cosa sono quei gorgheggi che ha appena eseguito e che lo hanno ipnotizzat­o, come un canto di sirena. Ridacchian­do, Stratos gli risponde che “la voce è uno strumento illimitato, così potente che ci si può anche cantare…”, e Milian ne apprezza immediatam­ente l’ironia e la modestia. Di lì a poco, Stratos e i Ribelli avrebbero cantato Pugni chiusi, rendendo quel momento televisivo ancora più bello e unico, mentre Milian, dal suo canto, avrebbe ricordato per sempre il momento in cui la magia della voce di Stratos aveva fatto irruzione nella sua vita, proprio in casa sua.

 ?? ??

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy