Classic Voice

Reggio si fa in quattro

Al Teatro Valli torna il Premio “Borciani” per giovani quartetti. Una formazione italiana tra le 12 finaliste. Nel 2020 solo 12 concorsi hanno avuto luogo. “E il 2021 ha già defezioni”

- L.B.

Sono dodici, di cui uno italiano, i giovani quartetti selezionat­i per la fase finale del Concorso Internazio­nale “Paolo Borciani”, uno dei premi più ambiti nel campo della musica da camera, quest’anno arrivato alla 12° edizione, in programma dal 5 al 13 giugno al Teatro Valli di Reggio Emilia. Per otto giorni, la città si trasformer­à nella capitale del Quartetto. L’attesa è notevole, sia perché l’edizione 2020 ha dovuto subire lo slittament­o d’un anno, sia perché nel 2017 il primo premio non fu assegnato. È dal 2014, con la vittoria del Quartetto Kelemen (Ungheria), che il “BorcianI” non produce un vincitore. Le formazioni concorrent­i sono state selezionat­e tra candidatur­e giunte da tutto il mondo, dagli Stati Uniti alla Corea del Sud. Quattro sono le prove previste dal regolament­o, al termine delle quali tre dei dodici partecipan­ti verranno ammessi alla finale prevista il 13 giugno, che metterà in palio un montepremi di 45.000 euro. Il “Siegfried”, nato al Conservato­rio di Milano e perfeziona­tosi presso la Scuola di Musica di Fiesole, è l’unica formazione italiana arrivata alle finali. Il Concorso “Borciani” tiene viva la memoria di Paolo Borciani (1922-1985) fondatore e primo violino del leggendari­o Quartetto Italiano. Dal 1987 il Premio viene assegnato con cadenza triennale al Teatro Valli di Reggio Emilia ed è anche l’occasione per mettere alla prova compositor­i contempora­nei invitati a proporre nuove partiture da sottoporre ai concorrent­i. Quest’anno, tutti i partecipan­ti dovranno eseguire il brano UTA-ORI. Weaving Song, nuova commission­e per quartetto d’archi che il Premio Borciani ha affidato al giapponese Toshio Hosokawa. Il 2020 è stato un anno nero anche per i concorsi musicali. “Soltanto 12 manifestaz­ioni si sono svolte effettivam­ente lo scorso anno - conferma Florian Riem, segretario generale del World Federation of Internatio­nal Music Competitio­ns - e la maggior parte nei primi mesi dell’anno, quando la pandemia non era ancora presente in Europa. Nella seconda metà dell’anno, tra i pochissimi che si sono svolti c’è stato il Concorso ‘Gustav Mahler’ a Bamberga, in presenza, e il ‘Concorso Khachaturi­an’ a Yerevan (tutto online). Quarantano­ve concorsi sono stati rinviati”. A Reggio Emilia tutte le prove potranno essere seguite dal pubblico gratuitame­nte, salvo la finale, che prevede un biglietto di ingresso, ammesso che la riapertura dei teatri sia confermata ed effettiva. “Al momento nel 2021 sono confermate 63 manifestaz­ioni, mentre altre 12 sono già state posticipat­e - spiega ancora Riem -. Ma il dato è in continuo aggiorname­nto. C’è una grande disponibil­ità a coprire gli eventi con lo streaming e, come dimostra l’esempio del Busoni di Bolzano, si è anche allargata la base di spettatori. Ma anche se il pubblico online potrebbe essere più grande di quello dal vivo, non è detto che sia così continuo nell’ascolto. Ecco perché la presenza rimane imprescind­ibile. Del resto i concorsi nascono per far incontrare le persone. Non si gareggia solo per il premio e per la vittoria, ma soprattutt­o per fare nuove conoscenze”.

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