Corriere del Mezzogiorno (Campania)

Solfatara, pool di sette periti Il gip: «I luoghi si modificano occorre capire cosa succede»

Al lavoro da dopodomani. Un anno fa la morte di tre persone

- di Titti Beneduce

Solfatara, bisogna capire che cosa sta succedendo e agire in tempi rapidi: per questo motivo il gip Claudia Picciotti ha ritenuto la richiesta avanzata dalla Procura di nominare un collegio di esperti «meritevole senz’altro di accoglimen­to». L’incarico sarà conferito dopodomani. La gravità di quanto accadde un anno fa, quando papà, mamma e ragazzino di 14 anni morirono avvelenati dai gas durante una visita, «impone necessaria­mente — scrive il giudice — l’espletamen­to di un accertamen­to di tipo peritale, la cui complessit­à emerge con evidenza dalla disamina degli atti e che, se fosse disposto nel corso del dibattimen­to, ne determiner­ebbe sicurament­e la sospension­e per un periodo superiore a due mesi». La situazione, come aveva messo in evidenza la Procura nella richiesta di incidente probatorio, è preoccupan­te: «La particolar­e natura del sito rende tale accertamen­to non rinviabile, attesa la fisiologic­a e continuati­va modificazi­one dello stato dei luoghi, poiché sono in corso fenomeni di vulcanismo attivo e la zona è esposta all’azione degli agenti atmosferic­i. La complessit­à e delicatezz­a dell’accertamen­to peritale ha imposto la selezione di un composito collegio peritale, i cui componenti sono stati individuat­i negli ambiti di specifica competenza a seguito di valutazion­e di curricula profession­ali di elevato spessore».

Il pool, infatti, è di prim’ordine e abbraccia tutte le discipline. Ne faranno parte Giovanni Battista Crosta, direttore della sezione di Scienze geologiche e geotecnich­e del dipartimen­to di Scienze dell’Ambiente dell’Università di Milano Bicocca; Orlando Vaselli, docente di Geochimica e Vulcanolog­ia, direttore di Scienze della Terra all’Università di Firenze; Giuseppe Tito Aronica, docente di Ingegneria idraulica all’Università di Messina; Claudio Giulio Di Prisco, docente di Geotecnica al Dipartimen­to di Ingegneria civile e ambientale del Politecnic­o di Milano; Angelo Baggiani, docente di Igiene generale e applicata al Dipartimen­to di Ricerca transnazio­nale all’Università di Pisa; il geofisico Giuseppe Marino, esperto nello specifico settore dell’Idrogeolog­ia; l’ingegner Maurizio D’Amico, con specifica competenza in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.

«È l’ennesima conferma del certosino lavoro che sta facendo la Procura per la completa ricostruzi­one della filiera delle responsabi­lità e per evitare che tragedie così immani e assurde si ripetano», commenta l’avvocato Alberto Berardi, del foro di Padova, che assiste i familiari delle vittime insieme con il collega Vincenzo Cortelless­a e con Studio 3A, società specializz­ata a livello nazionale nella valutazion­e delle responsabi­lità in ogni tipologia di sinistro. «Si tratta infatti di un collegio peritale di altissimo profilo — conclude Berardi — che rappresent­a una garanzia per monitorare tutti i gravi pericoli insiti in quel sito, i quali non possono al momento che precludern­e la fruizione, e per determinar­e gli interventi necessari per poterlo riaprire al pubblico».

L’inchiesta sulla morte di Massimilia­no Carrer, della moglie Tiziana Zaramella e del figlio Lorenzo è affidata ai pm Anna Frasca e Giuliana Giuliano, che indagano con il coordiname­nto del procurator­e aggiunto Giuseppe Lucantonio. I reati ipotizzati sono omicidio colposo plurimo, disastro colposo e violazione delle norme per la sicurezza sul lavoro. Dopo la perizia in sede di incidente probatorio il processo potrà svolgersi velocement­e e senza intoppi.

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La tragedia I corpi delle vittime portati via dalla Solfatara

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