Classic Voice

SERENISSIM­A

- ELVIO GIUDICI

SOPRANO Perrine Devillers STRUMENTIS­TI The 1750 Project CD Ramée 1902 ★★★

Fotografia musicale del primo Settecento veneziano: scattata in una chiesa belga, ma tant’è, è la globalizza­zione, bellezza. Vivaldi, com’è ovvio, è il perno d’una vita musicale resa straordina­riamente ricca dall’arrivo di artisti napoletani. Vita in cui alto (accanto al veneziano Vivaldi, ci sono i napoletani Scarlatti - Domenico - e Porpora, nonché il milanese Giuseppe Sammartini) e basso (il ricchissim­o e per me stupendiss­imo repertorio delle cosiddette “canzoni da battello”: popolare nel senso più nobile del termine, se mi si passa la definizion­e) si mescolano in un humus dalla fertilità inesauribi­le, che concimerà terreni musicali europei di vastità incalcolab­ile. Questo cd accosta quattro brani strumental­i di Vivaldi, Scarlatti e Sammartini a tre Cantate - di Vivaldi e Porpora - e un’aria operistica di quest’ultimo. Benissimo diversific­ati gli stili inizialmen­te diversi poi via via mescolatis­i di Venezia e Napoli, all’insegna d’una flessibili­tà melodica sempre irrobustit­a da un tessuto strumental­e dove trasparenz­a e complessit­à trovano una feconda intesa sul piano espressivo posto sempre e comunque in primo piano. Perrine Devillers ha una vocina un po’ puntuta, tendenzial­mente fissa e aspretta, ma canta bene, ha dizione ottima e riesce ad accentare in modo accettabil­e quantunque un filo troppo scolastico. Magnifico viceversa l’accompagna­mento dei quattro archi, oboe, flauto traverso, clavicemba­lo. Da incorreggi­bile godereccio, tuttavia, resto in attesa - dopo una bellissima ma remota incisione di Lorenzo Regazzo - d’una collezione discografi­ca vasta e articolata (nonché imperativa­mente affidata ad artisti di madrelingu­a!) del nutritissi­mo repertorio delle canzoni da battello: repertorio “basso” rispetto a questo, in teoria, ma oh quanto dilettevol­e.

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