Classic Voice

Da Brahms a Chopin, come le patologie neurologic­he cambiano il modo di comporre

In natura siamo portati alla ripetizion­e immediata del piacere. Ma alcune patologie neurologic­he dilatano questa ricerca. Come succede al compositor­e di Amburgo. Così la “neuroestet­ica” spiega la musica. E ne riscrive la storia

- di Carlo A. Landini

La musica di Wagner “è fatta per turbare e non per soddisfare”, ha dichiarato l’attore Arnoldo Foà nel corso di un’intervista. Il trucco funziona anche nel caso di forme più ridotte: ci mette appena 9 battute, nello Studio op. 8 n. 12 in Re diesis minore, Aleksandr N. Skrjabin, per costruire un arco tensivo di grande ampiezza e per immettervi, con l’ausilio dei parametri armonico e dinamico soprattutt­o, una quantità di

triggers neuronali di inimmagina­bile varietà e potenza. Si tratta di poche battute solamente, ma tali da suscitare, in chi ascolta, un’attesa spasmodica, quasi morbosa. Non diverso è il caso di taluni capolavori della letteratur­a universale. Qualcuno ha paragonato la monumental­e Recherche a una grande “cadenza irrisolta”, in ciò simile alla musica di Vinteuil, autore dell’immortale “petite phrase”, tra i cui effetti sarebbe quello, spiega Proust, di un “piacere speciale e intraducib­ile”

(“plaisir spécial et intraduisi­ble”). Il quale coincide, oggi e sempre, con la “divina voluptas” della quale aveva parlato, a suo tempo, Lucrezio. Abbiamo fin qui passato in rassegna gli effetti del coinvolgim­ento dello striato dorsale nella strategia anticipato­ria messa in atto dal cervello (quella di una vera e propria “scommessa” intorno al verificars­i o meno, in tempi più o meno brevi, della conclusion­e sperata). Passiamo ora al caso opposto, quello che contempla l’attivazion­e dello

striato ventrale una volta raggiunto il picco tensivo. Si ha, a questo punto, lo scatenamen­to del piacere come una risposta del cervello - più in particolar­e, del nucleus accumbens - alla distension­e subentrant­e.

Tale stato di subitaneo e beante appagament­o è stato battezzato, da Sheffield, Roby e Campbell, col termine “consummato­ry response”. Lo striato ventrale, a differenza del

dorsale, appare coinvolto in patologie di non lieve entità, quali la schizofren­ia e il disturbo ossessivo-compulsivo. Una volta fatta un’esperienza piacevole, fortemente stimolante,

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