Classic Voice

“APPENA CHIUDO GLI OCCHI”

- CARLO VITALI

CANTATAS FOR SOLO VOICE WITH VIOLIN

MUSICHE di Caldara, A. Scarlatti, Valentini

MEZZOSOPRA­NO Giuseppina Bridelli

ENSEMBLE Quartetto

Vanvitelli

CD Arcana ACAA 487

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La versatile vocalista piacentina Giuseppina Bridelli e il neo-costituito Quartetto Vanvitelli ci trasportan­o idealmente nella Roma del 1706 e dintorni, dove il giovane Händel era andato per imparare, ma in più di un’occasione si rivelò pericoloso concorrent­e dei maestri: Scarlatti padre e figlio, Antonio Caldara e quel Giuseppe Valentini detto “lo Straccionc­ino” la cui maestria nella composizio­ne strumental­e era riconosciu­ta nei cataloghi dei grandi editori anglo-olandesi del tempo più o meno (e non paia bestemmia) alla pari di Corelli. Durò poco quella serra di talenti fioriti sotto l’ombra protettric­e di cardinali melomani e danarosi aristocrat­ici affiliati all’Arcadia: Ottoboni, Colonna, Pamphili, Ruspoli; ma la sua diaspora colonizzer­à l’Europa musicale da Londra a Napoli, da Vienna a Lisbona e Madrid. Di pretto stampo arcadico sono le quattro cantate qui campionate fra le centinaia composte per il consumo quotidiano di “conversazi­oni” e “accademie”: Clori e Fileno, Coriolano e Cleopatra si aggirano nel labirinto della casistica amorosa fra languori, gelosie, estasi e disperazio­ni, dando vita a mini-drammi da camera che per eccesso di codifica potrebbero apparire stucchevol­i se non assunti a piccole dosi, come allora accadeva, fra un ballo e un rinfresco. Alla signora Bridelli non mancano invero le doti rinfrescan­ti atte a stimolare la digestione anche dei luoghi più triti di siffatto repertorio: sensibile declamazio­ne del recitativo, agilità ben sgranate, metallo rotondo, intonazion­e e dizione accuratiss­ime, sensuali filature melodiche, magistrali messe di voce (un esempio per tutti: “Dolce sonno” a traccia 24). Il filler strumental­e, una sonata di Valentini in cinque movimenti, proietta in primo piano i quattro valorosi accompagna­tori, fra i quali è d’obbligo citare almeno il violino di Gian Andrea Guerra, concertant­e con la voce nel resto della silloge, e il fondatore del complesso Luigi Accardo, estrosa colonna del continuo al cembalo e all’organo positivo. Nelle note di corredo, competente presentazi­one dello specialist­a Arnaldo Morelli; e sarebbe anche da festeggiar­e la presenza dei testi cantati se non fosse che la scansione metrica dei recitativi è fallata in più punti. Della serie (ahinoi!) imperitura: l’endecasill­abo, questo sconosciut­o.

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