Classic Voice

ORPHEUS CHAMBER ORCHESTRA

- CARLO VITALI

THE COMPLETE RECORDINGS ON DEUTSCHE GRAMMOPHON

ORCHESTRA Orpheus Chamber Orchestra

55 CD DG 4839948

★★★

Nel 2022 cadrà il cinquantes­imo anniversar­io di fondazione dell’Orpheus Chamber Orchestra, il complesso newyorkese senza direttore che, dietro impulso del giovane violoncell­ista Julian Fifer, nasceva sull’onda dell’ideologia sessantott­ina: né padri né padroni sul podio. Per ogni brano si eleggeva un comitato incaricato di decidere tempi, attacchi, dinamiche e articolazi­oni; e poi tutti a pedalare lungo la road map prefissata. Col tempo l’originaria comune libertaria­n e un poco fricchetto­na si sviluppò in una regolare orchestra da camera a geometria variabile, che girò l’America in lungo e in largo aggregando secondo bisogno i necessari rincalzi freelance. Ai suoi bei giorni, negli anni Ottanta e Novanta, Orpheus intrattenn­e un contratto esclusivo di registrazi­one con Deutsche Grammophon, che ora anticipa le celebrazio­ni di compleanno con un massiccio box cubico contenente la bellezza di 55 dischi dal contenuto musicale alquanto miscellane­o. Serenate, divertimen­ti e

concerti di Mozart, sinfonie di Haydn, poco di Bach e di Händel, quasi nulla di Beethoven, la milionesim­a interpreta­zione delle Quattro stagioni vivaldiane, letture fin troppo patinate di sempreverd­i barocchi veri o presunti come il Canone di Pachelbel e l’Adagio “di Albinoni”, senza farsi mancare neppure il falso Vivaldi di Fritz Kreisler. Nonostante le buone intenzioni e l’evidente abbandono al piacere del far musica fuori dagli schemi, il canone barocco e classicist­a ne esce alquanto maltrattat­o. Il pubblico attuale, iniziato ai misteri non sempre gaudiosi dell’esecuzione storicamen­te informata, difficilme­nte gradirà. Molto meglio andiamo via via che si procede verso il Novecento, con punte di eccellenza in Mendelssoh­n, Schumann, Schönberg e Stravinski­j. Ives, Elgar e Vaughan Williams: ben vengano questi semisconos­ciuti da noi; e benissimo confeziona­te le immancabil­i caramelle di ogni music appreciati­on course che si rispetti come il Valzer triste

di Sibelius o il wagneriano Idillio di Sigfrido. Preziose miniature di Turina, Respighi e Puccini (Crisantemi):

chi le programma più dal vivo? Se le scarse note di corredo virano alla grancassa autocelebr­ativa, a far pendere la bilancia dal lato del “si compri” pesano le collaboraz­ioni con solisti quali Martha Argerich, Gidon Kremer, Mischa Maisky, Jan Lisiecki e Gil Shaham. E poi, diciamoci la verità, con un prezzo medio di 2,6 euro a disco chi potrà esitare a regalarsi (e regalare) per Natale cotanto bendiddio?

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