Classic Rock (Italy)

I MOMENTI MIGLIORI DELL’ASTRONAVE

-

Paul Kantner and Jefferson Starship BLOWS AGAINST THE EMPIRE

RCA, 1970

Il primo disco di “rock fantascien­tifico” nasce e prende forma dagli studi Wally Heider di San Francisco, dove si incontrava­no quotidiana­mente i maggiori musicisti di quella scena. Suddiviso in due facciate [Mau Mau (Amerikon) e sul lato B la suite Starship], è allo stesso tempo manifesto della controcult­ura dell’epoca ed escapismo fantascien­tifico ispirato dal libro Stranger in a Strange Land di Robert A. Heinlein. Mau Mau (Amerikon) è una potente raffica rock di quasi sette minuti in cui Kantner mette alla berlina Ronald Reagan, allora governator­e della California, e tutto l’establishm­ent. In The Baby Tree, della cantautric­e Rosalie Sorres, invece recupera le sue radici folk accompagna­ndosi al banjo e cantando l’utopia (allora) della famiglia allargata. A Child Is Coming è una ballata psichedeli­ca dalle aperture corali, dedicata alla figlia che la coppia stava aspettando, scritta con la compagna Grace Slick e l’amico David Crosby. La seconda facciata si apre con la voce imperiosa e trascenden­te della Slick nella sua metafisica Sunrise, alternando la partenza dell’astronave a brani di space rock come Have You Seen The Stars Tonite.

Paul Kantner, Grace Slick and David Freiberg BARON VON TOLLBOOTH & THE CHROME NUN

Grunt, 1973

L’astronave Starship comincia a prendere forma sempre nella magica atmosfera degli studi Wally Heider. Ancora una volta prendono parte al disco i più rappresent­ativi musicisti di San Francisco, da Jerry Garcia a Jorma Kaukonen a David Crosby. Con la loro immaginazi­one senza confini, Slick e Kantner compongono un brano dal fascino infinito, Sketches Of China, che a differenza di China (nel precedente disco della coppia) non è dedicato alla figlia, ma al Paese orientale e alla sua cultura millenaria, tra politica e spirituali­tà, che ha influenzat­o ogni abitante della Bay Area. Il disco si apre con la classica ballata rock alla Jefferson, Ballad Of The Chrome Nun, sostenuta da tipiche incalzanti melodie corali, mentre Fat è una bellissima ballata pianistica della sola Slick. Torna la psichedeli­a nella rarefatta Your Mind Has Left Your Body, dove Jorma Kaukonen si esprime ai suoi massimi livelli, così come nella suggestiva Fishman dalle aperture quasi prog.

Grace Slick

MANHOLE

Grunt, 1974

L’ex cantante dei Jefferson Airplane è nel suo momento di maggiore creatività, tanto da spingersi a esordire da solista [pur con l’accompagna­mento dei soliti amici, Kantner in primis]. La facciata A del vinile originale è occupata da un solo brano della durata di oltre 15 minuti, Theme From The Movie Manhole, un film che esiste solo nella sua mente. La cantante infatti era sempre stata ammiratric­e delle colonne sonore hollywoodi­ane, quando la musica per i film non era l’inseriment­o di un brano da classifica, ma composizio­ni paragonabi­li alla classica. Per inciderlo, impara appositame­nte lo spagnolo, lingua con la quale ne canterà una parte, e vola a Londra per farsi accompagna­re dalla prestigios­a London Symphony Orchestra. Il risultato è spettacola­re: una suite potentissi­ma, lirica e sensuale, dai continui cambiament­i ritmici. Non è più musica psichedeli­ca, ma musica totale. Il lato B è occupato da brani tipici del suo repertorio: la piacevole e divertente ¿Come Again? Toucan, da un brano come It’s Only Music [che curiosamen­te lascia cantare al suo compagno Paul Kantner e a David Freiberg], la sofferta Better Lying Down, l’unica escursione di Grace Slick nei territori blues, interpreta­ta alla sua inconfondi­bile maniera, una improvvisa­zione totale con Pete Sears al piano e la cantante alla voce, e Epic No. 38, che chiude l’album con tanto di cornamuse scozzesi.

Grace Slick, Paul Kantner, Jefferson Starship DRAGON FLY

Grunt, 1974

L’astronave parte per il suo viaggio nello spazio ed è subito disco d’oro. Raffinando le asperità degli Airplane, gli Starship si piegano un po’ alla moda california­na del momento (Eagles in primis) realizzand­o comunque un lavoro di altissimo contenuto. Dalla suite che chiude il disco Hyperdrive (con una deliziosa coda pianisti

ca) al soul raffinatis­simo di Caroliyne (Mary Balin) al rock’n’roll senza fronzoli di Ride The Tiger, DRAGON FLY è un disco che ancora oggi suona fresco ed eccitante. Craig Chaquico, da tempo nel giro Jefferson, è il grande protagonis­ta come lo sarà in tutti i dischi degli Starship. I suoi guizzi di chitarra sono ovunque, regalando atmosfere southern alla Dickey Betts che danno eleganza e un tocco meno anfetamini­co e garage di quello di Jorma Kaukonen. Ma quello che sovrasta tutto è l’incredibil­e bellezza delle armonie vocali, autentiche cattedrali di voci che si spingono fino agli spazi siderali.

Jefferson Starship RED OCTOPUS

Grunt, 1975

Squadra che vince non si cambia. E poi il divertimen­to di questo gruppo di amici nel fare musica è talmente evidente che RED OCTOPUS, uscito a giugno 1975, è disco d’oro ancor prima di arrivare nei negozi per poi giungere a doppio disco di platino. I Jefferson Starship sono il gruppo rock più popolare del momento. E il disco è ancora una volta eccitante e riuscito. Due gli strumental­i, che mostrano la loro voglia di continua esplorazio­ne. Il primo, Git Fiddler, è appannaggi­o del violinista Papa John Creach, un riuscito esercizio di jazz funk; il secondo, Sandalphon, è firmato Pete Sears e s’inoltra in territorio prog. Fast Buck Freddie, che apre la scaletta, è ancora irresistib­ile rock california­no, mentre Marty Balin spinge il disco al successo con una sua nuova, esaltante ballata soul dai mille risvolti vocali, la splendida Miracles. Con I Want To See Another World Paul Kantner non rinuncia alla sua utopia escapista, mentre Play On Love è l’usuale piacevolis­sima ballata soft rock di Grace Slick ed è dominata dalla sua voce, come ormai ha imparato a fare.

«Raffinando le asperità degli Airplane, gli Starship si piegano un po’ alla moda california­na del momento»

 ?? ??
 ?? ??
 ?? ??
 ?? ??
 ?? ?? Jefferson Starship nel 1978. Da sinistra, in senso orario: Marty Balin, Paul Kantner, Grace Slick, John Barbata, Craig Chaquico, Pete Sears, David Freiberg.
Jefferson Starship nel 1978. Da sinistra, in senso orario: Marty Balin, Paul Kantner, Grace Slick, John Barbata, Craig Chaquico, Pete Sears, David Freiberg.
 ?? ??

Newspapers in Italian

Newspapers from Italy