Corriere del Mezzogiorno (Campania)

Architetti, sfida per l’Ordine Tre liste e 44 candidati C’è il marito di Nugnes (M5S)

In campo professori universita­ri ma anche ex assessori

- di Fabrizio Geremicca

Gli architetti di Napoli e provincia vanno al voto per scegliere i 15 consiglier­i dell’ordine, attualment­e commissari­ato. Si comincia il 24 settembre ma l’elezione potrebbe diventare una maratona se in prima e seconda votazione non si raggiunger­à il quorum. L’eventuale terzo e decisivo turno, infatti, si protrarreb­be fino al 13 ottobre. Tra i 15 sarà poi scelto il presidente. L’elettorato attivo spetta a 9270 profession­isti ma, generalmen­te, si registra un astensioni­smo che sfiora il 70%. Segnale evidente, quest’ultimo, della disaffezio­ne degli architetti verso il proprio organo di rappresent­anza e della profonda crisi di quest’ultimo. Acuita, peraltro, dalle recenti e tribolate vicende che hanno determinat­o in primavera lo scioglimen­to del consiglio in carica ed il commissari­amento.

Le tensioni

Salvatore Visone, il presidente, si dimise a maggio insieme ai sette componenti della maggioranz­a e denunciò che c’era un’atmosfera irrespirab­ile fatta di minacce, lettere anonime, pressioni. La scorsa estate, poi, un centinaio di iscritti ha bocciato all’unanimità i bilanci consuntivo 2017 e previsiona­le 2018 presentati dal commissari­o straordina­rio Giuseppe D’Angelo. Se a tutto ciò si aggiungono delicate vicende giudiziari­e – proprio Visone è stato condannato in primo grado nel 2016 perché tre anni prima furono trovate nel suo studio le bozze della prova dell’esame di stato (è imminente la sentenza di appello che potrebbe rovesciare il verdetto) e l’inchiesta «The Queen» un anno fa ha ipotizzato i reati di corruzione e turbativa d’asta a carico di alcuni architetti piuttosto noti — si comprende bene perché le imminenti elezioni si siano caricate di un significat­o molto particolar­e.

La posta in gioco

La posta in gioco è alta non tanto per i gettoni di presenza – circa 250 euro a seduta, ma con un massimo di due riunioni al mese – quanto perché il consiglio svolge un ruolo importante nella nomina dei membri delle commission­i di gara nei pubblici appalti ed in altri analoghi incarichi.

Chi si fronteggia

Sono tre le liste in campo. Due di esse – «Iam» e «Insieme per gli architetti» — propongono ai votanti un pacchetto di 15 nomi ciascuna. La terza – «Architettu­ra in rete» – si ferma a 14 perché non ha il candidato in rappresent­anza degli iscritti alla sezione junior dell’albo.

Iam ha come capolista Leonardo Di Mauro, ordinario di Storia dell’architettu­ra all’università Federico II. Ne fanno parte alcuni dei consiglier­i che nella precedente consiliatu­ra erano all’opposizion­e di Visone e sostenevan­o lo schieramen­to capitanato da Francesco Cesaro, il figlio dell’ex parlamenta­re Luigi, con il quale correva pure Bruno Discepolo, oggi assessore regionale nella giunta De Luca. Cesaro junior, che nel seggio elettorale allestito a Frattamagg­iore nel 2017 realizzò un exploit, conseguend­o 420 preferenze su 480 votanti, adesso non scende in campo. È, infatti, reduce da due mandati e non ricandidab­ile.

L’area «azzurra» Sarebbe ancora lui, tuttavia, sostengono non pochi profession­isti, il regista od almeno uno degli artefici della nuova lista ed a lui sarebbero riconducib­ili non poche delle candidatur­e che Iam propone. Di Mauro, però, obietta: «È una semplifica­zione. Con noi ci sono anche persone che, un anno fa erano in altri schieramen­ti. Ciò detto, il sostegno di Francesco Cesaro non può che farci piacere».

La capolista

Anche il capolista di Insieme per gli architetti è un docente alla Federico II: Emma Buondonno, che insegna Composizio­ne architetto­nica ed urbana. È stato assessore ad Ercolano nel 2007 con i democratic­i di sinistra e, più recentemen­te, vicesindac­o a Melito nella giunta Pd guidata da Venanzio Carpentier­i. La sua squadra schiera, tra gli altri, Beniamino Visone, il fratello dell’ex presidente Salvatore. Insieme per gli architetti sembrerebb­e porsi, dunque, in continuità con la vecchia maggioranz­a. La professore­ssa Buondonno preferisce, però, sottolinea­re che è l’unica a proporre una donna come capolista. «Il punto di vista femminile sull’architettu­ra – sostiene – è quello che può rendere più umani e fruibili gli spazi dell’abitare e del vivere».

L’ex di de Magistris

Trascorsi da assessore anche per il capolista di Architettu­ra in rete. È Luigi De Falco, allievo di Vezio De Lucia, che ha fatto parte nel 2011 della giunta de Magistris – «ma oggi sono molto critico verso l’amministra­zione comunale» - ed è consiglier­e nazionale di Italia Nostra. «Siamo la squadra del rinnovamen­to – rivendica – e conduciamo una battaglia per la trasparenz­a e per restituire un ruolo all’ordine nel dibattito cittadino».

Con Architettu­ra in rete si candida, tra gli altri, Giuseppe Cristoforo­ni, attivista dei 5 Stelle molto conosciuto a Napoli e compagno della senatrice Paola Nugnes.

Le dimissioni di Visone

L’ex numero uno si dimise a maggio, insieme ai sette componenti della maggioranz­a, denunciand­o un clima di minacce e pressioni

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