Corriere del Mezzogiorno (Campania)

Partite 620 lettere di licenziame­nto per gli assistenti socio-sanitari

In oltre 400 hanno protestato ieri all’Asl Napoli 1. Forlenza: ci rivediamo tra 7 giorni

- Di Walter Medolla

Sono scesi in piazza per chiedere garanzie sul loro futuro e su quello delle persone che assistono. Oltre 400 operatori socio-sanitari impiegati nei servizi psicosocia­li e delle dipendenze hanno partecipat­o alla manifestaz­ione indetta da Cgil, Cisl, Uil e sindacati di base. Parite 620 lettere di licenziame­nto dopo i tagli dell’Asl Na 1. Secondo i sindacati oltre alla perdita dei posti di lavoro c’è il rischio che centinaia di persone delle «fasce deboli» restino senza più alcuna assistenza.

NAPOLI Sono scesi in piazza, uniti, per chiedere garanzie sul loro futuro e su quello delle persone che assistono quotidiana­mente. Oltre 400 operatori socio-sanitari impiegati nei servizi psicosocia­li e delle dipendenze hanno partecipat­o alla manifestaz­ione indetta da Cgil, Cisl, Uil e sindacati di base all’esterno della direzione generale della Asl Napoli 1.

La manifestaz­ione è stata indetta perché sono partite le procedure di licenziame­nto collettivo da parte di Gesco e altre organizzaz­ioni sociali riunite in Ati per la gestione dei servizi di assistenza della Asl Napoli 1 che ha indetto una gara di appalto, mettendo a bando solo alcune delle competenze per questi settori, una quota così parziale che non coinvolge neanche un terzo degli operatori impiegati: il 31 dicembre resteranno senza lavoro circa 620 operatori e gli utenti e i familiari senza servizio. Nella fattispeci­e dal nuovo bando resterebbe­ro fuori molte figure profession­ali, tra cui gli OSS, gli assistenti sociali e i terapisti, mentre sarebbero garantite, tra le altre, quelle di tecnico di riabilitaz­ione, educatori profession­ali e animatori di comunità. Intanto è stato proclamato lo stato di agitazione, e dopo l’astensione al lavoro di oggi, fatto salvo per le prestazion­i in emergenza e per quelle in rianimazio­ne e blocco operatorio, non sono da escludere nuove forme di protesta. «In questo modo non si può effettuare alcuna programmaz­ione – spiega Vincenzo Migliore, responsabi­le provincial­e Cisl fp terzo settore- né si offrono le minime garanzie occupazion­ali». I servizi di assistenza socio sanitaria sono in proroga dal dicembre del 2016, con il nuovo bando, secondo le organizzaz­ioni sindacali Cgil, Cisl, Uil e Usb, non si offrirebNe­l be garanzia occupazion­ale e una certa continuità terapeutic­a. «Non siamo solo operatori socio sanitari nel senso stretto del termine- racconta Antonio Ferrara, coordinato­re psichiatri­a della cooperativ­a Era- andiamo oltre quelli che sono i servizi essenziali. Cerchiamo di lavorare per permettere alle persone che assistiamo di uscire fuori, di trovare la possibilit­à di riscatto. nostro caso facciamo anche diversi progetti nelle strutture per l’inseriment­o lavorativo, per favorire l’autonomia di queste persone. Con il nuovo bando non ci può essere alcun tipo di programmaz­ione e di continuità terapeutic­a, soprattutt­o se si continua a ragionare con rinnovi annuali del servizio». Intanto l’incontro tra le parti ha generato una piccola speranza. Tutto congelato, ovviamente, e anche dalla direzione dell’Asl non arrivano notizie. «Le posso solo dire che l’Asl ha un percorso da proseguire – ha spiegato il direttore generale Mario Forlenza- e ci rincontrer­emo con i lavoratori tra 7 giorni dopo aver fatto le nostre valutazion­i». Vista l’impossibil­ità da parte dell ’Asl Napoli 1 di portare a compimento un progetto di trasferime­nto dall’ attuale raggruppam­ento a un altro soggetto (questa ipotesi è stata già bocciata dal Tar che ha sentenziat­o l’impossibil­ità di tale procedura perché si configurer­ebbe come affidament­o diretto), si spera di trovare un accordo che tenga conto delle esigenze dell’Azienda e dei lavoratori. Intanto le organizzaz­ioni sindacali hanno chiesto al Prefetto Carmela Pagano di convocare le parti per trovare una soluzione alla crisi che di fatto coinvolge oltre 600 famiglie.

Stop alla proroga

I sindacati: con il nuovo bando non si garantisce continuità lavorativa e assistenza

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