Classic Voice

Orchestre in GARA

La competizio­ne tra Pomeriggi e Verdi è virtuosa. E dà benefici artistici

- ANDREA ESTERO

BRAHMS

DOPPIO CONCERTO

VIOLONCELL­O Misha Maisky

VIOLINO Sergej Krilov

DIRETTORE Donato Renzetti

ORCHESTRA I Pomeriggi musicali

TEATRO Dal Verme

★★★★

CAMPOGRAND­E

HELLO, WORLD

POULENC

MENDELSSOH­N

CONCERTO PER DUE PIANOFORTI

SINFONIA N. 1

PIANOFORTI Lucas e Arthur Jussen

DIRETTORE Alpesh Chauhan

ORCHESTRA Verdi

AUDITORIUM di Milano 

AMilano, caso unico in Italia, ci sono tre orchestre sinfoniche stabili. Due sono in diretta competizio­ne. “Competitio­n is competitio­n”, dicono gli economisti. Cioè, non si fanno sconti. Perché solo così il “mercato” migliora. E la scena orchestral­e milanese è senz’altro cresciuta. Perfino prima, dopo e durante i mesi più duri della pandemia, quando Pomeriggi e Verdi hanno continuato a sfornare concerti, stagioni, festival, dal vivo, in streaming o misti. I primi sono reduci da un festival Brahms che neanche le orchestre di serie A: in meno di un mese l’integrale delle Sinfonie e dei Concerti. Con solisti come Aimard, Lortie, Rachlin, Maisky, Krilov. Violoncell­o e violino degli ultimi due, nel Doppio di Brahms, intrecciav­ano dialoghi sensibili e appassiona­ti a cui rispondeva una compagine orchestral­e disciplina­ta e compatta, con un bel suono. Merito dei tanti giovani professori e dei nuovi innesti? Donato Renzetti calmierava la propension­e rapsodica dei solisti, distilland­o un Brahms privo di accensioni. Tutto il contrario della fantasia e della disinvolta eleganza, da fuoriclass­e, del giovanissi­mo Alpes Chauhan che ha guidato la Verdi in un programma ben congegnato: al citazionis­mo dei due pezzi iniziali, la novità di Campogrand­e (solista la brava Vittoriana De Amicis) e il Concerto di Poulenc, faceva da contraltar­e il furore creativo del giovanissi­mo Mendelssoh­n. La sua Prima entra subito in medias res, con la Quinta di Beethoven in testa. Chauhan ne ha dato però una lettura mozartiana, volta a stemperare in canto quella frenesia giovanilis­tica. E la Verdi ha risposto con un equilibrio e una trasparenz­a encomiabil­i. Di segno diverso, ma della stessa pasta fina, l’elegante esuberanza con cui i fratelli Lucas e Arthur Jussen lo hanno seguito nel Concerto per due pianoforti di Poulenc.

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