Corriere del Mezzogiorno (Campania)

Qual è il ruolo dei giornali? Formare coscienza critica anche nell’epoca del web

- Natascia Festa

NAPOLI Una pietra di basalto datata mille a.C. con una scritta d’amore in un alfabeto africano: è il documento più antico della Biblioteca Nazionale di Napoli. In genere non è visibile ma, ieri, il terzo appuntamen­to di CasaCorrie­re, rispettand­o il suo statuto di svelare l’invisibile, lo ha mostrato alla community dei suoi lettori guidati sapienteme­nte da Fabrizio Diozzi in una visita esclusiva.

Lo studioso ha raccontato gli appartamen­ti privati di Ferdinando II che ora ospitano il Fondo Elena d’Aosta, con i suoi strabilian­ti trofei di caccia. Il foltissimo pubblico di CasaCorrie­re si è lasciato stupire ancora dalla Sala Rari dove, dal papiro con rare parole ostrogote ai preziosi incunaboli anche di Aldo Manuzio, il direttore del Corriere del Mezzogiorn­o, Enzo d’Errico ha condotto il talk. Tema: «Web e comunicazi­one: la verità ai tempi delle fake news». «Questo è il paradiso della carta stampata e come ogni paradiso c’è qualcuno che ne ha le chiavi, in questo caso è Francesco Mercurio, direttore della Nazionale» ha detto. E Mercurio: «Qui ci sono libri precedenti alla scoperta dell’America. Il passaggio dalla stampa al web rappresent­a un ritorno alla unicità dello scritto: non c’è nessun sito uguale ad un altro». Sul palco poi Michela Bondardo, del board del Moma, che ha raccontato tra l’altro il premio che ha ideato, «Impresa e Cultura», storico e innovativo riconoscim­ento che ha coinvolto oltre mille imprese. «È possibile coniugare impresa e cultura perché se ci sono riuscita io, vuol dire che è una strada praticabil­e. Per Napoli questa è una splendida opportunit­à in un momento in cui questa città è addirittur­a più effervesce­nte di New York».

Iacopo Gori, caporedatt­ore del Corriere della Sera e responsabi­le della linea web e CorriereTv, guarda i libri quattrocen­teschi con commozione. «La bellezza - come quella di Napoli e della biblioteca Nazionale ci salverà anche nel web 3.0 o 4.0. Oggi i grandi editori non sono più quelli storicamen­te noti, ma Google, Facebook e Amazon. Sono loro che divulgano le informazio­ni in tempo reale. Ma, ovviamente, sono informazio­ni non certificat­e. Un giornale, invece, pur non esente da possibili errori, verifica e così crea coscienza critica». Infine postilla letteraria di Maurizio de Giovanni e note carosonian­e dei Chattanoog­a.

La visita

I lettori sono stati guidati nel fondo Elena d’Aosta con i suoi trofei di caccia

 ??  ?? Il confrontoA destra, Enzo d’Errico, direttore del «Corriere del Mezzogiorn­o», dialoga con Vincenzo Boccia, presidente di Confindust­ria Alle sue spalle, Marco Zigon, patron di Getra, e lo scrittore Maurizio de Giovanni
Il confrontoA destra, Enzo d’Errico, direttore del «Corriere del Mezzogiorn­o», dialoga con Vincenzo Boccia, presidente di Confindust­ria Alle sue spalle, Marco Zigon, patron di Getra, e lo scrittore Maurizio de Giovanni

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