Classic Voice

L’isola di Arturo

A Parma La Toscanini celebra la bacchetta più famosa del Novecento con un concorso per direttori e un nuovo Festival, a caccia di rarità, non solo musicali

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Toscanini è stato un gigante coi piedi appoggiati su due secoli. Per questo la Fondazione che ne porta il nome ha deciso di fondare un nuovo Festival che unisca musica, parole e immagini coeve al grande direttore, che in ottobre darà il nome anche al neonato concorso per direttori con giuria presieduta da Fabio Luisi. Parma è la sede di sette concerti ospitati in luoghi simbolici, dalla Cattedrale di Santa Maria Assunta all’Auditorium Paganini, dove Yves Abel l’11 giugno dirige la Filarmonic­a Toscanini in brani di Roussell, Pizzetti e in una rara selezione di estratti dalla Tilda di Cilea, fino al Giardino della Cavalleriz­za, dove il 12 giugno Omer Meir Wellber è impegnato al pianoforte e all’accordion assieme alla voce recitante di Michele Lettera per un reading toscaninia­no. Il 17 giugno la musica invade piazza Duomo con Enrico Onofri, neo direttore principale della Filarmonic­a Toscanini (Suite da La giara di Casella e Terza di Beethoven). La Sala Gavazzeni ospita il 19 la Filarmonic­a diretta da Carlo Goldstein (Rota, Casella, Prokof’ev) e nel giorno della Festa della Musica, il 21 giugno, chiude il Festival l’omaggio a Enrico Caruso nel 100° della morte: al Regio Riccardo Frizza guida la Filarmonic­a Toscanini e il tenore Bryan Hymel nell’esecuzione di brani di Verdi, Giordano, Puccini, Martucci e Cilea.

Festival Toscanini

Parma, dal 7 al 21 giugno

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