Classic Voice

GIUSEPPE DI STEFANO

- ELVIO GIUDICI

COMPLETE DECCA RECORDINGS

14 CD Decca 4851506

★★★★★

Il maggior lascito discografi­co di Di Stefano è indubbiame­nte legato all’etichetta Emi e alle relative sue incisioni con Maria Callas. Non trascurabi­li però le sedute effettuate per la Decca, che le ha raccolte in un cofanetton­e.

C’è un perentorio capolavoro, la Tosca con Price e Taddei diretta da Karajan, una delle più imperiture pietre miliari della storia del disco: la voce più “giusta” per Floria; lo Scarpia in assoluto migliore; la direzione più sensuale e appassiona­ta che mai si sia udita; ma c’è anche il Mario che più d’ogni altro sa “conversare” in musica, colloqui volti in seduzione, melanconia, slanci, ripiegamen­ti, esempio palmare di quanto proprio la conversazi­one musicale sia l’asse portante delle partiture pucciniane.

Di Stefano è ovunque lo stesso: la voce che forse più d’ogni altra nel nostro secolo ha unito bellezza timbrica e fenomenale carisma comunicati­vo. Il disco, da un certo punto di vista, non gli rende piena giustizia perché porta in primo piano i non pochi problemi di un’emissione che ha sempre fatto leva molto più sulla natura che sull’ortodossia tecnica: laddove nel vivo della recita, invariabil­mente valeva la massima di Carmen, le charme opère. Anche negli anni Sessanta, quando ogni acuto era diventato uno strazio, alla fine eravamo tutti in piedi a spellarci le mani e a dirci l’un l’altro “sì, vabbè, ma chissene”. Anche questo, ne son certo, significa teatro.

Ci sono tre recital, due di canzoni - napoletane e non - incisi sul finire dei Cinquanta, e un pot-pourri di arie; un Elisir del ’55 dove Hilde Gueden è quella che canta meglio e dice peggio, dove Corena e Capecchi gigionano a tutto spiano, ma dove però Nemorino travolge tutto e tutti; c’è una Gioconda e una Forza dirette benissimo da Fernando Previtali con Zinka Milanov per me più enigma che mai (per lei sempre un esercito, al Muro del Pianto e del Rimpianto: mah, al di là del timbro bello sì ma nemmeno poi tanto - io ascolto acuti tutti strazio dell’anima, e accenti queruli e qualunque), Warren bravissimo, Enzo e Alvaro soggiogant­i più che mai nel registro centrale; c’è un’ampia selezione del Mefistofel­e con Tebaldi e Siepi, ovverosia il Gotha delle belle voci. C’è molto, insomma: con al centro una delle voci che i pubblici di tutto il mondo più hanno amato e più rimpiangon­o. Riserve tecniche? Sì, certo: ma più che mai vero che “il cuore ha ragioni che la ragione non conosce”.

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