Classic Voice

MOZART & FLUTE IN PARIS

- CARLO VITALI

MUSICHE DI POULENC FAURÉ, SAINT-SAËNS MOZART E ALTRI

FLAUTO Emmanuel Pahud

ENSEMBLE Orchestre de Chambre de Paris

DIRETTORE Francois Leleux

2 CD Warner Classics

0190296739­323

★★/★★★

No e poi no, monsieur Pahud non ce la conta giusta. Solo un paio d’anni fa, recensendo su queste pagine il cd “Concertant­e!” dedicato a lavori di Danzi, Mozart, Devienne e Pleyel, gli davamo atto dell’interessan­te percorso attraverso un genere (appunto la sinfonia concertant­e) che nel Concert Spirituel di Parigi aveva conosciuto a partire dal 1770 un durevole centro d’irradiazio­ne grazie ai contributi non secondari di artisti italiani, boemi e tedeschi. Chi nell’acquisto di un cd di fascia alta ricerca non solo il nome prestigios­o del solista ma anche una proposta artistico-culturale dotata di minima coerenza potrà magari sentirsi irritato dalla trombetta sovranista di un ufficio stampa che parla di “speciale relazione della Francia con il flauto”. “Cet argument est cousu de fil blanc” avrebbe forse risposto il pioniere Jacques-Martin Hotteterre, autore nel 1701 del trattato Principes de la flûte traversièr­e, ou flûte d’Allemagne. E Bach, Telemann, Vivaldi con l’op. 10, Quantz (re dei flautisti e flautista dei re), Theobald Böhm, ecc. non contano per nulla in questa narrazione gallicana? La quale si rivela in ultimo una foglia di fico per consentire al divo svizzero, ma parigino d’adozione, di riproporci quel sound levigato e accademico del suo flauto d’oro che per Warner Classics si è tramutato in una gallina dalle uova parimenti auree. Siamo al decimo album in tre anni; questa volta con un ammiccamen­to alle pari opportunit­à nella persona di Cécile Chaminade (1857-1944) e un altro all’amico Philipp Hersant (1948-vivente), con in mezzo una fricassea di graziosi ma poco memorabili lavoretti da camera arrangiati all’uopo.

E il Mozart “parigino” promesso dal titolo? Si riduce a riscodella­re la Sinfonia concertant­e KV Anh. 9 nella ricostruzi­one ipotetica di Robert D. Levin (che ai dubbi sull’origine, la traditio e la strumentaz­ione del lavoro ha dedicato un intero libro senza riuscire a sciogliern­e il nodo critico) più il doppio concerto Kv 299/297b per flauto e arpa, corredato dalle cadenze di Nino Rota. Diciàmola tutta: Mozart non amava il flauto e non amava Parigi;

farne uno specchiett­o per le allodole del marketing discografi­co ci pare operazione poco onesta. Restano, per chi si accontenta, l’eccellente livello tecnico di Pahud e dei suoi collaborat­ori nonché la fatica di due ore d’ascolto all’insegna di un virtuosism­o tanto eclettico.

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